Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno II - Nov./dic. 2006, n. 6
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


La femme fatale

di Bruna Condoleo






Parigi, inizio del secolo scorso: un'arte raffinata che si ispira alla natura ed ai ritmi spiraliformi del mondo vegetale, l'Art Nouveau , coinvolge letteratura, teatro, danza, anche il nascente cinema, riflettendo i gusti di una società che esalta con un generale ottimismo gli aspetti positivi della realtà. Il progresso scientifico e tecnologico, cui inneggia l'Esposizione Universale, ha cambiato l'aspetto della città, percorsa da automobili, illuminata dall'elettricità, popolata da moderni edifici di ferro, come la Tour Eiffel o di cemento armato, come la Casa di rue Franklin 25 bis di Auguste Perret. Tutte le espressioni artistiche partecipano a questo rinnovamento di forme e di stile, dall'architettura al design, dalla pittura alla moda.
Sono gli anni della “Belle Epoque”, quando le affascinanti signore della ricca e media borghesia parigina indossano abiti lunghi e setosi che si vanno liberando dalla schiavitù dei rigidi busti ottocenteschi, per adottare corsetti che esaltino una linea ispirata alla flessuosità delle forme vegetali, definita ad S , perché appiattisce il ventre, innalza il seno ed inarca la schiena. Alti colletti di pizzo fanno emergere superbamente il volto, come il fiore tra la corolla, creando l'effetto tanto di moda del “collo da cigno ”.
I colori preferiti sono tenui pastelli e si ispirano anch’essi al mondo floreale: il grigio perla, il rosa, il bianco, il malva ed il lilla, mentre le stoffe di chiffon, di crepe de chine e di pizzo macramè si impreziosiscono di merletti e nastri, accentuando un’immagine femminile dall’aspetto romantico ed un pò decadente.




Particolare: pizzo macramè, velluto e ricami con canette e strass




Sulle note di un languido valzer gli abiti di gala, ricamati con jais e strass, si muovono ed ondeggiano insieme ad un piccolo strascico sul retro che rende i movimenti più lenti ed aggraziati ed aggiunge fascino melodrammatico alle “mises” eleganti.
Verso gli anni '10, si assiste però ad una trasformazione: gli abiti diventano più morbidi e grazie all'abolizione del busto acquistano l'effetto di sciolte tuniche o clamidi classiche, ricche di pieghe: “ la veste di Delfo ” è, infatti, la nuova creazione del sarto Mariano Fortuny, attivo a Venezia, che nel 1907 propone un abito di foggia orientaleggiante, il quale non sottolinea più la vita anatomica, ma ricade morbidamente lungo il corpo.
Anche i costumi teatrali influenzano la moda di questo decennio: a Parigi debuttano, infatti, con grande successo, i balletti russi di Diaghilev che propongono al pubblico costumi ispirati alle fiabe russe ed ad un fantastico oriente.
Ma sono gli abiti firmati dal sarto Paul Poiret a dettare legge in questi anni e non solo in Francia, grazie alle molteplici sfilate da lui effettuate in tutta Europa. Tuniche che fasciano il corpo per poi “chiudersi” alla caviglia con leggeri rigonfiamenti costringono le donne ad una camminata a piccoli passi, come le dame giapponesi! Il gusto liberty o floreale, illustrato su riviste di moda che diffondono la conoscenza del nuovo abbigliamento a grandi masse di persone, anche ai ceti meno abbienti, non disdegna elementi anche stravaganti, come cappelli a larghissime tese, fastosi bordi di pelliccia che circondano i soprabiti, maniche a pipistrello o la cosiddetta tunica a paralume ideata da Poiret, ovvero un'ampia gonna corta che ricopre una sottostante lunga e stretta. I dolci colori pastello dei primi anni del secolo cedono il passo a colori più decisi, all'oro ed ai tessuti laminati, secondo un gusto che diviene sempre più carico ed eccentrico. Mai come ora arte e moda si coniugano tanto strettamente: sarti che dipingono come Fortuny, pittori che amano dedicarsi alla creazione di costumi e di scenografie per i balletti. Picasso e Matisse, Henry Van de Velde, Depero e Balla si interessano al mondo della moda, mostrando un desiderio di spaziare liberamente nel campo delle arti applicate, senza pregiudizio alcuno e con grande entusiasmo.
Dal momento che il mondo femminile sta facendo passi importanti per la propria emancipazione, sia nell'ambito della scienza, sia nel campo del giornalismo e della creatività in genere, anche il settore della moda esprime una libertà ritrovata, dopo quasi un secolo di costrizioni fisiche, pudori imposti e sacrifici anatomici, palesando un desiderio di seduzione e di sensualità, testimoniato anche dagli audaci spacchi e dalle trasparenze, memori del disinibito abbigliamento dell'età napoleonica.
E' l'epoca della “ femme fatale ”, dipinta da pittori come Gustav Klimt e Fernand Khnopff, immortalata da scrittori come Oscar Wilde e Gabriele D'Annunzio, interpretata da attrici famose come Sara Bernhardt ed Eleonora Duse, che vestono abiti fruscianti, arricchiti di volant e merletti, simili ai “ vestiti da tè”, ovvero ai sontuosi abiti da camera che le donne dell'alta società indossano su strati di sottovesti preziose e leggere. Il gusto della bellezza e l'estetismo dominante, allargato a tutti i settori della vita, dall'arredamento all'oreficeria, dall'architettura urbana alla tappezzeria, sembrano caratterizzare la vita delle classi più agiate, ma una terribile sciagura è alle porte: la prima guerra mondiale, che trasformerà il mondo, le idee ed anche la moda.
Prima novità: Caresse Crosby, ovvero l'americana Mary Phelps Jacob, crea un piccolo indumento, unendo semplicemente due fazzoletti, che trasforma definitivamente la linea del busto femminile: è nato il reggiseno!



I due abiti fotografati, scelti dalla Collezione di costumi d'epoca autentici, sono stati gentilmente concessi dalla Sartoria "Annamode 68"- Roma




 





Abito in pizzo macramè, 1910/12. Collezione Annamode- Roma




Per completare l'abito, l'elegante (e benestante!) signora del primo ‘900 ha bisogno di accessori adatti e studiati con cura: sui capelli raccolti in morbidissimi chignons si poggiano cappelli ampi, che slanciano la figura per mezzo di piume di struzzo o fantasiose decorazioni fitomorfe; ai piedi stivaletti in pelle, chiusi da bottoni o lacci per il giorno, e scarpe con tacco per la sera.



Completo 2 pezzi pomeriggio elegante, 1908. Collez. Annamode-Roma


Particolare con lungo strascico





Abito di H. Van de Velde (1900 c.)





             
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