Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno X - n.39 - Gennaio - marzo 2014
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA


Il Cappello tra Arte e Stravaganza

di Bruna Condoleo



Yves Saint Laurent, Cappello collezione HC autunno/inverno 2002, collezione privata Cecilia Matteucci Lavarini


Caroline Reboux, Cappello, 1942-1943 circa; Gomez; acquisizione: dono Umberto Tirelli


Clemente Cartoni, Cloche, 1965 provenienza: Ginetta Mingazzini; acquisizione: dono Associazione Tornabuoni-Lineapił



Fin dalle più antiche civiltà mediterranee (pensiamo ai Cretesi, agli Egizi, ai Sumeri) il “copricapo” è stato considerato un elemento importante del costume, indicatore di potere sociale, politico, religioso. Anche in periodi meno lontani da noi il cappello ha costituito un accessorio fondamentale, sia come status symbol sia come elemento di rilevanza sociale ed economica.
Nel millenario ciclo di trasformazioni della moda il cappello non ha mai smesso di completare con stile adeguato ogni abbigliamento: dai morbidi baschi medioevali e rinascimentali agli ampollosi copricapi barocchi, dall’elegante tricorno nero della nobiltà veneziana del ‘700 ai severi cilindri maschili ottocenteschi, alle deliziose paglie femminili d’epoca romantica, in ogni secolo il cappello è stato comunque un formidabile complemento dell’abito.
Nel ‘900 la moda del copricapo continua, anche se con qualche drammatica cesura, dovuta alle guerre mondiali: tuttavia ricordiamo i fantasiosi cappellini stile liberty e gli imprevedibili copricapi proposti dai Futuristi; la cloche anni ’20 e la moda elegante e un po’ mascolina degli anni ’30. E’ dal secondo dopoguerra che la creazione del cappello attira in maniera particolare la creazione degli stilisti europei: i grandi sarti francesi, soprattutto Crystian Dior, si fanno paladini di un risveglio della moda e dei suoi accessori, che implica un rinnovato stile, molto femminile e sapientemente curato anche nei particolari.

Clemente Cartoni, Copri-chignon, 1965 provenienza: Mimina Condorelli; acquisizione: dono Associazione Tornabuoni-Lineapił

Maison Michel, Mascherina, collezione autunno/inverno 2009-2010, provenienza: collezione privata Cecilia Matteucci Lavarini

Cappello, 1940 circa, provenienza: donna Franca Florio; acquisizione: dono Cassa di Risparmio di Firenze


Dagli anni ’50 in poi il cappello assume un ruolo sempre più importante e proprio a ricordare tale rinnovamento di gusto e di inventiva si pone l’evento della mostra fiorentina “Il Cappello tra Arte e Stravaganza”, che espone decine di splendidi esemplari provenienti dalla collezione della Galleria di Palazzo Pitti, dalla collezione di Cecilia Matteucci Lavarini, donatrice della Galleria Pitti, nonché i bozzetti realizzati dal regista Alberto Lattuada e gli esemplari di Clemente Cartoni, celebre modista romano degli anni ‘50/’60.
Il pubblico potrà ammirare fino al 18 maggio 2014 i cappelli ideati dai più celebri stilisti della seconda metà del ‘900: Dior, Givenchy, Chanel, Saint Laurent, Prada, Ferrè, e ancora Treacy, Jones, Paulette. Molti dei cappelli esposti provengono da modisterie italiane e fiorentine; infatti alla realizzazione della mostra ha contribuito il Consorzio “Il cappello di Firenze”, sorto nel 1986, da cui provengono alcuni esemplari che abbinano alla famosa paglia fiorentina (originale ricetta risalente al 1700!) la perfetta manualità d’esecuzione e l’accuratezza dei materiali impiegati: sete, piume, merletti, fiori ricamati a mano.



Alberto Lattuada, Ritratti di Piume con Cappello, 2013 Firenze, Galleria del Costume


Alberto Lattuada, Ritratti di Piume con Cappello, 2013 Firenze, Galleria del Costume


Naną Firenze by Mazzanti Piume. Acconciatura Josephine con rachidi di struzzo arricciate e remiganti di oca colorate con interno in pizzo, 2013


Sotto gli occhi incantati del visitatore sfilano cappelli eleganti, sensuali, misteriosi, sorprendenti, romantici, eccentrici, insomma accessori di gran classe, espressione di un'inesauribile inventiva e di eccellenti capacità manuali, in cui si riconoscono anche motivazioni ludiche e spirito provocatorio.
“ E’ il cappello - scrive Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale fiorentino - mutevole e soggettivo, il cappello “opera d’arte”, il cappello “oggetto di design", del Novecento e del terzo millennio, quello cui si rivolge l’attenzione di questa mostra”. La Direttrice della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Caterina Chiarelli, precisa inoltre che il cappello può essere studiato oltre che per il suo aspetto storico-artistico, anche come elemento estetico autonomo, capace di tradurre in primo luogo gusto della forma ed eleganza, ma anche le emozioni più diverse, stravaganza o semplice divertimento, come appunto recita il titolo della mostra fiorentina. Evviva il cappello!



Trendintex, semilavorato per cappello, intrecciato manualmente con foglie di palma


Frederick Fox, Toque, 1985 circa provenienza: contessa Mia Acquarone; acquisizione: dono Aldo Buti


Grevi Mode Signa, Tricorno a coda di rondine in crine e organza



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