Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Mag./ago. 2007, n.9-10
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


Moda e semiotica: sesso ci cova!

di Bruna Condoleo





Ci credereste che quando le donne scelgono una scarpa con tacchi a spillo, uno stivaletto alla texana oppure un'avvolgentelunga sciarpa, esprimono consciamente o inconsciamente pulsioni erotico-sessuali?
Se partiamo dal concetto, ormai accettato dalla maggior parte degli studiosi di costume e di antropologia, che l'abbigliamento costituisca un sistema di comunicazione che traduce aspetti più o meno consapevoli della personalità, dobbiamo anche accettare che alcuni indumenti ed accessori della moda, antica e contemporanea, siano da intendersi come espressioni semiologiche , ovvero veri e propri linguaggi carichi di significati.
Prendiamo in considerazione, ad esempio, quegli elementi dell'abbigliamento moderno che accentuano la forma appuntita, come i tacchi a spillo, oppure, per un abbigliamento più antico, le pantofole di stile turco, con le punte rialzate: questi accessori, con la loro forma fallica, mettono in luce un evidente riferimento sessuale per un principio di “similarità” o meglio per un aspetto metaforico, che non ha risparmiato neanche mode di tempi a noi molto lontani. Pensiamo, infatti, alle nobildonne immortalate negli affreschi trecenteschi, con i loro cappelli conici o a doppio corno, chiamati hennin, meglio conosciuti come cappelli da fata!
Se poi consideriamo alcuni importanti accessori maschili come la cravatta, possiamo dire che il significato fallico sia evidente non solo nella sua forma, ma soprattutto per la contiguità dell'indumento con la zona del corpo che si vuole, anche inconsciamente, enfatizzare.



Iperboliche acconciature settecentesche



originaria, siano usati con sovrabbondanza, acquisiscano una valenza metaforica, collegandosi anch'essi a significati d'ordine sessuologico, spesso ad istinti aggressivi sado-masochisti più o meno rimossi.
La tendenza ricorrente della moda femminile ad esaltare il seno , di origine antichissima, se si pensa che nel costume cretese, tra il 1600 e il 1500 a. C., esistevano corpetti attillati che lasciavano interamente scoperti i seni, è arrivata fino a noi attraverso l'uso di busti prima e reggiseni poi che intendono esibire in maniera prioritaria questa parte del corpo. Rricordiamo, ad esempio, le generose scollature delle dame veneziane del XVIII secolo, oppure i seni in bella vista delle signore d'età napoleonica e, per arrivare all'età contemporanea, lo scandaloso nude look degli anni '70, abbigliamento fatto di soli veli, che lasciavano ben poco all'immaginazione. Tale aspetto “metonimico”, che esalta direttamente le parti corporee collegate alla sfera della sessualità, si ritrova palesemente rappresentata nella "braghetta" cinquecentesca, una sorta di sacchetto usato dagli uomini a rivestire le parti genitali per metterle in evidenza al centro del farsetto, a volte anche esaltate dalle imbottiture! Se si guardano i ritratti di sovrani rinascimentali, ad esempio, quelli di Enrico IV, si può notare la bizzarra accentuazione del costume maschile. Tuttavia questa tendenza ad evidenziare le parti del corpo può ritrovarsi ancora in tanti moderni indumenti, anche meno stravaganti: dai calzoni eccessivamente attillati, sia maschili che femminili, blue jeans compresi, agli spacchi laterali degli abiti, usati anche dalle donne cinesi e vietnamite, e se si torna indietro nel tempo, perfino in alcune ingenue ma risibili acconciature settecentesche, che intendevano attraverso iperboliche decorazioni poggiate sul capo, esaltare, a loro avviso, l'avvenenza del viso!
Dunque la moda, che potrebbe sembrare a prima vista l'idealizzazione dell' effimero, frutto dell'arbitrarietà o peggio, della follia umana, come la giudicava Leonardo da Vinci, si manifesta a ben osservare come un sistema di segni, un codice complesso, capace di racchiudere i significati più diversi e le motivazioni psicologiche più impensabili.

 




Statuetta fittile di danzatrice cretese, con seno scoperto (XVII-XVI sec a.C.)





Secondo un'interpretazione di tipo psicoanalitico, molti amanti della cravatta rivelerebbero in questa scelta anche un elemento castratorio della propria libido, e l'analisi sembrerebbe confortata dall'uso della cravatta nella moda delle suffragette negli anni '20, che indossavano questo accessorio del tutto maschile, evidenziando il desiderio di inibire la propria femminilità adeguandosi all'altro sesso.
Le sciarpe femminili, invece, soprattutto quelle molto lunghe, in voga nei primi anni del ‘900, ma di moda ancor oggi, con il loro serrato avvolgimento attorno al collo, individuerebbero un atteggiamento del tutto differente: quello di un succubato sessuale, di cui la donna sia più o meno consapevole!
Se analizziamo poi alcuni accessori dell'abbigliamento, come le catene, i grossi bracciali o le vistose cinture, si può ritenere che quando questi ornamenti, perduta la loro funzione





corsetto dell'inizio del '900

Usate la cravatta? attenti ai messaggi nascosti!




             
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