Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIX - n.81 - Ottobre - dicembre 2024
MUSEO A CIELO APERTO 

IL DUOMO DI ORVIETO, crogiolo di Bellezze diverse!
di Bruna Condoleo



La facciata del Duomo di Orvieto, iniziata nel 1310 da Lorenzo Maitani, architetto e scultore senese. Ph Octavio©
I bassorilievi della facciata, opera di Lorenzo Maitani. Ph Octavio ©-



Tra le innumerevoli meraviglie artistiche sparse sul territorio italiano il Duomo di Orvieto rappresenta senza alcun dubbio un edificio sacro tra i più perfetti e ricco di opere d'arte all'esterno come nel suo interno. Città etrusca, l'antica Velza, divenuta fiorente nel Medioevo, Orvieto appare al viaggiatore sin da lontano, posta com'è su di un alto pianoro tufaceo. Nel 1310 l'architetto e scultore senese Lorenzo Maitani viene nominato capomastro della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e iniziata 20 anni prima, ma non ultimata nella facciata. Lorenzo Maitani, conoscitore dell' architettura gotica vista a Parigi, progetta una facciata tricuspidata, come fosse un enorme trittico, divisa in senso verticale da 4 grandi pilastri in tre parti, la centrale più ampia e contrassegnata da un arco a tutto tondo e quelle laterali da archi ogivali. La ripartizione della facciata, che raggiunge i 53 metri di altezza, si esprime anche in senso orizzontale tramite una galleria pensile ad archetti, per poi continuare nella zona superiore con un rosone, opera dello scultore Andrea Orcagna, sormontato da statue di santi, su cui svetta una cuspide inquadrata da alti pinnacoli. Lo slancio verticale della facciata rivela un gusto gotico lontano tuttavia dagli eccessi francesi, pervaso invece da un'esigenza di ordine e di rigore costruttivo tutto italiana.



Duomo di Orvieto. La bellissima immagine di un angelo scolpito da Emilio Greco , porte bronzea laterale, anni '60. Ph Octavio ©
Duomo di Orvieto. La Cappella san Brizio. Luca Signorelli, affreschi del Giudizio universale: Inferno, fine '400. Ph Octavio ©



La decorazione della zona dei portali è attribuita allo stesso Maitani che l’ha pensata come fosse un racconto biblico, scolpendo a bassorilievo storie che vanno dalla Genesi alla vita di Cristo fino al Giudizio Universale. Con estrema finezza scultorea la narrazione si snoda attraverso un fantasioso albero della vita in cui si evidenziano le figure che scivolano leggere in uno spazio amplificato dalla luce. Nel primo pomeriggio, infatti, quando il sole inonda il prospetto del Duomo, il visitatore rimane stupito nel constatare la brillantezza della facciata, dei suoi mosaici realizzati lungo due secoli (alcuni purtroppo non più originali) e delle stesse sculture che quasi si animano assieme alle meravigliose porte bronzee dette della Misericordia, create nel 1964 da Emilio Greco, grande scultore catanese. Maitani lavora come fosse un orafo con raffinatezza ed eleganza, le stesse capacità dimostrate nei disegni della vetrata absidale del Duomo che custodisce all’ interno capolavori di grande pregio, ad iniziare dal celebre Corporale del miracolo di Bolsena, realizzato nel 1338 da Ugolino di Vieri. Si narra che nel 1263  un  prete boemo non credesse nella reale presenza del corpo di Cristo nell’ostia consacrata, ma durante la celebrazione dall’ostia  sgorgò del sangue che intrise il panno di lino che copriva l’altare, da allora conservato nel prezioso Reliquiario in oro, argento e smalti realizzato da Ugolino e conservato nella santa Cappella arricchita nei secoli da opere d'arte.



Orvieto, Cappella san Brizio. Beato Angelico, volte a crociera, inizio '400. Cristo Giudice. Ph Octavio ©



Se l’esterno del Duomo incanta per l’unicità del suo stile sfolgorante di luce, l’interno affascina per una monumentalità che ricorda le antiche basiliche cristiane; attribuito un tempo al perugino Fra’ Bevignate, per la sua classica essenzialità, l'interno  è oggi  assegnato al grande Arnolfo di Cambio, l’architetto di Santa Maria del Fiore a Firenze! Coperto da un tetto a capriate scoperte, interamente decorato da una zebratura orizzontale che si replica anche nelle pareti laterali esterne, l’interno del Duomo è scandito da grandi arcate a tutto sesto poggianti su poderosi pilastri; la sua visita è un susseguirsi di meraviglie, ad iniziare dagli affreschi della Cappella Brizio alle grandi sculture marmoree che lo arricchiscono. La Cappella san Brizio, edificata nel 1396 nel transetto destro del Duomo, è un ambiente celebre fin dal primo Rinascimento, affrescata nelle vele a sfondo oro con storie del Giudizio finale da Beato Angelico e Benozzo Gozzoli agli inizi del '400 e terminata più tardi da Luca Signorelli, il quale esprime un'ispirazione dantesca nella raffigurazione dei dannati. La Cappella è davvero un luogo singolare per espressione artistica ed iconografica, se si pensa che le scene dipinte dal Signorelli colpirono finanche Michelangelo tanto da influenzarlo nella creazione degli affreschi del Giudizio sistino! Nella Cappellina dei Corpi Santi, dedicata ai protettori di Orvieto, Signorelli ha inoltre dipinto un toccante Compianto su Cristo morto, nel cui corpo l’artista ritrasse il figlio Antonio, morto di peste nel 1502 a Cortona, come racconta Vasari nelle sue Vite.  






Luca Signorelli, Cappellina dei Corpi santi, Compianto su Cristo morto. Cappella san Brizio, Duomo di Orvieto.
bb Ph Octavio


Orvieto, Cappella del santo Corporale. Vetrata quattrocentesca. Ph Octavio ©


Ovunque dipinti, affreschi e sculture dal ‘300 ai nostri giorni, un vero libro di storia dell’arte che attira e commuove; dopo 122 anni anche le 14 statue marmoree degli Apostoli e dei Santi protettori della città scolpite fra Rinascimento ed età barocca sono ritornate all’interno del Duomo nel 2019. Autorevoli artisti, come Raffaello da Montelupo e Francesco Mochi, hanno qui lasciato le loro testimonianze: Il san Matteo, una delle più affascinanti, opera disegnata  dal Giambologna e scolpita da Pietro Francavilla, rappresenta il santo intento a leggere alla presenza di un angelo, suo attributo iconografico. L’opera più ricca di pathos è il gruppo de “La pietà” di Ippolito Scalza, architetto e scultore orvietano, situata nel braccio sinistro della crociera. Scolpita nel 1570 da un unico blocco di marmo  è costituita da 4 figure: la Madonna seduta con il figlio sulle ginocchia, simile alla michelangiolesca Vergine della Pietà vaticana, Nicodemo in piedi con la scala e le pinze con cui ha tolto i chiodi al corpo di Cristo e in basso a destra, quasi nascosta, la dolente immagine della Maddalena che si appoggia piangente alla mano di Gesù.
Crogiolo di capolavori diversi, il duomo di Orvieto stupisce sempre, al pari della bella cittadina umbra apprezzata da viaggiatori e amanti dell'arte per le sue testimonianze etrusche, per la bellezza delle opere medioevali e moderne, ma anche per il fascino intatto di un luogo antico e ospitale, lontano dalla caotica vita contemporanea.






Orvieto. Statua di San Matteo, disegno di Giambologna e scultura in marmo di Pietro Francavilla, inizio '600.
Ph Octavio ©
Orvieto. Ippolito Scalza, Pietà, marmo, 1570
Ph Octavio ©




Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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