Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.43 - Gennaio - marzo 2015
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.



Ennesimo disastro archeologico e ambientale in Calabria!

Nel Parco Archeologico del crotonese ove si conservano resti di architetture romane, mura e pavimenti a mosaico, si sta perpetrando una distruzione silenziosa dei Beni culturali, contro la quale i cittadini stanno contestando aspramente con occupazioni in loco. Per la costruzione, già attuata, di una pavimentazione cementata a scopo parcheggio difronte al Santuario cristiano, si sono infatti "ricoperti" importanti resti archeologici, che difficilmente o sicuramente non saranno più riportati alla luce! Intanto l'area che conduce alla celebre Colonna di Hera Lacinia (fine VI sec. a.C.), unica rimasta da un tempio affacciato a strabiombo sul mare sul promontorio omonimo, monumento insigne della Grecità, è "inaccessibile al pubblico" da 10 anni circa, tra degrado e assoluta mancanza di tutela, tanto è vero che gran parte delle mura e delle costruzioni romane è già precipitata in mare per la mancanza di sostegni e argini appropriati. Questo è l'ennesimo scempio del nostro più antico patrimonio archeologico, tra l'indifferenza delle autorità competenti che disprezzano il valore di un Bene inestimabile. Elogio ai cittadini che protestano, ma vergogna per i colpevoli (il "potere" cieco, avido e ignorante) di vandalismi degni di Attila!

Giuseppe T. di Crotone




Tra immondizie, erbacce e massimo degrado, una "povera" torre cinquecentesca a Ostia (RM)!

Nella zona dell'Idroscalo di Ostia (Roma) esiste una torre rinascimentale, Tor san Michele, di scuola michelangiolesca, risalente alla seconda metà del XVI secolo: si tratta di un Maschio facente parte di un antico sistema di difesa fatto costruire dai Papi Pio IV e Pio V. E' una costruzione ottagonale alta 18 metri, circondata anticamente da un fossato e suddivisa in 3 piani: il sotterraneo per custodire le armi, il primo per gli alloggi dei guardiani, con ambienti voltati a crociera e il secondo per le stanze dei comandanti. In alto la piazza d'armi delimitata da un bel cornicione a beccatelli. Restaurata nel 1930, usata poi come faro, durante la seconda guerra mondiale fu occupata dagli eserciti tedeschi e americani; da venti anni è sotto la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma. Catalogata come immobile di valore storico-artistico, oggi giace in uno stato deplorevole: le foto da me scattate mostrano non soltanto il degrado della torre, le erbacce nate ovunque e tanto alte da nasconderne la vista, ma soprattutto il luogo attorno che versa in un vergognoso e incivile abbandono. Discarica a cielo aperto, immondizie d'ogni genere, stradina d'accesso dissestata, neanche un cartello esplicativo: insomma un totale degrado che neanche la LIPU, Lega Protezione uccelli di Ostia, è riuscita a frenare, malgrado dieci anni fa si fosse impegnata per un progetto di recupero dell'area dell'Idroscalo, in cui era incluso il riutilizzo della Torre, come centro museale didattico intitolato a Pier Paolo Pasolini. Le parole sono superflue dinanzi alle foto che mostrano il monumento evidenziando il colpevole abbandono del nostro patrimonio artistico, a due passi dalla Capitale!
(Pier Luigi V. da Ostia)





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