Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.42 - Ottobre - dicembre 2014
INTERFERENZE 


L’ inquadratura, una tela bianca (2° parte)
La nascita del  documentario d'arte televisivo
di Alessandra Berruti





Dal 5 al 19 giugno di quest’anno, il Macro ha messo in scena i documentari d’arte Rai realizzati dal regista Franco Simongini in occasione del ventennale della sua scomparsa. Particolare attenzione è stata riservata alla serie dal titolo "Ritratto d'autore" realizzata dal 1971- 77.

Il ruolo che Franco Simongini ha avuto nella divulgazione dell'arte è stato paragonato a quello che il maestro Manzi ha avuto per la lingua italiana. Anche per Simongini il mezzo di comunicazione è stato la televisione ed è con le telecamere che, in un arco di tempo che va dal 1969 e 1991, per la prima volta nella storia della televisione, entrò negli studi dei più grandi artisti italiani come de Chirico, Guttuso, Manzù, Burri, Marini fino a Schifano, nell'intento di portare a contatto arte e televisione, che fino ad allora erano stati l'uno spettatore dell'altro. Prima di allora infatti, era il 13 aprile 1954, solo una serie, "Avventure dell'arte" con una puntata dedicata a Giovan Battista Tiepolo, era andata in onda. Nasce così una sintassi filmica specifica in grado di rivolgersi a un pubblico umile, che darà origine a due modelli di riferimento dell'audiovisivo: il catalogo museale con voce fuori campo e il telegiornale. Negli anni '70 finalmente il pubblico è pronto per un linguaggio più diretto e immediato, ed è proprio Franco Simongini che modifica definitivamente il racconto creando una relazione aperta e creativa con gli artisti e coinvolgendo nella scrittura Cesare Brandi e Federico Zeri, cioè il meglio della ricerca e divulgazione artistica di quegli anni, inventando una nuova grammatica filmica di approccio all'arte: un' opera nuova finalizzata a una diffusione intelligente e libera del linguaggio visivo contemporaneo.


(Fig 1. fotogramma tratto da doc Rai "Come nasce un'opera d'arte" regia di F. Simongini Roma 1973. Giorgio de Chirico ripreso dalle telecamere durante le fasi iniziali di lavorazione del dipinto "Sole sul cavalletto", eseguito durante l'intervista di Franco Simongini


“Era un giornalista con ampie vedute. Era capace di ascoltare, accordando la massima libertà e poi naturalmente, quando il servizio veniva registrato in pellicola, lo ‘aggiustava’ abilmente. Simongini lavorava sul montaggio: era perfettamente liberale, non aveva né pregiudizi, né punti di vista precostituiti. Le sue domande, poi, erano sempre molto semplici, in modo da poter essere capite da tutti. La televisione deve essere compresa dalla gente; se diventa astrusa, è inutile”. Così Federico Zeri, con il quale il giornalista aveva un rapporto di collaborazione e di amicizia, descriveva Simongini.


(Fig. 2 ) fotogramma tratto da doc Rai "Come nasce un'opera d'arte" , regia di F. Simongini Roma 1973 Giorgio de Chirico ripreso dalle telecamere durante le fasi iniziali di lavorazione del dipinto "Sole sul cavalletto", eseguito durante l'intervista di Franco Simongini


COME NASCE UN' OPERA D’ARTE


Nel documentario "Come nasce un'opera d'arte" , de Chirico, ottantacinquenne, risponde alle domande di Simongini mentre dipinge davanti alle telecamere un'opera caratteristica della Neometafisica, dal titolo: " Sole sul cavalletto". Consigliamo la visione del video reperibile a questo indirizzo web: https://www.youtube.com/watch?v=agHCwRbhyBc .

E' il 1973, siamo nella casa studio dell'artista a Piazza di Spagna, dove Giorgio de Chirico ha vissuto gli ultimi trent'anni della sua vita. Simongini stimola de Chirico con numerose domande, semplici schiette e sincere: iniza così un duetto magistrale:

Simongini: Maestro, che cosa sta preparando?

De Chirico: E' un soggetto che riguarda i soli; il sole spento in cielo e che si riaccende in una camera.

La chiacchierata continua mentre il Maestro completa il disegno e colora il cielo di verde-blu e i raggi ondulanti dei due soli, uno di nero, l'altro giallino, quindi poggia i pennelli.

Simongini: Maestro che colori usa?

De Chirico: Colori buoni.

Si percepisce l'ironia di un grande Maestro che gioca con il suo interlocutore, e non concede di svelare la tecnica e i segreti nascosti con tanta cura per anni.


(Fig 3.) fotogramma tratto da doc Rai "Come nasce un'opera d'arte", regia di F. Simongini Roma 1973. Giorgio de Chirico porta a compimento l'opera durante il secondo giorno di lavorazione delle riprese televisive.




All’inizio della seconda giornata di riprese, il lavoro sulla tela appare più avanzato da come de Chirico l’aveva lasciato la sera prima.

Simongini: (con tono di rimprovero) : Maestro, ma aveva promesso di fare tutto davanti alle telecamere: qui vedo che il lavoro è andato avanti rispetto a ieri.

De Chirico si scusa invocando il furore creativo .

De Chirico: Ho dormito poco,c'è stato un demone che mi tormentava...

L'artista spiega a Simongini che è stato preso dall'"ansia di creare". Lo scambio tra i due è molto divertente.
De Chirico sta al gioco dando risposte una più spiritosa dell'altra, mentre completa il quadro fino alla fine, con tanto di data e di firma.


Simongini:“ Maestro cos’è per lei la pittura?

De Chirico: Un divertimento, un piacere, una soddisfazione, un divertimento d’ordine superiore.

Simongini: Ma lei è un pittore fuori dal tempo?

De Chirico: (laconico) Si


(Fig 4.) : fotogramma tratto da doc Rai "Come nasce un'opera d'arte" regia di F. Simongini Roma 1973. Totale dello studio con l'opera completata e firmata durante le riprese televisive. A sinistra il regista F.Simongini



Sono passati 43 minuti,vediamo l'artista firmare l'opera aggiungendo perfino il mese (operazione mai fatta prima); improvvisamente ci si rende conto di come in questo film-documento de Chirico abbia messo la propria tecnica a servizio dello spettatore. Lavorando e giocando con Simongini, è riuscito a realizzare un lavoro ben diverso dai film di finzione. Sono qui messi in evidenza particolari problematiche di realizzazione dell' opera per quanto riguarda le tecniche e metodi di lavorazione, ma vengono sottolineati anche i caratteri umoristici di un pittore senza tempo. Mentre dipinge de Chirico ci regala la preziosa descrizione del soggetto nei minimi particolari, permettendoci di avvicinarci ad un' opera del periodo della Metafisica apparentemente di difficile interpretazione e concedendoci infine un'esperienza rara e preziosa.


Un'opera d'arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell'umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica.
(G. de Chirico)


Nota Bene. Una nostra approfondita ricerca su eventuali proprietari del materiale di repertorio (datato 1931-32-33) ha dato, ad oggi, esito negativo. Ci siamo pertanto attenuti alla legge 22 aprile 1941 n. 633 e successivamente alla modifica il 22 maggio 2004 n. 128, secondo la quale l‘opera è da considerarsi di pubblico dominio, per un uso strettamente didattico e senza fini commerciali.

Alessandra Berruti, laureata in Conservazione dei Beni Culturali, collabora, grazie alla Società Cooperativa Biblionova, al progetto BAV nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

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