Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Gen./mar. 2008, n.13
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


Il fascino del costume egizio

di Bruna Condoleo





Una regina con la kalasiris ampia e plissettata, l'hosckh (collare prezioso) ed una bella parrucca

Agli albori della civiltà, 5000 anni or sono, quando in altri luoghi della terra gli uomini vivevano nell'oscurità delle caverne, sulle sponde del Nilo nell'Africa settentrionale, come nell'Asia occidentale, grandi culture raggiungevano livelli altissimi di conoscenze e di espressione artistica. Il popolo egizio, primo fra tutti, disteso lungo le rive fertili del grande Fiume sacro, ha lasciato ai posteri i segni di una cultura amplissima, circondata ancora da profondi misteri, che sbalordisce per le conquiste raggiunte e per l'entità delle testimonianze.
Piramidi imponenti e tombe scavate nella roccia, decorate con dipinti vivaci e con forme eleganti, templi superbi con statue colossali ed obelischi, mummie e papiri, suppellettili e gioielli raffinati sono giunti fino a noi a raccontarci oltre che la storia e la cultura degli Egizi , anche i loro fantasiosi costumi.
Benchè la società egizia, adoratrice del Sole, fosse concepita in forma piramidale, ad iniziare dall'alto delle classi privilegiate quali i faraoni, gli architetti, i dignitari, i sacerdoti, per proseguire con i militari, gli scriba, detentori del sapere grazie alla scrittura, per finire con gli artigiani, gli operai e gli agricoltori, il costume non testimonia di queste abissali differenze di classi e di potere, se non per gli accessori preziosi: ricco di gioielli quello delle classi elevate, semplicissimo e costituito di un unico elemento, il pano (una sorta di perizoma) quello maschile dei ceti più bassi ed una tunica disadorna per le donne.
L’abbigliamento del faraone, somma autorità religiosa e politica, come quello delle classi privilegiate, era formato da un gonnellino, chiamato schentis, di foggia triangolare, spesso reso rigido sul davanti grazie ad una intelaiatura di giunchi, cui si aggiungevano molti ornamenti, come cinture e vistosi pettorali, detti hosckh, fatti con pietre dure, oro, coralli, turchesi e smalti, uniti a bracciali, anelli, orecchini e copricapi preziosi, simili per uomini e donne. I faraoni o le immagini delle divinità portavano sul capo il diadema o uraeus, una corona d’oro ornata sulla fronte dalle teste di un cobra e di un avvoltoio; oppure i due copricapi reali, l'uno


Un esemplare di hosckh, pettorale di pietre dure

 




Kalasiris e klaft (copricapo) per lei, schentis (gonnellino) e uraeus (corona) per lui.


bianco conico e l'altro rosso, a forma di tronco di cono rovesciato, che si calzava sopra al primo, a testimoniare il dominio rispettivamente sull'Alto e sul Basso Egitto.
L’altro copricapo, con il quale siamo soliti pensare ai faraoni o alla scultura colossale della Sfinge, è il klaft, usato anche dalle regine, caratterizzato da due lembi di stoffa preziosa, laminata in oro con strisce blu-Nilo, che scendono sulle spalle ai lati del collo, come nella celebre maschera d’oro di Tutankamon, conservata al Museo del Cairo, mentre il kheperesh è un casco regale,
di forma tondeggiante, portato dal faraone in assetto militare. Sandali di papiro infradito, con punta ricurva, decorati con pietre, completavano l'abbigliamento che era sempre fatto di tessuti molto leggeri come il cotone, ma più frequentemente di lino.
Le donne usavano la kalasiris, una veste tubolare, lunga alle caviglie, molto aderente e sorretta da due bretelle, realizzata semplicemente per il popolo e per le classi elevate con lini decorati a nido d’ape ed incastonati di pietre dure. In alcune immagini scultoree o negli affreschi delle tombe si vede spesso una veste molto trasparente e bianca, più ampia e plissettata, con una mantellina ricadente sulle spalle, indossata a volte anche dai faraoni.
Gli uomini usavano rasarsi i capelli (soprattutto i militari), a causa del clima caldo e per motivi igienici, poi indossavano parrucche di fogge diverse, come era consuetudine anche per le donne che adoperavano parrucche fantasiose, realizzate con trecce sottili, con l'aggiunta di stoffe, fili di lana od altri materiali e decorate con fiori di loto, simbolo dell’Egitto, con scarabei o coroncine auree. Il faraone e le divinità sono spesso raffigurati con barbe posticce e sia gli uomini che le donne usavano un trucco pesante quanto sapiente che evidenziava i lineamenti: gli occhi attraverso le lunghe linee nere del kajal ed il verde smeraldo sulle palpebre, il rosso sulle gote, estratto dal melograno, ed il carminio sulle labbra facevano risaltare i bei visi delle principesse; infine importante per tutti era la cura del corpo che veniva cosparso di oli emollienti e profumati!




Kalasiris aderenti per donne del popolo

Il faraone e la sua sposa, con i fiori di loto



I due copricapi, simbolo dell'Alto e Basso Egitto, sul capo del dio Orus



Quella egizia è stata una civiltà straordinaria, che in 3000 anni di storia non ha subito sostanziali cambiamenti politici, sociali e religiosi, neanche nei riguardi del costume: gli Egizi hanno divinizzato la natura, hanno prediletto uno stile artistico fatto di razionalità e di rigore geometrico, ma anche di gusto per il colore, vivificato dalla forza del simbolo e da una ricchezza decorativa, sia nelle arti maggiori che in quelle minori, che esprime una modernità di soluzioni e di forme veramente strabiliante.


             
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