Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno VI - n.23 - Gennaio-marzo 2010
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


Alta Moda Roma: trionfo della femminilità

di Bruna Condoleo




Per alcuni anni Ars et Furor ha portato avanti la rubrica “ Il costume nei secoli ” che si è proposta di analizzare la nascita e lo sviluppo della moda lungo la storia, dagli Egizi all'abbigliamento del primo Novecento, avvalendosi dell'unica testimonianza certa del passato: l'arte figurativa, e dalla seconda metà del XIX secolo, anche la fotografia. Attraverso quadri famosi e non, rilievi e sculture, giornali di moda abbiamo ripercorso l'evoluzione storica e stilistica del costume, inoltrandoci anche in ambiti socio-economici e politici che hanno determinato i cambiamenti della moda fino agli inizi del secolo scorso. Ma la moda nel ‘900, dopo la seconda guerra mondiale, oltre a subire trasformazioni più frequenti rispetto ai secoli precedenti e molto significative per la storia del costume, soprattutto femminile, ha registrato un fenomeno nuovo e di grande importanza: la nascita e l'affermazione delle case di moda e di couturiers dotati di grande creatività, da Dior alla celebre Coco Chanel, da Pucci a Saint Laurent a Balenciaga, stilisti che hanno inventato un modo di abbigliarsi lussuoso, ispirato all'arte e alla cultura delle nazioni d'origine, e permeato di fantasia e di talento sartoriale. Dagli anni '50 si viene a creare nel sistema della moda una scissione tra haute couture, destinata a pochi, e pret- à- porter, abbigliamento che si rivolge a masse di persone di ceto medio. Tuttavia accanto a proposte d'élite, comincia ad affermarsi proprio in quegli anni una moda più semplice e informale, proposta soprattutto attraverso famosi films americani, interpretati da attori come James Dean o Marlon Brando, divenuti veri e propri miti: ci riferiamo alla moda dei jeans e della maglietta, ai giubbotti in pelle e alle t-shirt. Da 60 anni ad oggi la moda ha subito molti cambiamenti, si è espressa in gusti colletivi, riti di massa e abbigliamenti trasgressivi, come, ad esempio, con la moda hippy degli anni '60, ma soprattutto, fenomeno del tutto nuovo, ha avuto come protagonisti i giovani e la loro voglia di stupire, di usare i colori, di combinare tessuti ed esaltare la sensualità del corpo. Anche i grandi stilisti si sono fatti sedurre da queste novità liberatorie che hanno dato alle loro creazioni rinnovati impulsi creativi. Mary Quant non è soltanto l'inventrice negli anni '60 della minigonna, che per la prima volta nella storia scopre abbondantemente le gambe femminili (dopo la breve parentesi della moda charleston), ma è colei che porta la moda nella strada, strada che da quel momento in poi detterà legge in fatto di cambiamenti e di usi, creando un movimento che va dal basso verso l'alto.
Negli anni ‘70 l'Alta Moda subirà una crisi, in parte dovuta alle precarie condizioni economiche, in parte perché l'influsso della moda di strada determina uno spaesamento anche tra gli affermati stilisti, ormai consapevoli di doversi adeguare in qualche modo alle esigenze della gente comune e alle praticità che la vita moderna richiede. Stili zingareschi, mode orientali, gusti etnici si mescolano nelle creazioni di giovani stilisti che incontrano il favore delle masse, soprattutto dei giovani. Ma i tempi della contestazione giovanile sono vicini: nel '68, infatti, le lotte di liberazione delle femministe portano ad un rifiuto di ogni elemento superfluo e troppo femminile dell'abbigliamento, delle acconciature e degli accessori, perfino del trucco, in nome di una protesta di natura ideologica e politica che tende ad evidenziare l'uguaglianza tra persone e tra sessi.

 
Sarli: abito da sera di seta pesante.


Sarli: camicetta creata con motivo di "tulipani".


Sarli: tubino bianco con sopragonna decorata.




Ward: abito plisettato con leggeri volants e corpino prezioso



Ward: tubino elegante con strass
e motivi geometrici







Ward: una sposa-fiore,
vaporosa e romantica



Riva: abito da sera con corpino
scolpito e ampio "copricapo"

Gli anni Ottanta, invece, segnano il ritorno del lusso, della marca famosa e di un individualismo esasperato che inneggia al consumismo, inventando bisogni inesistenti che stimolano il mercato. Nasce il look, ovvero un'immagine che ognuno si costruisce addosso attraverso le marche di moda, senza che questo abbigliamento esprima la scelta personale oppure l'adeguamento dell'esteriorità alla propria persona. Si tratta, dunque di una sorta di travestimento ( look come maschera ) di cui si crede di aver bisogno per essere annoverato e accettato nella società o nel gruppo di appertenenza. Tuttavia la creatività degli stilisti non si ferma ma continua a proporre al mondo collezioni prestigiose e piene di fantasia, come quelle di Valentino, Sarli, Armani, Trussardi, Krizia, Missoni, Biagiotti, Ferré che lavorano nell'Alta Moda proponendo con serietà e grande competenza la purezza rigorosa di linee, la raffinata bellezza dei colori, il gusto dei dettagli preziosi, il lusso moderato della vera eleganza.
A questo proposito proponiamo le immagini, raccolte per Ars et Furor dal fotografo Fabio Amicucci , di tre sfilate di Alta Moda Roma, svoltasi nel mese scorso con grande successo. Si tratta di alcuni capi dello stilista Fausto Sarli, le cui lucide geometrie, d'ispirazione naturalistica, trasformano le modelle in fiori appena sbocciati, in corolle preziose, in un'esplosione di tulipani.
Alla rigorosa sartorialità di Sarli, fanno riscontro le flessuose creazioni di Tony Ward, in cui dominano i colori perlacei e lunari, la leggerezza preziosa delle stoffe e dei decori scintillanti e la vaporosità delle sue spose. L'austera eleganza degli abiti di Lorenzo Riva, con un'ispirazione agli anni '60, viene addolcita da romantici motivi floreali ma resa più audace da cappelli-parrucche-piume e da cerchi concentrici, come accenni di crinoline leggere, poggiati su strette gonne. La moda attuale sembra essere felicemente ritornata al rigore di tempi lontani, quando era chiara l'alta artigianalità delle manifatture; inoltre sembra evidente in molti stilisti un'ispirazione classicheggiante che si fonde a qualche inevitabile follia! Quella proposta dalle sfilate romane è una donna sicura di sé e del suo fascino, che intende esaltare le linee naturali del corpo, sedurre con la morbidezza delle forme e con l'eleganza, evitando le trasgressioni più plateali e l'ostentata volgarità. Viva il ritorno di una vera femminilità!



Riva: abito da sera stile anni '60 e fantasiosa parrucca-cappello



Riva: tailleur elegante "bon ton" con
applicazioni floreali e cappello-parrucca








Riva: accenno di crinolina
leggera su classico tailleur.




Il servizio fotografico è di Fabio Amicucci
e-mail: fabioamicucci@libero.it
ALTA MODA ROMA, a cura di Nicoletta Fiorucci:
30 gennaio - 2 febbraio 2010, Complesso di Santo Spirito in Sassia, Roma.




             
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