Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.51 - Gennaio-marzo 2017
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

Il costume neoclassico e la moda attuale.

di Bruna Condoleo




La storia della moda non è, come molti credono, l’espressione della vanità umana, o almeno non soltanto ciò; si tratta, invece, di un’espressione estetica che si lega strettamente a un periodo preciso dell’evoluzione storica, politica ed economica, esprimendo i caratteri culturali del tempo in cui si manifesta. Uno degli elementi peculiari della moda è il cambiamento che tuttavia non esclude il ritorno di fogge e di stili passati, una sorta di corsi e ricorsi che si possono riscontrare anche nel mondo contemporaneo.  Osservando le più recenti sfilate, infatti, si nota che alcuni stilisti si sono ispirati alle mode pregresse, in particolare agli anni ’70 e ’80 del '900, anche se bisogna sottolineare che una costante dell’abbigliamento attuale è la contaminazione degli stili.
In questa rubrica vogliamo soffermarci su alcune tendenze della moda femminile contemporanea che evocano le linee del costume neoclassico, cioè di quel periodo post-rivoluzionario tra ‘700 e ‘800, quando le donne, passati i giorni del Terrore, ritrovano il piacere di vivere secondo i nuovi principi di libertà propugnati dalla Rivoluzione francese, rifiutando le costrizioni del costume settecentesco e adottando abiti a tunica, semplici e leggeri, ispirati palesemente alla moda greca e romana.  La  trasformazione fu radicale, sia nella concezione generale sia nella linea particolare dell'abito che si libera, dopo ben due secoli, dalla servitù di sottogonne ampie e strutturate, come i “paniers” settecenteschi, e dai busti opprimenti, fatti con stecche in ferro, in legno o in avorio, che costringevano il corpo in maniera innaturale, provocando spesso distorsioni anatomiche e malattie croniche.




abito da pomeriggio della fine del '700


abito stile impero dell'inizio dell'800


vestito da sera ricamato della fine del '700


La donna abbandona anche il fastidio delle ingombranti parrucche e dei trucchi pesanti per una ritrovata naturalezza in nome di una più autentica semplicità di forme e di proporzioni. La tunica, dalla linea ricadente e sinuosa, scivolata sul corpo e fermata sotto il seno da sottili nastri, è il nuovo abbigliamento che s’impone alla fine del secolo XVIII, proponendo un’immagine di donna ispirata alla leggiadria. La moda neoclassica adotta vestiti confezionati con stoffe leggere di cotone, spesso trasparenti, aperti lungo i fianchi da spacchi profondi, dunque molto sexy, con scollature generose, incorniciate da scialli di cachemire che ricordano il “pallium” latino, ovvero la stola rettangolare usata dalle matrone romane!
A questa linea flessuosa si uniscono acconciature di capelli fermati in alto, ma ricadenti con morbidi riccioli sul collo, come è documentato dalla celebre scultura canoviana di  “Paolina Borghese"; spesso le donne aggiungono alla mise un nastrino rosso legato attorno al collo, detto “alla ghigliottina”, con un macabro riferimento  alle decapitazioni del periodo del Terrore rivoluzionario!
Pittori famosi, come Dominique Ingres e Jacques Louis David, hanno immortalato nei loro ritratti di dame del tempo questi abbigliamenti molto femminili, a volte anche audaci, se si pensa che sotto gli abiti trasparenti, nella maggioranza bianchi, le signore non portavano indumenti intimi e le più impudiche addirittura bagnavano leggermente l’abito prima di indossarlo perché risultasse più aderente al corpo, come si dice facesse Giuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte.



Abito da giorno con copricapo


Un delizioso quadretto della fine del '700 con dama e gentiluomo


Nulla di nuovo, dunque, se a più di due secoli di distanza le odierne sfilate sembrano attingere a piene mani a un passato importante per l’arte e per la storia della cultura, specialmente perciò che riguarda la linea degli abiti da sera.
Nella sua essenzialità di taglio, l’abito neoclassico e in parte quello “stile impero” che seguì immediatamente, intende tornare a una classicità di forme, mai rinunciando alla bellezza estetica dei materiali e degli accessori: garze, mussolina e batista di colori pastello sono le stoffe preferite per abiti ricamati con ruche e pizzi leggeri accompagnati da acconciature alla greca, con fiori o piccoli diademi per la sera e da cappellini graziosi ad incorniciare il viso durante il giorno.  Ai piedi sandali alla schiava, come si vede nell'immagine in alto, allacciati con strisce dorate che salgano incrociandosi sulle gambe: primavere botticelliane o immagini pompeiane tornano alla mente davanti a qeste tele che immortalano figure dagli abiti danzanti, con i quali le dame di tutta Europa esprimono una riconquistata volontà di autoaffermazione.
Confrontando il costume neoclassico con alcuni abiti delle sfilate contemporanee si possono agevolmente riscontrare influenze e richiami alla morbidezza e alla fluidità del costume neoclassico, soprattutto nel gusto dei colori chiari, nelle trasparenze, nelle inserzioni di pizzi e ricami e nella vita segnata sotto il seno. insomma evocazioni di una moda passata che rimane una tra le più innovative e affascinanti di tutta la Storia del Costume. 



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