Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Nov./dic. 2007, n.12
SI, VIAGGIARE ...  


"Se vuoi essere universale, parla del tuo paese”
(Bertold Brecht)

Tuscania: sapore etrusco e severità romanica
di Ilaria D'Ambrosi



Un panorama di Tuscania (Vt) con le mura, i campanili delle chiese, le torri...



Tuscania è una graziosa cittadina in provincia di Viterbo, le cui radici risalgono a tempi antichissimi: dai primi insediamenti villanoviani si passa alla città etrusca, importante nodo viario, divenuta poi municipio romano, vivace borgo medioevale, potente cittadella vescovile, florido comune nel ‘200, come testimoniato da Palazzo Rivellino, domino signorile, per iniziare una lenta decadenza agli albori del XVI secolo.
Tuscania è il centro di una rete di itinerari etruschi che, snodantisi nell’intera area limitrofa, gremita di insediamenti e necropoli rupestri, sono un “unicum” nella campagna laziale; in questi luoghi sono stati rinvenuti i reperti e le testimonianze della cultura etrusca e romana, tra cui sarcofagi in pietra del IV-II secolo a C., in gran parte conservati nei locali dell’ex convento francescano alle pendici della città, oggi Museo Archeologico Nazionale Etrusco. Passeggiando per i vicoli di Tuscania si è colpiti dai bei palazzi tardo-



Il bel rosone di S. Maria Maggiore


Oggi le forme della chiesa, occultate dalle trasformazione succedutesi nei secoli, dai saccheggi e dal terremoto che ne aveva mutilato l'impianto, sono state riportate alla loro originaria bellezza, e si mostrano nella severità delle spoglie navate e nella silenziosa ampiezza della cripta. L'interno ed il transetto sono decorati con affreschi risalenti al XII secolo, purtroppo molto danneggiati, raffiguranti la vita di Cristo, degli Apostoli, del Battista e di S. Pietro (molti dei quali perduti) che, insieme alle decorazioni dei capitelli, alla pavimentazione cosmatesca ed all'affresco della cripta con “ La Madonna in Trono”, rendono la chiesa un affascinante quanto raro polo turistico.
La chiesa di S. Maria Maggiore, non molto distante da San Pietro, è un altro importante esempio di arte romanica, ricostruita nel XII secolo, mentre nel XIII fu allungata la pianta e venne realizzata la bella facciata. Anch’essa a tre navate, conserva al suo interno i pilastri e le colonne con capitelli decorati con mostri e demoni, ancora originali dell’epoca.

 


La Chiesa di S. Maria Maggiore (XII-XIII sec.) con la bella facciata



rinascimentali e da monumenti di gusto barocco, come le numerose fontane che impreziosiscono le strade lastricate della città. Delle 50 chiese di cui si fregiava, una delle più affascinanti è senz'altro la chiesa di S. Pietro, che si erge fuori dalle mura della città, sull'omonimo colle, accanto alle tre torri d'avvistamento rimaste in piedi delle numerose che nell'XI secolo caratterizzavano la cittadella vescovile romanica. Fondata sui resti di un tempio più antico, la chiesa di San Pietro fu ricostruita nel XI secolo in stile romanico lombardo, mentre la facciata risale al XII-XIII secolo: uno splendido rosone in pietra bianca, circondato da altorilievi ed un maestoso portale decorato spiccano sulla cortina laterizia, lasciando senza parole il visitatore.


Le facciata della chiesa romanica di S. Pietro (XII-XIII sec.)
Sulla parete di fondo le tre absidi, di cui la centrale più ampia è preceduta da un imponente arco trionfale con gli affreschi del Giudizio Universale, che rappresentano un’interessantissima testimonianza di pittura popolare, fortemente espressionista. Di notevole pregio sono il fonte battesimale ad immersione, di forma ottagonale, risalente al XIV secolo, il pergamo trecentesco ed all'esterno la torre campanaria, richiamo per i fedeli e strategica postazione d'avvistamento. La facciata, stupenda per il rosone e la loggetta pensile, è tripartita da portali in marmo bianco lavorati con motivi vegetali, colonnine corinzie, figure simboliche ed icone cristiane, di gran lunga più pregiati rispetto alla Chiesa consorella di S. Pietro.


Sull'antica acropoli della città si affaccia la chiesa di S. Pietro con le  sue torri


Le guerre ed ancor più il terremoto del febbraio del 1971 hanno messo in ginocchio Tuscania, radendo al suolo parte del suo patrimonio artistico, ma nonostante tutto gli abitanti non si sono mai rassegnati ed ancora molto legati alle tradizioni religiose e laiche, portano avanti la loro cultura secolare nella celebrazione delle feste patronali di agosto e delle ricorrenze legate al calendario della tradizione agricola. Fra queste le più note la raccolta estiva delle lumache, le merende di agosto con la porchetta ed ancora la raccolta dei funghi ferlenghi, delle olive, la vendemmia di ottobre, fino alla sagra della frittella di cavolfiore nel mese di gennaio: tutti prodotti




La cripta romanica di S. Pietro


L'arco d'ingresso alla zona dell'acropoli



Una delle Torri medoievale di guardia


locali che durante queste festività vengono distribuiti e consumati in grandi cene collettive. Accattivanti e legate al passato le tradizioni dei cittadini di Tuscania, la cui bellezza, avvolta nel velo misterioso della cultura etrusca, è riscontrabile, oltre che nella storia artistica, anche nelle segrete ricette della succulenta cultura culinaria della Tuscia viterbese: l'acquacotta e la scamorrita, le budelluzze ed i fagioli con pane e finocchio selvatico, la pizza con gli sfrizzoli e per i dolci il torciglione tuscanese e i diomeneguardi. Buon appetito!



Un coperchio di sarcofago etrusco dislocato attorno alla chiesa di S. Pietro





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