Nel contesto dell’85° edizione di Pitti Uomo, si sono
aperti a Firenze, a Villa Bardini e al Museo Stefano Bardini, le
due sezioni della mostra antologica Aldo Fallai. “Da Giorgio
Armani al Rinascimento. Fotografie dal 1978 al 2013 “, curata
dagli storici dell’arte Martina Corgnati e Carlo Sisi, già
direttore della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti,
con Luigi Salvioli, AD di Oltre la moda. (Immagine e comunicazione,
ideatore e organizzatore dell’evento).
Aldo Fallai inizia a collaborare con Giorgio Armani negli anni Settanta,
quando è ancora agli albori il boom del Made in Italy. Diplomato
all’Istituto d’Arte di Firenze, ha 30 anni e fa il grafico,
ma quasi per gioco realizza un servizio per Vogue sulla moda di
Giorgio Armani: da allora comincia il suo percorso nel campo della
fotografia della moda, in quel mondo di nuovi couturiers italiani
che lanciano uno stile fatto di raffinatezza e di sobrietà,
di collegamenti con la tradizione artistica e di sapienza manifatturiera.
Versace, Coveri, Ferrè, Krizia, Valentino s’impongono
negli anni ’80 nella moda, rivaleggiando con la Francia, fino
ad allora detentrice del primato stilistico in Europa; ma soprattutto
la lineare e classica moda di Armani affascina Fallai che traspone
nel suo bianco e nero il fascino di uno stile elegante e un po’
androgino.
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Giorgio Armani, Fall-Winter, 1989
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Giorgio Armani, Fall-Winter, 1984
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Meravigliose le sue foto di donne non soltanto
belle e seducenti, ma soprattutto consapevoli del proprio ruolo
nella società: volti sicuri, prepotenti, dallo sguardo deciso,
donne abbigliate con tailleur di linea maschile, ma fluidi e morbidi,
che non costringono il corpo femminile. Le foto di Fallai sono capaci
di sintetizzare un clima, un’epoca, una classe sociale, una
stagione, un’emozione, oltre a far emergere tutta la bellezza
dell’Alta Moda italiana.
La mostra fiorentina per la prima volta dedica ad un originale e
talentuoso fotografo, noto in tutto il mondo, un approfondimento
monografico che ne riassume il percorso creativo in circa 180 fotografie
spettacolari, per lo più in colori Armani (bianco, grigio,
sabbia).
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Emporio Armani Magazine, Fall Winter, 1990
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Giorgio Armani, Fall-Winter, 1989
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Due, come già detto, gli allestimenti
della mostra: a Villa Bardini le foto di moda, le campagne pubblicitarie,
ovvero una sintesi della quasi trentennale simbiosi creativa con
Giorgio Armani; al Museo Stefano Bardini la sezione "Rinascimento",
curata dalla direttrice Antonella Nesi.
La curiosità e l’amore per la bellezza e per la forma,
fino all’aspetto del grottesco, hanno portato Fallai a esplorare
fra le pieghe del linguaggio fotografico ricercando effetti diversi:
talvolta prevalgono atmosfere antiche che rammentano le ambientazioni
di quadri famosi, come quelli di Boldini, dove romantici abbigliamenti
e figure morbidamente atteggiate ripropongono tempi lontani; altre
volte è il cinema d’avanguardia o sono i dipinti dell’epoca
aurea dell’arte italiana ad ispirarlo. I nudi, le statue e
le opere d’arte del passato, rivisitate in audaci d’après,
non soltanto esprimono l’innato culto della forma del fotografo
Fallai, nell’ossequio alla nostra grande tradizione artistica,
ma sono riproposizioni di immagini entrate nell’immaginario
individuale e collettivo, come i ritratti maschili memori di Antonello
da Messina o quelli evocatori di una pittura caravaggesca che esalta
un colore forte e carico, da cui si ricavano effetti di intensità
drammatica.
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Portrait, 2009
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Antonio Brizzolari, 2009
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La mostra, promossa da Palazzo Vecchio, con
il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, con la
collaborazione della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron
e di Istituto Marangoni, e con il sostegno di LineaPiù, chiuderà
il 16 marzo prossimo.
Villa Bardini: ore 10 – 19 (chiusa il lunedì); €
8, ridotto 6, scuole 4.
Museo Stefano Bardini: lun/ven/sab/dom ore 11 – 17, €
6, ridotto 4,50, scuole gratuito.
Catola&Partners
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