Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XX - n.84 - Luglio - Settembre 2025
IL PIACERE DELL'ANTICO  

CAPOLAVORI SVELATI

Ragusa. Gli EGIZI e i doni del NILO
di Marina Turco






Bronzetto della dea Iside lactans. Epoca Tarda (664–332 a.C.) o successiva. Provenienza ignota. Bronzo, 12x18x45 cm Cat. 156 Torino, Museo Egizio ©



Bronzetto della dea Iside lactans (dettaglio). Epoca Tarda (664–332 a.C.) o successiva. Provenienza ignota. Bronzo, 12x18x45 cm Cat. 156 Torino, Museo Egizio ©



Per la prima volta approdano in Sicilia i reperti archeologici provenienti dalle collezioni del Museo Egizio di Torino che verranno esposti in una mostra dal titolo "Gli Egizi e i doni del Nilo" al Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo di Ragusa, che narra 3000 anni di storia dell'antico Egitto. Attraverso reperti archeologici, sale immersive e apparati didattici, la mostra racconta l'affascinate storia dell'antico Egitto proponendo un viaggio unico dentro la civiltà nilotica, che da sempre stupisce il mondo intero. Ragusa, capitale del barocco, accoglie questo viaggio alla scoperta di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo, per conoscere la vita, l'arte, la religione, le usanze e i costumi, le tombe e i riti funebri attraverso l'esposizione di 24 opere provenienti dal MUSEO EGIZIO di Torino, e con la partecipazione di tutti i Musei siciliani che ospitano opere egizie. Nel Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo di Ragusa il pubblico potrà immergersi tra sculture, vasellame, papiri, corredi funebri di una civiltà straordinaria e legata al concetto di ritualità, un viaggio che parte dall'Epoca Predinastica (3900-3300 a.C.) all'Età greco-romana (332 a.C.-395 d.C.). Tra i capolavori in mostra, un modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo Periodo Intermedio (2118 - 1980 a.C.), in legno stuccato e dipinto, decorato con una coppia di occhi, studiato a protezione dello scafo. Queste imbarcazioni in genere rappresentano prprio il viaggio del defunto verso la città sacra di Abido. Inoltre viene esposto il set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo Periodo Intermedio (1076 - 722 a.C.): si tratta dei 4 vasi che conservavano gli organi del defunto, chiusi da coperchi zoomorfi ritraenti i Figli di Horus.





Ushabti di Urny Deir el-Medina (?), Nuovo Regno, fine XVIII – inizi XIX dinastia, (1353–1279 a.C.) Legno, pittura, 7,6x5,6x27,8 cm Cat. 2599 Torino, Museo Egizio ©



Maschera funeraria Assiut, Epoca ellenistica - Epoca romana (II sec. a.C.–I sec. d.C.) Cartonnage, pittura, 38 x 22 x 23 cm Inv. S.11059 Torino, Museo Egizio ©



La mostra rende anche omaggio doveroso ai due personaggi chiave per la storia dell'archeologia e dell'egittologia: Johann Joachim Winckelmann e Jean-François Champollion, Il primo fondatore del Neoclassicismo, fu tra i primi a studiare l'arte egizia in un contesto scientifico, mentre il secondo fu decifratore dei geroglifici, importante tappa per la comprensione della lingua e della cultura egizia, che gettò le basi dell'Egittologia moderna. Il rapporto che lega gli Egizi al Nilo può definirsi ancestrale: il fiume non soltanto attirò le popolazioni per la sua importante funzione economica e commerciale, ma plasmò il carattere fluviale della società, caratterizzò l'alimentazione e le usanze e fu al centro di molti aspetti religiosi. Pertanto ebbe un grande influsso nella cultura materiale di vasi, stele, rilievi, statue, papiri, e molti altri "doni del Nilo" che oggi ci permettono di conoscere le usanze di un Popolo creatore di inimitabili beni architettonici, scultorei e culturali di elevatissimo valore. Il percorso di questa mostra, ideata dal Museo Egizio, che, come già detto, si sviluppa cronologicamente dall'Epoca Predinastica all'Età Greco-Romana, approfondisce aspetti storici, antropologici e culturali della civiltà affrontando tre periodi: nel primo periodo si indaga l'origine della civiltà dal IV millennio in poi attraverso avvenimenti storici , religiosi e costumi, mettendo in evidenza l'interesse per un artigianato che si dimostra subito di alta qualità.

Modellino di attività artigianale , Assiut, Medio Regno inizio XII dinastia (1939– 1875 a.C.) Legno, pittura, 53 x46x31,5 S. 8652 Torino, Museo Egizio


Modellino di imbarcazione con marinai. Assiut, Primo Periodo Intermedio (2161–1990 a.C.) Legno, stucco, pittura, 13x86x24 cm S. 14815 Torino, Museo Egizio





Il secondo periodo si caratterizza per una prima fioritura culturale, poi bloccata dall'ingerenza degli Hyksos, una comunità asiatica molto bellica; tuttavia dopo il 1539 a.C. inizia una nuova fase di grande sviluppo economico-sociale cui si aggiunge un forte espansionismo che si estende fino alla Nubia e al Mediterraneo orientale. In questo periodo le opere d'arte si distinguono per una grande raffinatezza in tutti i campi della cultura. Nel terzo periodo si notano nuove influenze culturali, ma anche un'instabilità politica, soprattutto in epoca greco-romana, la cui cultura, però, contribuisce a un arricchimento della lingua, della religione e della cultura egizia. La produzione artistica, infatti, ne è la massima testimonianza con ritratti di faraoni dai tratti ellenistici, nuove credenze religiose e pratiche funerarie con tradizioni inalterate nell'ideologia, ma mutate nello stile e nei materiali. Così dichiara il curatore del Museo Egizio e della mostra Paolo Marini. "Il Museo Egizio porta in Sicilia una mostra e una storia millenaria raccontata da reperti originali che, dinastia dopo dinastia, conducono i visitatori dal IV millennio a.C. al II secolo d.C.: si parte con un antichissimo vaso, le cui pareti raccontano l'attività che si svolgeva lungo il Nilo, e si termina con una maschera funeraria in cartonnage, emblema di quel Paese che, ormai conquistato dai Romani, rimane ancora aggrappato alle usanze dell'Egitto Faraonico. Il tutto è arricchito da istallazioni digitali che permettono di trasformare semplici copie in artefatti, in grado di coinvolgere il pubblico e di raccontare più storie. Fondamentali le sinergie con altre importanti istituzioni museali della Regione, come il Museo Antonio Salinas di Palermo e il Museo del Papiro 'Corrado Basile' di Siracusa".




Frammento di un edificio cultuale del re Djoser con iscrizioni geroglifiche Eliopoli (area del tempio), Antico Regno, III dinastia, regno di Djoser (2650–2580 a.C.) Pietra/Calcare, 13,4x3,4x16,7 cm S. 2671/20 Torino, Museo Egizio ©



Sarcofago per mummia di gatto. Epoca Tarda, XXVI dinastia (?), 664–525 a.C. Provenienza ignota. Bronzo, resti organici, 2,5x8x11,9 cm Inv. 0887 Torino, Museo Egizio ©



Prodotta e organizzata dal Comune di Ragusa e da Arthemisia, curata dal Museo Egizio, la mostra coinvolge l'intero territorio siciliano grazie ai prestiti provenienti anche dal Museo del Papiro "Corrado Basile" di Siracusa, dal Museo Archeologico Nazionale "Antonio Salinas" di Palermo e dal Museo Archeologico Ibleo di Ragusa. Prodotta e organizzata in compartecipazione con la Fondazione Federico II, la mostra, curata da Paolo Marini, si concluderà il 26 ottobre 2025.


Info:"
ORARI : Dal martedì al venerdì 10.00 – 13.30 | 15.30 – 19.00 Sabato e domenica 10.00 – 13.30 | 15.30 – 20.30

(la biglietteria chiude un’ora prima) Lunedì chiuso

Titolo: Gli Egizi e i doni del Nilo - Sede Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo, Corso Italia, 87 97100 - Ragusa

Date al pubblico: 13 aprile 2025 – 26 ottobre 202




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