Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale-Anno III-Gen./feb. 2007, n.7
NOVITA' EDITORIALI  

I LIBRI SCELTI PER VOI
di Irene Tedesco

















 



Gherardo Noce Benigni Olivieri,  Praesaepes.
Il pastore napoletano attraverso i secoli. Collezioni inedite
,
Ed. Voyage Pittoresque, Napoli, 2006. pp. 107. Euro 95,00



Il libro “Praesaepes” si va ad aggiungere alla folta schiera di testimonianze sull'origine e sulle caratteristiche filologico-culturali del presepe settecentesco napoletano, non soltanto per fornire un singolare arricchimento iconografico, grazie alla pubblicazione di immagini provenienti da collezioni inedite, ma anche per un altro motivo che lo rende raro. Il testo, infatti, corredato da un repertorio fotografico di grande bellezza, si differenzia da analoghe pubblicazioni pur esaustive, per la descrizione minuziosa ed illustrata della tecnica di realizzazione dei pastori, dei materiali usati e dei metodi con cui venivano fabbricate queste piccole opere d'arte. La modellazione in creta delle teste e dei busti, l'incastonatura degli occhi, la coloritura e la patinatura, il fissaggio delle parti sul manichino, realizzato con fili di ferro e stoppa, fino alla fase di vestitura dei pastori: questo il lungo e laborioso iter che il lettore può seguire nella seconda parte del libro.
Il testo, inoltre, indaga con precisione le parti che compongono il presepe classico: la grotta della nascita, l'annuncio ai pastori, la taverna , luogo in cui la fantasia scenografica degli artigiani costruttori di presepi si esprime al meglio! Addentrandosi, poi, nel valore etnografico di questa antica e nobile usanza, si ricercano i motivi di un interesse e di una passione così duraturi e della persistenza di una tradizione fortemente radicata nell'animo popolare, come nella cultura di tutti. Sacro e profano, misticismo e vita quotidiana, sapienza artigianale e qualità artistiche si fondono nel presepe napoletano, che non è mai rimasto esente dagli influssi della grande pittura caravaggesca. Ai famosi artisti presepiai del ‘700, da Giuseppe Sammartino a Francesco Celebrano, pittori e scultori, vanno aggiunti i fratelli Vassallo e Francesco Gallo, creatori di piccoli animali in terracotta o in legno, anch'essi ispirati dalla coeva pittura di genere.
Dopo un rapido cenno al mondo del collezionismo antiquario, Praesaepes si conclude con una sintetica disamina del diffusione del presepe napoletano nel mondo.
L'autore, Gherardo Noce Benigni Olivieri, dagli anni '80 ha trasformato la sua passione antiquaria nella principale attività e grazie all'enorme esperienza acquisita, è considerato un punto di riferimento per i collezionisti di pastori napoletani del ‘700, in tutto il mondo.

anastasianoce@yahoo.it
















 



Placido Antonio Carè, I modi di dire della civiltà contadina calabrese. Lambda Editrice, Nicotera (VV), 2006, pp. 178. 14,00 euro


Lo scorso dicembre 2006 è stato presentato, presso la Biblioteca Comunale di Vibo Valentia, il volume: I modi di dire della civiltà contadina calabrese, edito dalla Lambda Editrice e scritto dal prof. Placido Antonio Carè, autore di numerosi testi teatrali ed atti unici in vernacolo calabrese. I modi di dire, apparentemente fratelli minori dei proverbi, costituiscono la più interessante forma di comunicazione arrivata, anche agli stessi calabresi, attraverso la comunicazione orale. Essi hanno una grande efficacia espressiva, fondata sulla capacità di convertire, senza bisogno di mediazione, dati concreti in concetti astratti, descrivono comportamenti e, tra l'altro, denunciano i vizi dell'uomo con uno stile compositivo che va dall'ironia alla metafora ed alla similitudine, rivelando la straordinaria capacità idiomatica del dialetto calabrese.
L'opera è estremamente valida, ove si consideri quanto il panorama dei dialetti sia ricco e variegato per caratteristiche fonetiche ma, anche, morfologiche e lessicali, dato che la Calabria non ha mai costituito, com'è noto, un'unità etnografica e tanto meno linguistica. “È in quest'ottica che vanno considerate e promosse iniziative di tal genere- ha chiarito la direttrice della Lambda, prof. Lilly Pagano- le quali danno un forte contributo al recupero ed alla salvaguardia di valori linguistici altrimenti destinati all'oblio. In tempi così problematici e spersonalizzanti, il recupero del dialetto di una terra per offrirlo alla fruizione di tutti non costituisce solo un'operazione sulla memoria di tipo storiografico ed antropologico/culturale per l'esigenza, sempre più sentita, di un raccordo alle proprie radici, ma è pure il momento pregnante di una visione che ci consente di saper valorizzare il presente” . I modi di dire della civiltà contadina calabrese offrono, infatti, mediante similitudini e metafore, una serie di riflessioni sulla vita e riescono a cogliere nel reale i vari aspetti di un mondo al quale i nostri padri aspiravano, perché ritenuto fondato sui valori condivisi dai più.
L'impianto dell'opera è di una preziosità familiare per la gran quantità di recuperi lessicali e, proprio per questo aspetto, non soltanto si rivela opera utilissima agli studiosi della materia, ma risulta non meno necessaria al territorio che, in un momento di profonde trasformazioni, recupera la consapevolezza del proprio patrimonio culturale e sociale.
Dei modi di dire, strutturati in ordine alfabetico per facilitarne la consultazione, l'Autore fornisce la traduzione letterale ed il significato metaforico per poi arricchirli, ove necessario, con commenti sul contesto socio-culturale in cui sono stati concepiti.
Infine le schede esplicative, poste in Appendice, risultano particolarmente interessanti per conoscere le tradizioni e le attività produttive dei Calabresi di ieri!

www.lambdanicotera.it
 
 
 
 


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