Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.54 - Ottobre-dicembre 2017
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

Il Kimono e il suo soprabito.

"Hokusai. Sulle orme del Maestro"
di Bruna Condoleo





Nella storia del Costume c’è abito, il Kimono, che ha rappresentato per decine di secoli e in modo immutato, la cultura di un popolo. A differenza del sari indiano, anch’esso abbigliamento tradizionale e bimillenario, il Kimono giapponese, abito femminile e maschile insieme, fin dalle origini è stato considerato una vera e propria espressione d’arte e dal 1500 ad oggi ha continuato a ripetere inalterati forma, decorazioni, anche accessori. Come accade per tutti i tipi di abbigliamento, anche il kimono denota appartenenza sociale e religiosa: è stato immagine di potere politico ed economico e in epoche più vicine a noi anche simbolo di differenti professioni, ma come si diceva, il suo valore intrinseco è stato sempre quello di essere un prodotto frutto del talento creativo al pari delle espressioni artistiche considerate maggiori, come la scultura e la pittura.
In occasione della mostra romana Hokusai. Sulle orme del maestro, omaggio al celebre pittore giapponese, mercoledì 6 e giovedì 14 dicembre dalle 16 alle 19 il Museo dell’Ara Pacis, ospiterà assieme alla opere dell'artista una selezione di haori originali, prodotti da Kimono Flaminia. L’Haori, il soprabito del kimono, introdotto nella tradizione giapponese proprio per proteggere questo abito prezioso e simbolico, è un indumento intessuto con materie prime pregiate e rifinito con decorazioni lavorate a mano. Il kimono è un capo molto semplice nel suo taglio a T, ma di straordinaria ricchezza  e inventiva per ciò che attiene alla scelta delle stoffe, come si può vedere ancora ai nostri giorni nei costumi del teatro giapponese: ai tessuti sono poi aggiunte applicazioni, di solito stemmi nobiliari, tutte cucite rigorosamente a mano, in modo da risultare in rilievo, e poi dipinte nelle linee di contorno. Ancora oggi i kimono vengono indossati  in occasione di feste, di funerali e di cerimonie importanti: molto ampi e lunghi, per le donne sposate anche con un po’ di coda. Si chiudono a vestaglia, con un avvolgimento rituale da sinistra a destra, fino a circondare tutta la figura e poi si fermano in vita, stretti da una larga fascia, detta obi, cui viene dato molto risalto, accuratamente allacciata sul dietro da un’altra persona.


Kitagawa Utamaro: 3 donne nella casa da té. II metà del XVIII secolo


kimono maschile, periodo Showa



Calze, scarpe e acconciature particolari, immutate nel tempo, completano l’affascinante abbigliamento.
I periodi più splendidi per il Kimono furono il periodo Edo (XVIII secolo) e quello seguente Meiji (XIX e inizio XX secolo), di cui rimangono a testimonianza dipinti d’epoca e abiti originali per lusso e preziosità, conservati nei musei d’arte orientale del mondo. Dalle opere pittoriche dei periodi sopra menzionati, che rappresentano cerimonie del tè e consuetudini di vita, si evince la bellezza dei tessuti, delle sete e dei broccati, e la magnificenza delle decorazioni dei Kimono, dovute alle grandi capacità tecniche degli artisti tessitori e tintori.
I kimono maschili si differenziano soltanto per i colori scuri, come marrone, nero e verde e per una minore elaborazione decorativa rispetto a quelli femminili: sono soltanto 5 i motivi che impreziosiscono l’abito maschile, sul petto, sulle spalle  e sulla schiena. L’utilizzo di un soprabito per proteggere questo prezioso abito dai rischi di deterioramento e, al contempo, salvaguardare chi lo indossava dal freddo fu una necessità storica e contingente. Nacque pertanto l’haori, giacca utilizzata inizialmente solo dagli uomini e poi estesa anche alle donne; le prime ad indossarlo furono le geisha verso la fine del periodo Meiji (1868-1912), ma poi, con l'avvento del periodo Taisho (1912-1926), l’utilizzo si diffuse al resto delle donne fino a diventare oggi indumento di moda, tanto da influenzare lo stile contemporaneo.
La cultura giapponese è penetrata nell’Occidente durante la seconda metà dell’800 influenzando il mondo dell’arte, della musica operistica, oltre che della moda. Mi riferisco al fenomeno del giapponismo* e alla sua influenza sulla pittura europea, grazie al collezionismo delle esotiche stampe giapponesi nato in Olanda: da Manet a Monet, da Degas a Gauguin, da Toulouse- Lautrec a Bonnard fino a Balthus, la cultura della terra del Sol Levante ha arricchito di immagini affascinanti l’estro di molti artisti contemporanei.


Haori giapponese, dalla mostra "Hokusai. sule orme del Maestro"





Soprabito femminile indossato sul kimono: immagine dalla mostra romana



Anche nel XX secolo si è ripetuto il fenomeno dell’influenza dell’arte d’Oriente, soprattutto nell’ambito dell’abbigliamento: all’inizio degli anni ’70, infatti, alcuni geniali stilisti giapponesi s’imposero nel mondo della moda prendendo spunto dalle strutture fastose degli antichi kimono, come ha fatto lo stilista Kenzo creando abiti ispirati al teatro Kabuk. Miyake ha disegnato vestiti come sculture, ispirandosi al concetto proprio del kimono quale ampia veste che non tiene conto della forma anatomica del corpo, ma esalta la singolarità dei tessuti e la ridondanza dei drappeggi, seguendo la tradizione nipponica.  Lo stilista Yamamoto, invece, ha fuso la festosa preziosità dei tessuti con motivi decorativi di gusto occidentale, attuando una felice contaminazione culturale. Anche Miyake, dopo essere tornato in Giappone a seguito di una permanenza a Parigi e a New York, ha voluto seguire il nuovo gusto amalgamando la sontuosità delle stoffe orientali con l’uso innovativo di materiali moderni.
Nella mostra romana all’ARA PACIS i capi d’epoca giapponesi saranno a disposizione dei visitatori per una prova d’abito che avrà il sapore di una vestizione tradizionale giapponese. Sarà possibile conoscerne da vicino la qualità, apprezzarne la manodopera con i suoi ornamenti e toccare con mano la consistenza del tessuto dell’Haori. 
Le 200 opere del Maestro giapponese e degli altri esponenti dell’ukiyoe, in mostra a Roma fino al 14 gennaio, rivelano la tradizione di una nazione e di un popolo, quello nipponico, ricco di usanze e rituali tramandati nel tempo e il kimono è parte essenziale di questa lunga tradizione.
La mostra Hokusai. Sulle orme del Maestro è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto dell’Ambasciata Giapponese, organizzata da MondoMostre Skira e Zètema Progetto Cultura e curata da Rossella Menegazzo.


Nota*. Sono state le stampe di artisti giapponesi ormai famosi, come Hokusai, Kunisada e Hiroshige , con i loro paesaggi , le composizioni floreali e le scene di vita quotidiana, ad imporsi nel panorama dell'arte europea, soprattutto dopo le Esposizioni Universali del 1867 e del 1878, creando il fenomeno del giapponismo.




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