Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.42 - Ottobre - dicembre 2014
IL COSTUME NEI SECOLI  
DISSERTAZIONI SULLA MODA

A Gorizia va in scena "l'ornamento scintillante"!
Nel Museo della Moda abiti originali fin de siécle

di Bruna Condoleo



È ‘ sempre interessante conoscere la storia del costume e la sua evoluzione attraverso i secoli, poiché il costume, come le altre forme di espressività artistica, traduce e interpreta le caratteristiche di un’epoca. Ci occupiamo in questo numero di un periodo, gli ultimi decenni del XIX secolo e il primo decennio del ‘900, contrassegnato da una moda raffinata, immortalata da celebri artisti italiani ed europei in splendidi dipinti. Lo facciamo con l’aiuto di abiti originali che il Nuovo Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia espone dal mese di aprile scorso, in un rinnovato quanto singolare allestimento, che offre al visitatore la sensazione di immergersi tangibilmente nella vita della “Belle Epoque”! L’allestimento dell’architetto Lorenzo Greppi, con la curatela di Raffaella Sgubin, storica del Costume e Sovrintendente ai Musei Provinciali di Gorizia, con collaborazioni internazionali, ha immaginato una scenografia teatrale che ricostruisce le vie di una città mitteleuropea, con vetrine di negozi dove ammirare abiti, tessuti, cappelli, moda infantile, finanche gioielli.


Abito da sera. Manifattura mitteleuropea, 1908-1910


Abito da sera Tulle nero di seta e cotone.
Manifattura parigina (Callot Soeurs, Paris),
1907-10 ca.



Folgorati dall‘inedita atmosfera, passeggiando tra le “strade” di fine secolo ci soffermiamo sulle linee dei meravigliosi vestiti e degli accessori esposti, tra cui figurano vere eccellenze: due di queste prevengono da Vienna e sono abiti appartenuti a Margaret Stonborough Wittgenstein, sorella del filosofo Ludwig Wittgenstein, ritratta anche Gustav Klimt con il suo abito da sposa nel 1905.
Gli abiti femminili di quel periodo, considerato a ragione tra i più eleganti della storia del costume, mostrano che proprio la donna è al centro della trasformazione culturale: seduttrice e mondana, aristocratica e impegnata nel mondo del lavoro, scienziata o ballerina, suffragetta o rivoluzionaria, la donna sta trasformando il suo modo di abbigliarsi con un atteggiamento più consono ai tempi mutati e adeguato ai suoi nuovi ruoli nella società.
Dopo gli ingombranti e costrittivi abiti ottocenteschi, fin dal 1880 la linea si fa più sinuosa, i busti spariscono definitivamente e gli strascichi delle gonne si allungano a creare un effetto di languido e sensuale abbandono.
I vestiti delle aristocratiche e della ricca borghesia, realizzati con soffici tessuti di seta, di chiffon, di crépe de chine, ricamati con merletti, jais e strass, propongono l’immagine di una donna desiderosa di sedurre, misteriosa e spesso eccentrica, come le eroine dannunziane, amante del lusso e dei riti mondani, a volte perversa e fatale, come le protagoniste dei romanzi decadenti o dei quadri di Gustav Klimt.
Molte le mises femminili che si alternano secondo le diverse occasioni della giornata: gli abiti da mattina sono spesso bianchi, con alti colli sostenuti e impreziositi da piccole ruches ; per l’abbigliamento da sera si prediligono sete fruscianti, laminate con ricami d’oro, e come accessori immancabili lunghi guanti; i sontuosi abiti da tè sono invece ampi e comodi, con decorazioni orientaleggianti e colori vivaci, indossati su strati di sottovesti leggerissime e preziose. Scollature generose e abiti neri vestono le donne dell’alta società cosmopolita, immortalate da pittori come Giovanni Boldini: nelle serate a teatro, nei tabarin, nei casinò, i vestiti sono completati da cappotti bordati di pellicce, mentre le passeggiate a cavallo o le gite in bicicletta richiedono un abbigliamento appropriato che preferisce tessuti sportivi, colori sobri e fogge lievemente maschili.

Abito da cerimonia in due pezzi. Manifattura parigina (Callot Soeurs, Paris), 1907-10 ca
Le promenades sui boulevards e i rendez-vous agli ippodromi conquistano nobili e borghesi per l’opportunità di indossare colorati abiti da pomeriggio, completati da ombrellini e da fantasiosi copricapo con velette, oppure, nei periodi più freddi dell’anno, redingote eccentriche, completate da stivaletti in vernice o in pelle di capretto con bottoni laterali, come molte delle signore dipinte da Giuseppe De Nittis, uno dei più interessanti narratori della vita moderna parigina.
Nel primo decennio del ‘900 la trasformazione dell’abbigliamento diviene più accentuata: il punto “vita” cessa di essere il perno della figura femminile e si prediligono tuniche morbide, con la vittoria della linea verticale e scivolata su quella a S, tipica di fine secolo. Una figura morbida e sinuosa caratterizza il nuovo stile in cui tendono a scomparire i colori pastello per far posto a un abbigliamento più teatrale, come dimostrano nell’esposizione del Museo goriziano lo splendido abito di foggia mitteleuropea, in seta color avorio dorato con applicazioni di pizzo e ricami, e il vestito da sera di tulle nero di seta e cotone, confezionato dalla maison parigina Callot Soeurs (vedi foto 1  e 2).
Purtroppo nel breve giro di 35 anni circa si assiste a un capovolgimento delle aspettative di un’età,ormai giunta a saturazione, nella quale stanno per esplodere tutte le contraddizioni, le incoerenze e le ineguaglianze di una società destinata a un tracollo morale e sociale.
Ottimismo positivista, progresso industriale, frivolezza ed euforia fanno parte ormai di un mondo che sta inoltrandosi nel dramma spaventoso della prima guerra mondiale.



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