Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.52 - Aprile-giugno 2017
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

Il costume medioevale: la raffinata bellezza degli abiti del 1300!

di Bruna Condoleo




In un affascinante castello situato sulle alture che sovrastano la città di Bolzano, il Castello di Roncolo (1), abbiamo ritrovato spunti per descrivere più minuziosamente abiti e consuetudini di vita medioevale, tornei e cacce, danze e giochi, insomma di quel mondo cavalleresco-cortese che è stato foriero di civiltà, di poesia e di epiche imprese.
Nell’età comunale, tra il XII e il XIII secolo, epoca di grande rinnovamento sociale e politico, anche l’abbigliamento risente del generale progresso civile e del benessere economico raggiunto soprattutto dalle classi più abbienti. Le fiorenti botteghe dell’arte della lana o dei calzolai che sorgono nelle rinnovate città romaniche e nelle corti come quelle di Siena, Firenze o Venezia, sono l’espressione del grande fermento sociale e culturale che caratterizza questo periodo storico. Ma è soprattutto nel '300, età in cui sorgono le svettanti cattedrali gotiche, che il costume assume caratteristiche precise: diviene “slanciato” per esaltare la verticalità della figura e si arricchisce di stoffe e di ornamenti tesi ad esprimere l’appartenenza dell’individuo a una precisa classe sociale.




Castello di Roncolo (Bolzano): elegante farsetto decorato


Farsetto colorato e calzebraghe per il giovane castellano


Sia il costume maschile che quello femminile subiscono nell'epoca delle corti sfarzose un rinnovamento totale rispetto alla semplicità e all’austerità dell’abbigliamento dell'Alto Medioevo. il "bello" non è più considerato elemento negativo o superfluo, ma diviene un valore in ogni campo della vita, dalle arti alla quotidianità. L’uomo si veste con farsetti (giacche corte) colorati e attillati, che hanno maniche lunghe e fastose e sono completati da calzebrache in tinte contrastanti, aderenti e con punte delle suole appuntite. I cappelli possono essere di varia foggia: baschi morbidi, cappelli cilindrici più sostenuti e rigidi, oppure copricapo che avvolgono la testa come un turbante e perciò vengono chiamati chaperon-turban: il gusto delle frastagliature delle stoffe rende gli accessori molto estrosi, per lo più abbinati ai preziosi velluti dei farsetti o dei mantelli. 
L’abbigliamento femminile è ancora più curato: la veste o cotte, è una tunica a maniche lunghe, sormontata da una sopravveste o surcot, senza maniche, più ampia che lascia intravedere la cotte. L’abito è di linea slanciata, con vita segnata alta sotto il seno, scollatura a punta, e strascico.
Le dame più ricche usano adornare i loro abiti con pellicce, cinture e catenelle d’oro e d’argento, mentre grande fantasia si esprime nelle acconciature e nei copricapo, spesso molto alti e ben costruiti, come l’hennin, a forma di cono, in velluto o in seta, rivestito da veli leggeri, o i tipici copricapo a sella, eccentriche acconciature venute d’Oltralpe e diffusesi soprattutto tra i castellani del Nord Italia.


Per le castellane l'elegante "cotte", una tunica a maniche lunghe


Cotte di stoffa preziosa, con vita segnata sotto il seno


Mantelli diversi completano le vesti femminili: dalla pellanda (o oppelande), capo di lusso molto ampio, usato anche dagli uomini, alla cappa foderata di seta per le stagioni più miti, ma la parte più curata dell’abito sono le maniche, staccabili, unite con lacci o asole, tanto da costituire spesso un capo di vestiario a sé. Anche le calzature femminili seguono la stessa linea affusolata della veste: in seta ricamata o in pelle, quelle delle principesse sono ornate di fibbie preziose, perfino ricoperte di gioielli!
La maggiore ricercatezza nei dettagli mostra come la moda nel XIV secolo sia divenuta un elemento essenziale dell’evoluzione sociale e culturale della società: l’età di Dante, Petrarca, Boccaccio, del Dolce Stil Novo e della rivoluzione pittorica di Giotto, non poteva non assumere un diverso atteggiamento  anche nei confronti del costume, esaltando la bellezza del corpo, l’armonia delle forme e il gusto per la raffinatezza decorativa. Le dame francesi, ad esempio, usano  sopravvesti con bordi inferiori decorati a disegni colorati che riproducono l’emblema del loro casato, mentre le giovinette vestono con colori particolarmente vivaci e contrastanti e preferiscono lasciare i capelli sciolti o trattenuti da veli, reticelle leggere e ghirlande floreali, acconciature queste ultime osteggiate dalle Bolle pontificie, che ravvisavano eccessiva sensualità in una moda che lasciasse scoperto il capo e mostrasse la bellezza ammaliatrice delle chiome!
Altri tempi, altri concetti estetici e morali!


Bolzano: Il Castello di Roncolo



1) Il Castello di Roncolo, edificato nel 1385 dai fratelli Vintier, ricchi mercanti di Bolzano, divenne nel 1413 proprietà dell'imperatore Massimiano e nel '500 dei conti Liechtenstein. Cadde però in rovina nel XVII secolo e soltanto nell'800 fu consolidato e restaurato all'interno. Divenuto proprietà dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe I, il Castello fu restaurato anche all'esterno e nel 1893 fu da lui ceduto alla città di Bolzano.

Si ringrazia la città di Bolzano per la concessione delle immagini fotografiche di PETER DALDOS.
Tutti i diritti riservati © Copyright by Città di Bolzano


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright