Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.19 - Maggio-giugno 2009
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


L’abito folkloristico: il costume abruzzese

di Bruna Condoleo




Costume di Pescocostanzo



Diversi fra regione e regione d'Italia, i costumi folkloristici rappresentano un patrimonio culturale che svela il cammino della storia, delle tradizioni e dei gusti locali, esprimendo usi ed abitudini del popolo e la volontà di quest'ultimo di conservare nel tempo un mondo di valori che cementa ed unifica.
L'evoluzione storica e stilistica della moda si è alimentata della volontà del cambiamento: le classi dominanti intendono differenziarsi dalle classi meno abbienti nel momento in cui queste ultime omologano le loro mode a quelle delle classi egemoni. Questo sistema di differenziazione ed omologazione si è affermato stabilmente dal momento in cui la borghesia, migliorate le proprie condizioni di vita e le possibilità economiche, ha voluto emulare le mode dei potenti. Il popolo, invece, non ha conosciuto il fenomeno della moda, ma soltanto qualche lieve mutamento di stile, rimanendo fedele al proprio semplice e pratico abbigliamento tradizionale. Non di meno le classi più povere hanno saputo custodire gli usi e i costumi locali, malgrado le naturali trasformazioni sociali avvenute dal XIX secolo, ed hanno così gradualmente costituito quel patrimonio folkloristico che quasi tutte le regioni italiane posseggono.
Come l’abito ecclesiastico e le divise militari, espressioni, queste, di uno status symbol, e dunque non trasformabile, anche il costume popolare si è conservato intatto nel tempo come un genere di moda “statica”, individuato come segno di appartenenza ad una classe sociale o ad un gruppo etnico, e finalizzato al mantenimento di consuetudini antiche in cui riconoscere la propria identità culturale.




Costume di Pescocostanzo


L'Abruzzo, più di altre regioni italiane, tende a conservare gli antichi costumi, come avviene, ad esempio, a Pescocostanzo, dove ancora oggi si producono merletti lavorati a fuselli*, adatti a decorare grembiuli e fazzoletti bianchi indossati dalle donne soprattutto in giorni stabiliti. I costumi femminili abruzzesi posseggono la grazia e l'opulenza tipica dell'abbigliamento della festa, momento in cui si era soliti sfoggiare gli abiti più belli, mantenuti integri per generazioni e destinati alle occasioni più importanti per il popolo: le ricorrenze religiose, i





costume molisano (1)
riti matrimoniali, le feste del patrono. Costituito come tutti i costumi tradizionali, da elementi essenziali: gonna ampia, corpetto e camicia vaporosa, anche il costume abruzzese femminile è composto da questi tre fondamentali capi. La gonna, di colore nero o rosso, di stoffa pesante, bordata da ricami dorati, è ricoperta davanti da un grembiule bianco di lino con applicazioni di merletti ed è abbinata ad un bustino attillato, di solito in velluto nero, arricchito di nastri colorati all'attaccatura delle maniche. Sotto il corpetto, che può presentare applicazioni di passamaneria più o meno ricche, si indossa una bianca camicia con pizzi ricamati a mano, reminiscenza dei rinascimentali indumenti femminili, mentre copre la testa un ampio fazzoletto bianco, abbellito da inserti di altra stoffa, solitamente quella della gonna. Pochi ma caratteristici i gioielli, come le sontuose catene d'oro a vaghi d'oro, chiamate "cannatore", forse di origine longobarda; oppure i tipici ciondoli in filigrana, "la presentosa", a forma di stella con due cuori intrecciati al centro, dedicati agli innamorati; infine gli orecchini pendenti a navicella, "le sciacquajje", tra le forme più arcaiche di gioielli.
Nei costumi regionali della costa adriatica è evidente l'influsso delle tradizioni balcaniche, soprattutto nei motivi decorativi stilizzati o nelle frange che adornano le gonne, come accade nel costume del vicino Molise (1), abbellite da nappe e





Abito folkloristico abruzzese
volants di gusto orientaleggiante e pieghettate posteriormente. Anche le maniche sono diverse dal costume abruzzese perchè staccabili ed annodate al corpetto con nastri multicolori, che variano a secondo dello stato civile della donna: gialli per le maritate, rossi per le fidanzate, sempre rossi, ma in numero di 5, per le nubili. Una curiosità: il grembiule bianco che le donne del contado di Baranello, sempre nel Molise, portano il giorno delle nozze, verrà tolto dalla futura suocera non appena ella entrerà nella sua nuova casa! Molto particolari nei costumi abruzzesi e molisani sono i fazzoletti portati come veri copricapo: si tratta di stoffe ripiegate in foggie caratteristiche, a somiglianza di quelle di altre regioni, come nel vicino Lazio; bianchi, bordati di merletti o adorni di altri panni colorati, i fazzoletti sono poggiati sulla sommità del capo, inamidati o resi più rigidi da bordi lavorati. Più semplici i costumi maschili, come accade in quasi tutti gli abbigliamenti tradizionali: sono realizzati in panno o in velluto nero, con pantaloni al ginocchio, calzettoni bianchi, giacchetta corta con o senza bottoni, panciotto e camicia con colletto ricamato. Non è difficile vedere questi costumi folkloristici in occasioni di feste patronali o di ricorrenze religiose: il nostro augurio è che un così prezioso bagaglio di antiche tradizioni, memoria storica e ricchezza culturale venga preservato per il futuro.


* A Pescostanzo è presente la Scuola Comunale di Merletto al Tombolo, che è promotrice del rilancio di quest'arte antichissima!

             
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