Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.22 - Novembre-dicembre 2009
GIOVANI SCATTI CRESCONO ... 



Silvia Longhi: il mondo "dentro"

di Ilaria Condoleo


Backstage – maggio 2007- Studio di Eric Garcia Scattata durante la realizzazione del catalogo di vestiti della marca spagnola Tres Boutons. Un modello che con la tecnica del body painting è stato completamente dipinto di colore grigio, creando l’effetto statua vivente. Silvia riesce a creare un’atmosfera surreale: il modello, esausto dopo ore di trucco e di sitting, si concede una pausa cappuccino. Foto atmosferica e spiritosa, che vive di tre soli elementi: il busto del modello e un bicchiere di caffè e latte bevuto con una cannuccia!



Backstage - luglio 2009- Allestimento scenografico del palcoscenico per la rappresentazione della "Traviata" di Giuseppe Verdi, all'interno del programma del festival annuale l'Opera Grande Festival 2009 Giuseppe Di Stefano della città di Oderzo. I tecnici “all’opera” sembrano obbedire anch’essi ad un ordine geometrico teatrale: la disposizione dei soggetti e dei volumi rende omogenea l’immagine. La presenza dei teli trasparenti, utilizzati per proteggere le scenografie, diventa elemento dello spettacolo; i tre allestitori, parzialmente nascosti, diventano parte integrante della scena




Silvia Longhi, nata in provincia di Treviso (a Motta di Livenza) nel 1984, è la giovane fotografa che abbiamo il piacere di presentare in questo numero.
Cresce in una famiglia dove la passione per la fotografia è di casa: il padre si diletta da sempre con la sua storica Pentax e anche la nonna, donna di grande tenacia e avida viaggiatrice, che ancora oggi archivia scrupolosamente le immagini di una vita.
Per Silvia, che fin da bambina giocava affascinata con la macchina fotografica del padre, si tratta di un percorso naturale che la conduce a incuriosirsi di questo mezzo di comunicazione. La fotografia, se ben usata, può dire più di mille parole e, nelle giuste mani, può farlo con sensibilità straordinaria.
Ai tempi della scuola amava fotografare le persone, i momenti speciali, gli incontri, i luoghi perché desiderava soprattutto “fermare nella sua memoria” racconti fatti di immagini. E proprio come funziona la memoria, che ci rimanda al nostro passato attraverso le immagini, la fotografia aiuta l'uomo a non dimenticare le emozioni di un momento, a definire e a spiegare un volto del nostro passato e a costruire la nostra storia in previsione di in un futuro, quando avremo la necessità di voltarci indietro e guardare chi siamo stati.
A diciotto anni riceve la prima macchina fotografica analogica, una Nikon F55, e i primi rudimenti tecnici grazie agli insegnamenti del padre. Conclusi gli studi classici, decide di continuare il percorso linguistico (parla ben 4 lingue straniere), mentre continua a dedicarsi parallelamente al suo amore per l'immagine, interessandosi di cinema e dei linguaggi audiovisivi.
Nel 2006 si laurea con il massimo dei voti all'Università di Udine, acquisendo il titolo di Tecnico audiovisivo e multimediale.
È a questo punto che Silvia si rende conto che la fotografia è il mezzo che più le appartiene e meglio la definisce sia professionalmente che da un punto di vista più personale ed intimo: è davvero “la lingua” che poeticamente le dà una voce. Grazie al tirocinio in uno studio fotografico (all'INDOOR di Oderzo), fa le prime esperienze di lavoro e realizza fotografie poi pubblicate nel catalogo di prodotti Adriani & Rossi.
Nel 2007 segue uno stage come photoeditor presso l'Associated Press nella sede di Roma. AP è una nota agenzia di stampa internazionale, fondata da personaggi di grande spicco del mondo dell'editoria e della fotografia giornalistica alla metà dell'800 a New York. Questa esperienza risulterà importantissima per la svolta professionale di Silvia in quanto le frutterà l'introduzione ad uno studio fotografico pubblicitario e di moda a Barcellona, il Moda Estudios di Eric Garcia.
Nell'estate del 2007 fino alla primavera del 2008 si trasferisce perciò in Spagna, ricoprendo il ruolo di assistente fotografica e di studio, per diventare poi grafica web, utilizzando il foto-ritocco e gestendo la post-produzione digitale e la preparazione dei file per le stampe finali.
Agli inizi del 2009 frequenta a Trieste un corso di Photoshop, Lightroom e gestione del colore nella stampa, per perfezionare ulteriormente le sue capacità informatiche.
Silvia Longhi si dedica alla sua professione anima e corpo senza mai scoraggiarsi o tirarsi indietro davanti alle nuove sfide che farebbero gettare la spugna ai meno coraggiosi. Nonostante le esperienze fatte lontano dal Friuli, ha conservato un genuino amore per la sua terra; ma impara anche l'arte del viaggio come ricerca interiore e accetta il confronto con l'altro: il suo lavoro fiorisce nel costante esercizio di autocritica.



Barcellona - novembre 2007- La straordinaria luce in questa foto colora di bianco e disegna tutti i contorni rendendoli percettibili grazie alla ricca scala di grigi. L’attenzione inizialmente rubata dal signore in basso, perfettamente centrato nel fotogramma, è guidata verso l’alto, lungo l’angolo del palazzo, creando una verticale immaginaria. Wandering around (letteralmente: gironzolando) è il nome della raccolta di foto dalla quale è stata estratta questa foto.



Barcellona – novembre 2007- La luce è artefice di effetti teatrali, spettrali. Di grande impatto il contrasto tra il cielo compatto e uniforme e il movimento, il “rumore” della materia della superficie del muro. Appaiono in un secondo tempo le ombre dei fili elettrici, percepite come segni sulla superficie del palazzo che conducono alle ombre dei rientri delle finestre cieche e ai fasci di luce che provengono da sinistra. Le linee orizzontali che delimitano i piani della palazzina sembrano staccarsi di netto dalla superficie ripresa in primo piano, diventando volumi vuoti contro i volumi pieni

Da vera veneto-friulana spesso sembra considerare le parole inutili o superflue e la fotografia è il linguaggio con cui sa esprimersi con la massima naturalezza.
Lungi dall'inseguire un bisogno di protagonismo, la fotografa cerca con attenzione i soggetti che la interessano di piú e sembra a volte addirittura evitare ruoli di rilievo: preferisce scoprire i dettagli di quello che spesso resta nell'ombra ma di cui sa riconoscere con rara sensibilità lo spessore e la profondità.
La fotografia le permette di “nascondersi” dietro alla sua macchina e di vedere senza essere vista, di andare al cuore delle cose, di coglierne gli aspetti più intimi, senza esporsi troppo, quasi ad evitare di violare l'intimità dei suoi soggetti, diventandone così documentatore e testimone silenzioso.


Castellers – settembre 2007- La manifestazione de La Mercè, Maria Vergine patrona di Barcellona, è una festa popolare che dura una settimana, affascinante testimonianza di una tradizione mantenuta viva; la fotografia trasmette pura energia. Il messaggio è la forza positiva dell’integrazione, dell’unione che fa la forza. Le autorità applaudono dal balcone, sulla piazza di Sant Jaume e la targa centrale nella foto ne diventa la didascalia. La fotografia è stata scelta dai selezionatori delle aree che hanno partecipato al progetto-concorso “Routes: the way to integration”. ed è stata esposta insieme alle altre fotografie vincitrici a Bruxelles.

 

Calpe - marzo 2008 - Calpe, paese sul mare a nord di Alicante, Spagna. Sospensione dalla terra, il cielo invaso da nuvole determinate a incidere sullo sfondo azzurro sagome bianche e grigie come figure fantastiche e il bambino, trionfante sulla vetta conquistata. È una fiaba



Chicago - gennaio 2006- L'istallazione di Anish Kapoor, Cloud Gate, ormai nota col nome di The Bean, si trova al MillenniumPark di Chicago. L’effetto “mappamondo”, il bianco e nero intenso, creano un effetto di inclusività; la “sfera”, dopo un’iniziale sensazione di irreale, riesce a descrivere i grattacieli e le ombre sovrapposte su altri grattacieli, mischiando come in uno shaker il cielo, la gente a passeggio e le architetture urbane immersi in luce alta con ombre basse.



Attraverso le sue immagini, Silvia rende visibile, sempre in modo delicato e sensibile, il rapporto tra l'universo delle “persone” e le loro emozioni, riesce a cogliere aspetti che altri non notano, svelandone le sfumature, catturando la luce che viene da "dentro". L'originalità e la semplicità sono le caratteristiche salienti delle sue opere, in evidente contrasto con la fotografia di studio dove tutto sembra essere già stabilito e costruito. La narrativa ne risulta volutamente incompleta, perché non è l'evoluzione degli eventi ad interessare la nostra fotografa quanto l'unicità dell'attimo. Dice di sé: “Quando fotografo non rischio di essere fraintesa ma sento di esprimermi in modo chiaro e riesco a mantenere una corrispondenza tra quello che vedo e quello che sento”.



Detroit – gennaio 2006
Stile anni '70 questa foto molto americana, sa di cinema, dei film di Steve Mac Queen, ma anche dell'arte di Edward Hopper e di solitudini metropolitane.




Ilaria Condoleo, diplomata al Liceo Artistico "Caravillani" di Roma e specializzata presso la Scuola Romana di Fotografia, con indirizzo pubblicitario.
www.ilariaco.blogspot.com

(La foto della rubrica in Home page è di Ilaria Condoleo)



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