Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.53 - Luglio-settembre 2017
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

"Le trame di Giorgione", una mostra d'arte e di costume

di Bruna Condoleo




La fonte più fededegna per ricostruire l'evoluzione del costume nei secoli è la storia della pittura e questo intento è in parte lo scopo di una mostra originale e inedita che si aprirà il 27 ottobre 2017 a Castelfranco nella Casa Museo di Giorgione, il cui titolo allusivo, Le trame di Giorgione, si riferisce alle innovative tecniche pittoriche dell'arte veneta, ma anche ai tessuti ritratti nei dipinti. L'esposizione si sviluppa infatti su due versanti: quello della storia dell’arte, con l’esposizione di numerose opere di pittori veneti che spaziano dal ‘500 al ‘700 e l’altro versante che riguarda la storia del tessuto e dunque la storia del costume. Attraverso i ritratti di nobili, di ricchi borghesi, ma anche grazie ad importanti pale d’altare il pubblico avrà l’opportunità di soffermarsi sulla moda cinquecentesca e barocca dei secoli d’oro della Serenissima e del suo territorio, che testimonia il prestigio e la ricchezza di un’epoca in cui le fogge e i tessuti degli abiti mostrano una raffinatezza straordinaria sia per la preziosità dei materiali sia per la capacità manifatturiera locale. Il lusso di questi secoli non è soltanto simbolo di ricchezza, ma anche espressione di potere, vero status symbol che si manifesta con i velluti di seta, con i rasi traslucidi, con i corpetti decorati in oro e gemme, con i guanti di pelle colorata, con i broccati preziosi come quello che Giorgione dipinge sullo schienale del Trono della Madonna nella “Pala di Castelfranco” (1503), opera che è il punto di partenza dell’esposizione. Di questa magnifica Pala, forse non meno misteriosa della più celebre “Tempesta”, fa un’attenta disamina Danila Pos, curatrice della mostra, per enucleare i significati politici e allegorici anche relativamente ai tessuti scelti da Giorgione per arricchire l’opera. Quest’ultima fu commissionata da Tuzio Costanzo, personalità di spicco della Repubblica veneta, che perderà un figlio in una campagna militare durante la creazione della tavola, evento che costringerà l’artista ad apportare alcune modifiche alla Pala. Essendo un’opera devozionale, Giorgione non s’impegna ad immaginare una struttura monumentale, come prevedeva la tradizione del soggetto sacro, ma dipinge uno spazio essenziale, soltanto arricchito da lussuosi panneggi, che si apre su di un aereo paesaggio di colline e villaggi turriti su cui si staglia la figura della Vergine.




Francesco Bissolo: Ritratto di giovane con copricapo nero.
Fondazione Brescia Musei


Vincenzo Catena: Ritratto di giovane gentiluomo
con spada. Fondazione Accademia Carrara


Seduta su di un alto trono inserito nel lirico paesaggio giorgionesco, la Madonna ha un vestito e un manto di raso dai toni diversi, verde e rosso,  mentre i due Santi in basso, San Francesco e San Nicasio, armato e con l'insegna dei Cavalieri di Malta, si stagliano sullo sfondo di un brillante tessuto di velluto di seta cremisi.  Nella storia dell'arte, come nella vita reale, l’abbigliamento è rivelatore non soltanto dello stato sociale del committente o del soggetto del quadro, ma ci racconta anche dell’economia del territorio e dei mercati del tempo, della cultura dei personaggi ritratti, delle consuetudini di vita, oltre che della perizia tecnica manifatturiera del periodo storico: questo aspetto fondamentale della moda la mostra di Castelfranco Veneto si propone di approfondire non soltanto con l'analisi delle opere esposte, ma anche con le collezioni antiche di tessuti e di accessori. Nella sezione dedicata al ‘700, infatti, assieme ad abiti e borsette d’epoca provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia, esibisce la Collezione tessile del Duomo di Castelfranco. Si tratta di piviali e pianete intessute d’oro, arredi d’altare che provengono dagli sfarzosi abiti che le dame venete donavano alla Chiesa.
La storia del costume non è la storia delle vanità umane, ma uno specchio fedele dei tempi, riflesso del benessere delle società, espressione di gusti e tendenze estetiche che questa coinvolgente mostra rivela appieno attraverso tele e tavole di artisti più o meno noti: da Francesco Bissolo a Lorenzo Lotto, da Vincenzo Catena a Paolo Veronese, da Bernardo Licinio a Jacopo Bassano. Bellissimo, ad esempio, il balzo di velluto nero della donna ritratta da Licinio, un copricapo a forma di basco morbido usato nell'Italia settentrionale tra '400 e '500, qui decorato con forme geometriche dorate riproposte nella preziosa camicia di seta; lussuoso l'abbigliamento del giovane gentiluomo dpinto da Vincenzo Catena, caratterizzato da tessuti sontuosi, ovvero il raso rosso delle rigonfie maniche e il velluto nero del farsetto bordato di strisce di broccato.
Per finire un cenno allo splendido ed enigmatico volto di San Nicasio della Pala di Castelfranco, icona della mostra: Giorgione ha dipinto un giovane santo dallo sguardo profondo e un po’ malinconico, ritratto con il singolare cromatismo di sua invenzione, definito "tonalismo",  una fusione di luce e colore che impregna magicamente ogni sua opera.



Bernardo Licinio: Ritratto di donna con balzo.
Gallerie dell'Accademia di Venezia.





Giorgione: Pala di Castelfranco veneto, 1503, tempera su tavola di pioppo. Part. di S. Nicasio. Manifesto della mostra



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