Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.44 - Aprile - giugno 2015
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.


Berlino: un museo definito d'arte(?!) con cadaveri in esposizione!

Ho letto che a Berlino è stato aperto un nuovo museo che vorrebbe essere d’arte, il Menschen Museum, dedicato al celebre medico anatomopatologo Gunther von Hagens, autore di ben 50 mostre in tutto il mondo, negli ultimi anni.
Sapete cosa espone il medico-artista (dicasi!): cadaveri, veri morti, trattati con il metodo da lui brevettato della “plastinazione”, ovvero sostituendo tutti i liquidi umani con il silicone! Dunque questo particolare Museo espone decine di corpi umani e di parti di esso, resi in movimento come fossero in vita, cioè mentre corrono, fumano, fanno sport, partoriscono, etc, spacciandoli per creazioni artistiche!

Voglio esprimere il mio disgusto e la mia disapprovazione per un’operazione che potrà essere di valore scientifico e didattico, ma che non può, a mio giudizio, essere definita arte. Cos’ha di artistico un macabro cadavere che assume pose reali, o addirittura “ironiche ”?! La stessa città di Berlino nel 2011 aveva rifiutato a von Hagens il permesso di istituire un museo, poiché la legge tedesca vieta l’esposizione pubblica di cadaveri! Ora, però, ha cambiato idea, ritenendo i corpi di Gunther opere d’arte!
Mi chiedo dove sia in questa operazione la creatività, lo scopo umano ed etico da cui è generata l’espressività artistica? Ma anche mi chiedo dove sia finito il rispetto per i defunti, nato con l’uomo, per le misere spoglie mortali, per la morte e per il suo mistero.
I Body Worlds dell’ingegnoso medico sono forse da considerarsi soprattutto un astuto business finanziario, dato che in ogni mostra i visitatori possono lasciare il loro nominativo per concedere il permesso di farsi fare, dopo morti, un bel, si fa per dire, ritratto da eterni zomby dal medico-pseudoartista!

Ludovico F. da Brindisi




Ennesimo disastro archeologico e ambientale in Calabria!

Nel Parco Archeologico del crotonese ove si conservano resti di architetture romane, mura e pavimenti a mosaico, si sta perpetrando una distruzione silenziosa dei Beni culturali, contro la quale i cittadini stanno contestando aspramente con occupazioni in loco. Per la costruzione, già attuata, di una pavimentazione cementata a scopo parcheggio difronte al Santuario cristiano, si sono infatti "ricoperti" importanti resti archeologici, che difficilmente o sicuramente non saranno più riportati alla luce! Intanto l'area che conduce alla celebre Colonna di Hera Lacinia (fine VI sec. a.C.), unica rimasta da un tempio affacciato a strabiombo sul mare sul promontorio omonimo, monumento insigne della Grecità, è "inaccessibile al pubblico" da 10 anni circa, tra degrado e assoluta mancanza di tutela, tanto è vero che gran parte delle mura e delle costruzioni romane è già precipitata in mare per la mancanza di sostegni e argini appropriati. Questo è l'ennesimo scempio del nostro più antico patrimonio archeologico, tra l'indifferenza delle autorità competenti che disprezzano il valore di un Bene inestimabile. Elogio ai cittadini che protestano, ma vergogna per i colpevoli (il "potere" cieco, avido e ignorante) di vandalismi degni di Attila!

Giuseppe T. di Crotone




Tra immondizie, erbacce e massimo degrado, una "povera" torre cinquecentesca a Ostia (RM)!

Nella zona dell'Idroscalo di Ostia (Roma) esiste una torre rinascimentale, Tor san Michele, di scuola michelangiolesca, risalente alla seconda metà del XVI secolo: si tratta di un Maschio facente parte di un antico sistema di difesa fatto costruire dai Papi Pio IV e Pio V. E' una costruzione ottagonale alta 18 metri, circondata anticamente da un fossato e suddivisa in 3 piani: il sotterraneo per custodire le armi, il primo per gli alloggi dei guardiani, con ambienti voltati a crociera e il secondo per le stanze dei comandanti. In alto la piazza d'armi delimitata da un bel cornicione a beccatelli. Restaurata nel 1930, usata poi come faro, durante la seconda guerra mondiale fu occupata dagli eserciti tedeschi e americani; da venti anni è sotto la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma. Catalogata come immobile di valore storico-artistico, oggi giace in uno stato deplorevole: le foto da me scattate mostrano non soltanto il degrado della torre, le erbacce nate ovunque e tanto alte da nasconderne la vista, ma soprattutto il luogo attorno che versa in un vergognoso e incivile abbandono. Discarica a cielo aperto, immondizie d'ogni genere, stradina d'accesso dissestata, neanche un cartello esplicativo: insomma un totale degrado che neanche la LIPU, Lega Protezione uccelli di Ostia, è riuscita a frenare, malgrado dieci anni fa si fosse impegnata per un progetto di recupero dell'area dell'Idroscalo, in cui era incluso il riutilizzo della Torre, come centro museale didattico intitolato a Pier Paolo Pasolini. Le parole sono superflue dinanzi alle foto che mostrano il monumento evidenziando il colpevole abbandono del nostro patrimonio artistico, a due passi dalla Capitale!
(Pier Luigi V. da Ostia)





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