Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Sett./ott. 2007, n.11
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


Vivienne Westwood: creatività e cultura

di Bruna Condoleo


V. Westwood: collezione Blue Sky SS 2004 (courtesy of V&A Images_Victoria and Albert Museum London)





Definita nel 1989 una dei sei stilisti migliori al mondo, accanto ad Armani, Lagerfield, Saint Laurent ed Ungano, prima stilista inglese ad approdare sulle passerelle parigine nei primi anni ’80, più volte premiata per il suo contributo alla cultura contemporanea, Vivienne Westwood rappresenta il prototipo di una professionista che ha saputo rinnovarsi nel tempo e con tenacia creare un’azienda di grande successo. A lei Milano dedica una grande retrospettiva delle sue creazioni per celebrare i 34 anni di carriera, con la più importante mostra mai organizzata per una stilista inglese vivente, mostra che approda a Palazzo Reale dal Victoria & Albert Museum di Londra, dopo aver toccato 7 importanti città del mondo.
La carriera di stilista della Westwood, nata nel '41 nel Derbyshire, inizia nel '71 quando apre a King's Road di Londra il primo negozio, chiamato Let it rock . Sono questi gli anni in cui l'abbigliamento subisce una profonda trasformazione: l'alta moda attraversa molte difficoltà, sia per la recessione economica, sia per la crisi politica di molti stati europei e la moda, più che rivolgersi all'alto, sente l'influenza delle classi più basse e degli stimoli provenienti dalla strada. E' l'epoca del movimento Punk, un movimento anarchico e distruttivo che esprime attraverso un abbigliamento aggressivo e provocatorio il disprezzo per qualsiasi elemento della tradizione, il rifiuto della “bellezza” e del decoro e l'acquisizione del “brutto” e del repellente come strumenti di libertà e di ribellione a tutto. Le collezioni della Westwood negli anni '70 sono un'interpretazione personale e creativa delle tendenze punk, come si vede, ad esempio, nella maglietta con decorazioni inusuali di “ossa”, la quale pur riprendendo in prestito dal macabro ed indecente vocabolario decorativo dei punk elementi anticonformisti, anche estremi, e ribaltando il concetto classico di eleganza, conserva doti di inventiva e di ironia.
Assieme al compagno Malcom McLaren, reduce da trasgressive


Evocazioni dal '700 veneziano nelle collezioni degli anni '80. A destra la stilista (courtesy of V&A Images_Victoria and Albert Museum London)




corsetto è presente in modo evidente in tutte le più eleganti collezioni attuali!
Da quando la Westwood insegna Moda alla Accademia di Arti Applicate di Vienna, inizia la collaborazione con Carlo D’Amario, che dura ancor oggi. Negli anni ’80, tramontato definitivamente il punk, si fa strada la tendenza new romantic, una moda che si ispira al Settecento ed al look piratesco, ove trionfano camice ornate di ricami, pizzi e ruches, gilet colorati e luccicanti di broccato, pantaloni alla zuava, foulards e trucco marcato. Gli abiti ideati dalla Westwood esaltano con femminilità la bizzarria e le estrosità di quella moda, con la quale s’intendeva accentuare l’artificiosità e la sontuosità dell’abito di contro alla naturalezza dell’abbigliamento hippie, ad esempio, in voga nl decennio precedente. Ma la stilista non si ferma: nel ‘90 presenta la sua I° collezione maschile al Pitti Uomo di Firenze, seguita 6 anni dopo dalla linea "Man" alle sfilate milanesi e nel ’92 viene insignita dalla Regina Elisabetta II del titolo di Ufficiale dell’Impero Britannico di sua Maestà. Dal ’93 ha la cattedra di Moda alla Berliner Hochschule der Kunste, dove insegnerà per 12 anni e questa preziosa esperienza culturale si riflette nelle sue collezioni, sempre ispirate alla storia del costume, come dimostrano le citazioni del Medioevo o del ‘700 veneziano, tanto che anche i musei cominciano a mostrare grande interesse per le sue collezioni, espressioni di una complessità e densità di riferimenti alle arti pittoriche e letterarie. Nel 2000, infatti, il Museo of London ospita la mostra “Vivienne Westwood : the collection of Romilly McAlpine” e nel 2004 il Victoria & Albert Museum ospita l’eccezionale retrospettiva a lei dedicata, oggi giunta a Palazzo Reale.
 


Collezione "Let it rock" '71(courtesy of V&A Images_Victoria and Albert Museum London)


esperienze newyorkesi, la Westwood sponsorizza la band musicale dei Sex Pistols, un gruppo altamente provocatorio e violento, simbolo di questo nuovo atteggiamento culturale; tuttavia già nel '77 le sue originali collezioni sono improntate ad una contaminazione divertente e piena di fantasia di indumenti classici, come il kilt scozzese, con elementi punk, come le improbabili acconciature, i trucchi pesanti ed i colori contrastanti! La creatività della stilista inglese, capace di mettere a frutto i suggerimenti provenienti dalla “strada” e dalle diverse mode comportamentali, prosegue nel tempo con rinnovate proposte in sintonia con i tempi mutati e con le diverse esigenze estetiche. E' il caso del corsetto Statue of Liberty, disegnato nel '87 per la collezione "Harris Tweed", in cui per la prima volta un capo tipico della biancheria intima femminile, usato dal tardo '500 fino ai primi del ‘900, diviene un indumento da sfoggiare! A 20 anni di distanza da quell'intuizione, il


corsetti ricamati delle collezioni fine anni '80. (courtesy of V&A Images_Victoria and Albert Museum London)

Dalle destrutturazioni geometriche delle prime collezioni alle sfilate degli anni '90, in cui il pregio sartoriale si è armoniosamente coniugato all'inventiva, fino ad oggi, la moda della Westwood continua a riflettere un impegno costante ed un'attenzione ai fatti sociali, che ne hanno decretato il successo.





Collezione Clint Eastwood '84/85 (courtesy of V&A Images_Victoria and Albert Museum London)



 




Collezioni '77, Punk (copyright V. Westwood)





Vivienne Westwood. Milano, Palazzo Reale. Dal 26 settembre 2007 al 20 gennaio 2008.
www.vomune.milano.it/palazzoreale


             
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