Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
>Work in progress - Anno XXI - n.88 - Luglio - settembre 2026
NOTIZIE ed EVENTI


Roma. MATISSE: il ritmo del colore e la rivoluzione del ritaglio
di Artemisia


Attraverso un percorso in oltre 100 opere di collezioni private, che celebra la straordinaria "seconda vita" di uno dei padri dell'arte moderna, fino al 28 giugno al Museo Storico della Fanteria di Roma è aperta al pubblico la mostra "L'ultimo Matisse. Morfologie di carta". Ritenuto a buon diritto uno dei più geniali Maestri contemporanei, Henri Matisse (1869 Cateau-Cambrésis/1954) é stato il pioniere del Fauvismo, l'avanguardia del primo Novecento che ha esaltato sopra ogni altro aspetto della pittura la funzione espressiva del colore e la forza incisiva della linea. Contrario ai dettami accademici, Matisse privilegiò lo stile del grande pittore Paul Cézanne nell'ambito dell'arte del suo tempo, proprio per il connubio stabilito dall'artista di Aix en Provence tra forma, colore e spazio. Tutti conoscono le celebri opere che contraddistinguono la lunga carriera di Matisse: da "Lusso, calma e voluttà" (1905) e "La jois de vivre" (1906), dai ritratti femminili alle nature morte, dalla celebre La dance" (1909) al periodo nizzardo denso di capolavori, come le morbide odalische dai colori vivaci. Tuttavia dagli anni '40, anche a causa della sua malattia, l'Artista abbandonò la pittura per dedicarsi ai gouaches su carta; costretto da un tumore a una mobilità ridotta, Matisse trasformò il limite in libertà, sostituendo il pennello con le forbici e la tela con il dinamismo della carta.


Henri MATISSE
Mille et Une Nuits.

Litografia su Arches dai ritagli di carta del 1950. Mourlot imp.

Maeght éditeur 1950-51

43 x 91 cm 

Nella Cappella del Rosario di Vence, che progettò e decorò interamente, operando anche sulle vetrate, come nella serie dei Nudi blu del 1952, la forma diviene essenziale fino all'astrazione. Autore di testi in cui riflette sull' arte, nel 1908 Matisse fu tra i primi artisti ad esprimere negli scritti i suoi concetti estetici, ovvero l'importanza della comunicazione e la chiarezza del linguaggio artistico, come si legge nel suo primo testo critico intitolato "Note di un pittore". L'esposizione romana, prodotta da Navigare Srl e curata da Vittoria Mainoldi, si concentra proprio sull'ultima e più intensa produzione di Henri Matisse, un periodo di sfolgorante creatività in cui l'Artista, nonostante la fragilità fisica, riuscì a "disegnare nel colore", rivoluzionando i codici della rappresentazione visiva. La mostra L'ultimo Matisse - Morfologie di carta si articola in quattro sezioni tematiche che ripercorrono questa metamorfosi espressiva del Maestro a partire dagli anni '40 del Novecento, dopo il distacco dall'avanguardia Fauvista e le successive variegate esperienze artistiche.
La prima sezione, Verve, dedicata alla rivista d'arte diretta da Tériade, documenta il sodalizio tra Matisse e l'editoria d'avanguardia.


Henri MATISSE
Bleu Nu X
Matisse: Dernières Œuvres
1950 – 1954
(VERVE Vol. IX, No. 35-36. 1958)

Éditions de la revue Verve, Paris 1958
Litografia a colori

         37,5 x 26,5 cm


Henri MATISSE
La Tristesse du Roi
Matisse: Dernières Œuvres
1950 – 1954
(VERVE Vol. IX, No. 35-36. 1958)

Éditions de la revue Verve, Paris 1958
Litografia a colori

37, 5 x 53 cm

Dipingendo a guazzo fogli di carta poi ritagliati e ricomposti, egli dà vita ai celebri papiers découpés, destinati a segnare una svolta decisiva nella storia dell'arte del Novecento e nella grafica. Tra le 44 litografie a colori e disegni in bianco e nero esposti, spiccano alcune delle sue opere più celebri: La Tristesse du Roi, La Gerbe, La Negresse e Bleu Nu.
Libri d'artista e libri illustrati è il titolo della seconda sezione espositiva, in cui il disegno dialoga con la letteratura. La sezione è composta da 24 disegni su carta velina in tiratura unica limitata (Tériade ed., 1963) realizzati da Matisse per il saggio poetico Une fête en Cimmérie di Georges Duthuit, e per il romanzo epistolare Lettres Portugaises. Qui Matisse esplora il volto umano: con una linea continua riesce a evocare volumi e stati d'animo nei volti del popolo, come nei ritratti per il libro di Duthuit, senza mai staccare la penna dal foglio bianco. Nelle "Lettere Portoghesi" il tratto si fa ancora più intimo e psicologico, riflettendo l'intensità emotiva delle celebri lettere d'amore e di abbandono.


Henri Matisse
Icarus, Plate VIII
tratta da Jazz

Edizione facsimile dell’originale del 1947
George Braziller for The Museum of Modern Art
1983

39 x 60 cm


RHenri MATISSE 
Marianna Alacaforado:
LETTRES PORTUGAISES
Parigi, Tériade, 1946

270 esemplari su carta velina d'Arches
firmati dall'artista (Esemplare n. 228)

27,9 x 21,9 cm



Il fulcro dell'innovazione tecnica è rappresentato dalla serie Jazz protagonista della terza sezione. Sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, in sedia a rotelle nel suo rifugio di Vence nel Sud della Francia, tra il 1943 e il 1944 Matisse realizza le 20 tavole litografiche del libro Jazz (Ed. Teriade, 1947). Inizialmente intitolato Le Cirque (Il Circo), poiché molti soggetti ritraggono acrobati e clown, Matisse scelse poi Jazz per richiamare l'affinità tra le sue forme colorate e le improvvisazioni ritmiche tipiche di quel genere musicale. Questa opera segna il passaggio definitivo ai ritagli di carta, con colori puri e vibranti, forme piatte ed essenziali che si uniscono a testi manoscritti a pennello, in una vitalità dell'arte e del colore contrapposta all'orrore della guerra. Particolarmente significative, in questo senso, sono le litografie Le Destin, Plate XVI; Icarus, Plate VIII; e Le Coeur, Plate VII. L'esposizione si conclude con le 25 litografie della sezione Il disegno. Il disegno è per Matisse opera compiuta e lo accompagna per tutta la vita, come pratica centrale e autonoma: non una semplice fase preparatoria, ma un mezzo per osservare e definire le forme. Negli ultimi anni l'Artista porta questa ricerca all'estremo con grandi disegni a carboncino, raggiungendo una libertà gestuale totale. La serie dei nudi femminili degli anni '40 rappresenta il culmine di questa evoluzione: poche linee sicure definiscono il corpo, sfiorando l'astrazione. La mostra" L'ultimo Matisse. Morfologie di carta" si concluderà il 28 giugno 2026.


Henri Matisse
Le Cirque, Plate II
tratta da Jazz

Edizione facsimile dell’originale del 1947
George Braziller for The Museum of Modern Art
1983







E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright