Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Autunno 2008, n.16
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


Coco: la rivoluzione del “classico”

di Bruna Condoleo



“L'abbigliamento non è altro che un riflesso del cuore ” (Coco Chanel)


In una modisteria di Deauville, vivace stazione balneare della Normandia, nasce la genialità di Gabrielle Chanel, detta Coco, una giovane donna che creava cappelli, ma che nei primi decenni del ‘900 rivoluzionerà la moda inventando uno stile unico ed originalissimo, destinato a durare nel tempo.
Per Coco fare un abito era frutto di “mestiere”, quello da lei appreso con riluttanza da giovanissima tra le mura di un orfanotrofio, ma questo concetto, applicato a chi ha codificato le regole del vestire moderno, rivoluzionando, come si diceva, il modo di concepire l'abbigliamento femminile, sembra davvero troppo limitato e modesto!
Donna curiosa di ogni aspetto della vita, sportiva e ribelle, amica di artisti come Picasso e Dhiaghilev (cui disegnò gli abiti per alcuni balletti) e di intellettuali come Jean Cocteau, Coco fu molto attenta alle sollecitazioni sociali e culturali che le venivano dal suo tempo.
 










Liz Taylor e Anouk Aimée vestite Chanel
(http://lei.excite.it/foto/3136/Coco-Chanel)

La sua incursione nel mondo della moda fece ribaltare i canoni dell'abbigliamento femminile all'alba del XX secolo: abolendo il busto, accorciando le gonne, ammorbidendo il punto vita, la stilista proponeva una scioltezza di linea che, confrontata alle creazioni dei coevi stilisti, come Poiret, dava un'immagine tutta nuova della donna. Agile, pratica, elegante, ma lontana dai barocchismi o dagli orientalisti in voga nei due primi decenni del ‘900, la donna di Coco, con i suoi abiti di jersey, con i completi in maglia, dalle gonne a pieghe o dai pantaloni a sigaretta, con i capelli alla maschietta ricoperti dalle piccole cloches, esprime una libertà conquistata faticosamente in campo sociale (nel 1928 l'Inghilterra concede alle donne il diritto di voto!) ed economico. Pur non rifiutando la femminilità, Coco sa coniugare nelle sue mises semplicità e raffinatezza,




Chanel e Marie Hélène Arnoud
(http://lei.excite.it/foto/3136/Coco-Chanel)



Coco e i suoi famosi giri di perle
(http://lei.excite.it/foto/3136/Coco-Chanel)
 

praticità e chic. Se confrontiamo le sue con le creazioni più estrose e spesso surreali della rivale italiana, Elsa Schiapparelli, ci rendiamo conto che gli abiti disegnati da Coco, soprattutto i celebri tailleur profilati degli anni '50 e ‘60, possono rappresentare una linea definibile forse “poco femminile”, perché privi di frivolezza e di inutili orpelli, abiti totalmente diversi dai vestiti delle languide eroine dei romanzi decadenti o delle romantiche signore immortalate dal cinema. Negli abiti di Chanel la vita non segnata per il taglio un pò geometrico dei tailleur in tweed contrasta con le forme a clessidra della sensuale donna Dior, le cui gonne rigonfie si aprono a corolla. L'essenzialità della linea Coco e dei suoi tubini neri, ancora oggi sempre attuali, è pure agli antipodi dell'ironico stile della Schiapparelli, ispirato all'arte surrealista di Dalì, come il cappotto con tasche a forma di cassetti, i cappelli a mo' di scarpe e le borse a forma di telefono!

La moda inaugurata da Chanel rifugge dunque da stranezze e da follie, vuole adeguare la vita della donna moderna alla nuova società che esige libertà nei movimenti, senza perciò rinunciare all'eleganza dei tagli perfetti, alla civetteria delle catene d'oro, mescolate con bigiotteria, delle file di perle o delle cinture ad anelli, caratteristiche dei suoi tailleur. Il suo stile, diffuso tra classi agiate ed aristocrazia, ma amato dalla borghesia europea, divenne presto inconfondibile e benché fosse nato da concetti rivoluzionari per i tempi, ha avuto la forza di trasformarsi in un abbigliamento “classico”, ovvero caratterizzato da elementi inalterabili e riconosciuto dai più come tale.
Imprenditrice capace, Coco fu la prima couturière ad inventare il total look , ovvero un insieme di prodotti e di accessori destinati a completare l'immagine della donna Chanel: oltre ai gioielli, si pensi al celeberrimo profumo Chanel n° 5, che ancora oggi è tra i più rinomati prodotti mondiali!
Antesignana delle tecniche della comunicazione, era persuasa della necessità della divulgazione delle idee e, a differenza dei suoi colleghi, gelosi delle proprie creazioni, fu tra le prime a diffondere le foto delle sue sfilate, convinta che se l'abito piace e viene imitato, ciò crea il successo commerciale della linea proposta.
Aveva ragione su tutto!
 

             
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