Pistoia: il Palazzo del Podestà (metà XIV), oggi Tribunale, ristrutturato nell'800
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Nel cuore della Toscana settentrionale, ai piedi delle colline preappeniniche, sorge Pistoia, città caratterizzata da un'architettura di stile romanico, che testimonia della sua creatività artistica nell'età comunale.
Percorsa durante tutto l'arco dell'anno da visitatori di diverse nazionalità, statunitensi e francesi in particolare, circondata da mura trecentesche, la città mostra ancora la struttura urbanistica romana, contrassegnata dalle due vie perpendicolari, il cardo e il decumano; divenuta comune nell'XI secolo, Pistoia inizia un cammino glorioso raggiunto nel 1200, quando all'interno delle mura si innalzarono i grandi edifici romanici del Duomo, delle chiese di S. Bartolomeo in Pantano, di S. Andrea, di S. Giovanni Fuorcivitas, del Palazzo Comunale, resi ancora più splendidi da opere di affermati artisti tre e quattrocenteschi. Visitare l'ampia e spaziosa Piazza Duomo, fulcro di itinerari artistici che portano al Palazzo del Potestà, con il suo magnifico portico, allo spettacolare Battistero, alla torre di Catilina

Il crocefisso ligneo dipinto da Coppo di Marcovaldo (XIII)
Il Battistero ottagono, di stile gotico, iniziato nel 1338 su disegno di Andrea Pisano, ha il caratteristico rivestimento di marmo bianco di Carrara e verde di Prato, secondo la tradizione fiorentina ed è coronato da una bella galleria cieca. Ma molti sono gli edifici sacri di Pistoia, ricordata anche come la città dei “pulpiti”: l'austera chiesa romanica di S.Andrea possiede il più celebre, quello marmoreo, capolavoro dello scultore Giovanni Pisano (1301), ed anche in S. Giovanni Fuorcivitas, sorta nel XII secolo e terminata nel ‘400 da maestri comacini, esiste un altro esemplare molto bello e più antico. Nell'ex convento annesso alla trecentesca chiesa di S. Antonio del Tau, si può visitare il museo dedicato a Marino Marini, uno dei più insigni maestri del ‘900, nativo di Pistoia, al pari di altre famose personalità storiche. Forse non tutti sanno che Pinocchio è pistoiese d'adozione, poiché Collodi, pseudonimo del suo creatore, è un paesino della sua provincia e Clemente IX, raro esempio di papa “poeta”, autore di libretti per melodrammi, nacque
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Il bel Duomo romanico (XII-XIII sec.)
(così detta in ricordo del politico romano sconfitto dopo la celebre congiura e sepolto presso le mura), è un'esperienza culturale che si accresce continuamente.
Fra tutti il Duomo cattura l’occhio del visitatore, per la bellissima facciata bicroma di gusto romanico pisano, con tre ordini di loggette, un elegante portico tardo-trecentesco, decorato dallo scultore Andrea della Robbia ed affiancata dall’alto campanile che domina la piazza. Importanti cimeli di arte sacra, tra cui statue di Andrea del Verrocchio, una tela di Mattia Preti ed il monumento funebre al poeta stilnovista Cino da Pistoia arricchiscono l’interno del Duomo, per culminare con l’imponente crocifisso ligneo duecentesco dipinto da Coppo di Marcovaldo, da poco restaurato e con il monumentale Dossale d’argento di S. Jacopo (XIII – XV sec.), creato da orafi senesi, pistoiesi e fiorentini.
Il palazzo vescovile, attuguo alla facciata del Duomo
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nel ‘600 in questa città, dove si trova ancora il bel palazzo Rospiglosi, oggi Museo diocesano, dal cognome della nobile famiglia. Girando per il centro, nei pressi della chiesa di S. Andrea, si è colti di sorpresa da una chicca deliziosa tra le strade pistoiesi: “Via Abbi Pazienza”! Per trovare le radici di questo insolito nome in molti si sono arrovellati tra i documenti e gli archivi comunali, ma se si domandasse a chi vi abita, capiremmo che l'ipotesi più accreditata è quella della leggenda popolare secondo cui il nome della via sarebbe la risposta di un uomo ad un amico ucciso erroneamente, credendolo il peggior nemico! |

il pulpito di Fra' Guglielmo da Pisa (XIII sec.). S.G. Fuorcivitas.
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In piazza degli Ortaggi la scultura "Il giro del sole"
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A questa credenza gli storici e gli studiosi rispondono invece attribuendo alla toponomastica della via una frase scritta su una fontana durante gli aspri e sanguinosi scontri tra guelfi e ghibellini, molto frequenti in questa città.
Ultimo, ma non ultimo, ricordo di Pistoia è la Piazza più antica, detta La Sala, d’età longobarda, dove tra la caotica e divertente vita del mercato si scorge il cosiddetto Pozzo Leonino, ingegnoso espediente per lo smaltimento dei rifiuti di macelleria, ripulito nel ‘400. La piazza, in età comunale, quando la sede amministrativa fu spostata in Piazza del Duomo, divenne un’area per il commercio e per gli scambi, conosciuta in tutta la regione, tanto da consentire alla città una durevole alleanza mercantile con Firenze fino alla metà del ‘300, prima di essere completamente inglobata nel ducato mediceo. |

una via del centro storico
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Il Battistero (XIV s.) ed il campanile del Duomo
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Pergamo di Giovanni Pisano (1298/1301)
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A distanza di secoli ancora oggi sulle tipiche bancarelle si possono trovare specialità gastronomiche, mentre nelle botteghe e nei ristoranti caratteristici della città si degustano appetitose prelibatezze locali, come il “biroldo” ovvero il sanguinaccio, sia dolce che salato e la “cioncia”, uno stufato di vitello molto speziato, che si gusta con un buon vino bianco toscano. Il ricordo degli antichi sapori e dei mestieri scomparsi è ancor vivo nella toponomastica delle strade (Via del Cacio, Sdrucciolo dei Cipollini, via degli Orafi e piazza degli Ortaggi,
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Nella Galleria un locale Deco del centro storico
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L'entrata della Galleria , in stile Deco
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dove il pistoiese Roberto Barni ha creato la simpatica scultura “Il giro del sole”), ma anche nella scelta di un commercio legato, quanto più possibile, alle tradizioni millenarie, molto apprezzato dai turisti.
A questo proposito ricordiamo la Giostra dell'Orso, una manifestazione allestita in Piazza del Duomo, a conclusione degli spettacoli del luglio pistoiese, che è la più antica usanza medioevale della città e si articola in una serie di parate e combattimenti, rigorosamente in costume trecentesco, in cui quattro cavalieri, rappresentanti dei rioni della città (Drago, Cervo bianco, Grifone, Leone d'oro), devono colpire con la lancia la sagoma di un orso, simbolo della città di Pistoia.
La chiesa di S. Giovanni Fuorcivitas (XII- XIV sec.), con il tipico rivestimento bicromo
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