Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIX - n.78 - Gennaio - marzo 2024
IN MOSTRA 


A Padova: "Da MONET a MATISSE. French Moderns 1850/1950"

di Bruna Condoleo




Auguste Rodin (Francese, 1840-1917), Danaide, 1903 circa. Marmo, 32.4 ื 69.9 ื 52.1 cm. Brooklyn Museum, Ella C. Woodward Memorial Fund, 12.873. (Photo: Brooklyn Museum)


A Padova 59 capolavori dell’arte provenienti dalla collezione europea del Brooklyn Museum di New York sono esposti  a Palazzo Zabarella fino al 12 maggio 2024 nella mostra “Da Monet a Matisse. French Moderns 1850/1950”, che si sofferma su cento anni di storia dell’arte europea con centro Parigi, luogo internazionale di un profondo rinnovamento culturale. Si possono ammirare le opere di 45 Maestri a partire dal Realismo di metà Ottocento alle Avanguardie del ‘900: da Corot, Rodin, Courbet ai grandi impressionisti  per proseguire con Cezanne, Matisse, Chagall, Delaunay, Léger…
Dall’ emozionante Danaide di P. Auguste Rodin e dalla stupefacente L'onda di Gustave Courbet si giunge attraverso magnifiche tele al dinamico divenire delle opere di Claude  Monet, caposcuola dell’Impressionismo, le cui opere stupiscono per il fresco naturalismo e per una tavolozza vivace e splendente di luce. Insieme a lui molti giovani pittori rinnegano il passato accademico per aderire a una nuova visione del mondo e della natura che esalti la trasformazione continua del reale, come viene percepito dal nostro occhio. Questi artisti sono influenzati dallo stile di Eduard Manet, considerato dagli Impressionisti il padre spirituale del gruppo, lui che con il suo “Dejéuner sur l’herbe” (1863) aveva scandalizzato tutta Parigi non soltanto per il soggetto, una colazione tra donne seminude e azzimati parigini, ma soprattutto per la sconcertante novità della tecnica pittorica, priva del chiaroscuro e della prospettiva lineare.






Gustave Courbet (Francese, 1819–1877), L'onda, 1869 circa. Olio su tela, 65.4 x 88.7 x 7.6 cm. Brooklyn Museum, dono di Mrs. Horace O. Havemeyer, 41.1256. (Photo: Brooklyn Museum)


Claude Monet (Francese, 1840-1926), Marea crescente a Pourville, 1882. Olio su tela, 66 x 81.3 cm. Brooklyn Museum, dono di Mrs. Horace O. Havemeyer, 41.1260. (Photo: Brooklyn Museum)




Claude Monet (Francese, 1840-1926), Il Parlamento, effetto del sole, 1903. Olio su tela, 81.3 x 92.1 cm. Brooklyn Museum, lascito di Grace Underwood Barton, 68.48.1. (Photo: Brooklyn Museum)


Secondo gli impressionisti l’artista deve ritrarre la natura non nel chiuso di un atelier, ma dipingendo en plein air, con tocchi rapidi, colorando direttamente sulla tela l’immagine impressa sulla retina, senza utilizzare disegno geometrico e prospettiva tradizionale. Monet aveva  l’abitudine di dipingere più volte lo stesso soggetto, in diverse situazioni climatiche, per rincorrere i cambiamenti della luce naturale e dei colori: celebri i paesaggi costieri della Normandia, la serie delle Cattedrali a Rouen o il Parlamento inglese, opera splendida esposta in questa mostra! La tendenza di Monet alla serialità, tuttora ci colpisce perchè preannuncia un gusto che anticipa la pop art rivelando la straordinaria contemporaneità del linguaggio dell’Artista! Considerato il pittore che ha saputo immortalare con grande sensibilità cromatica la bellezza femminile, Auguste Renoir, decoratore di ceramiche, dopo la frequentazione dell’Ecole des Beaux Arts diviene un convinto assertore del rinnovamento della pittura utilizzando una pennellata veloce, a brevi e dinamiche virgole con le quali tratteggiare le forme e riprodurre le molteplici rifrazioni della luce nell’aria e nell’acqua. Egli predilige l’animata vita cittadina, i caffè, i balli della borghesia spensierata, ma non disdegna la natura morta, come si può vedere in una splendida opera esposta nella mostra padovana, dipinta con tocco rapido e con tinte luminose.




Pierre-Auguste Renoir (Francese, 1841–1919), Natura morta con tazza blu, 1900 circa. Olio su tela, 15.2 x 33.3 cm. Brooklyn Museum, lascito di Laura L. Barnes, 67.24.19. (Photo: Sarah DeSantis, Brooklyn Museum)

La prima contestata mostra degli Impressionisti nel 1874 si tenne, com'è noto, nello studio del fotografo  Félix Nadar che non soltanto si mostrò aperto alle innovazioni tecniche dei pittori, rifiutati dai Salon ufficiali,  ma influenzò le ricerche di Edgar Degas, interessato più di altri allo studio del dinamismo umano e animale. Degas riesce a cogliere il divenire di un evento nel momento in cui esso si sta compiendo, ma che muterà necessariamente nell’attimo successivo. E’ la vita ritratta senza retorica e senza idealizzazioni che lo affascina: la quotidianità delle fanciulle, la fatica dei lavori ripetitivi, la vita degli emarginati e da tale atteggiamento nascono capolavori che sembrano uscire dalle pagine di un romanzo di Zola o di Flaubert. Famose le sue aeree ballerine dipinte, leggere nei loro tutù, ma anche stanche delle prove teatrali, quanto  quelle scolpite, come l’opera in mostra, un bronzo delicato e pieno di grazia giovanile.
Un' originale commistione di rigore classico e spirito antiaccademico contraddistingue l’opera di Henry Matisse: i suoi studi all' Ecole des Beaux Arts, infatti, l'amore per i pittori  francesi e olandesi, la frequentazione del Louvre gli permettono di acquisire la consapevolezza della misura classica, intesa come ordine compositivo, equilibrio ed armonia, temi centrali della sua estetica. Tuttavia la libertà della sua visione pittorica gli fa ritenere il dipinto una realtà a sé stante, con regole e capacità espressive autonome e perciò fu ritenuto caposcuola della prima Avanguardia del ‘900, il Fauvisme, caratterizzato dall’uso di tinte esplosive.





Paul C้zanne (Francese, 1839–1906), Il villaggio di Gardanne, 1885–1886. Olio e pastello cont้ su tela, 92.1 x 73.2 cm. Brooklyn Museum, Ella C. Woodward Memorial Fund e Alfred T. White Fund, 23.105. (Photo: Brooklyn Museum)




Alfred Sisley (Inglese, attivo in Francia, 1839–1899), Inondazione a Moret, 1879. Olio su tela, 54 x 71.8 cm. Brooklyn Museum, lascito di A. Augustus Healy, 21.54. (Photo: Brooklyn Museum)

Nei rossi accecanti, nei blu violenti, nei gialli solari delle tele di Matisse vibra un'anima mediterranea, ma nella preziosità dell'intarsio decorativo emerge chiaramente il fascino dell'Oriente. La risposta di Matisse alla problematica figurativa del rapporto con la realtà, attorno a cui si articola il dibattito dialettico dell'arte del XX secolo, fu la ricerca di un’estrema sintesi espressiva, una decantazione che raggiungerà i limiti dell'astrazione formale testimoniando la sua antesignana visione dell'arte. Anche il linguaggio rivoluzionario di Paul Cezanne ha precorso l’arte del XX secolo che da lui ereditò la sintesi compositiva di forma, luce e colore. Egli fu l'assertore di una poetica che considera la pittura come un mondo a sè, perfetto e autosufficiente, specchio di una realtà immanente ma in grado di superarla attraverso la creazione di un ordine figurativo di valori universali. Nell'arte del pittore francese c'è un singolare e aristocratico distacco dai temi contingenti della cronaca e della storia e una vocazione a pensare innanzi tutto in termini di "forma". Nella sua pittura il colore è sostanza e architettura, crea le figure e lo spazio e quest'ultimo si lega al concetto di tempo, anticipando la quarta dimensione introdotta dall'Avanguardia cubista. Pertanto, malgrado le cose rappresentate risultino a prima vista "vere", esse rivelano una sostanziale autonomia pittorica e il colore, che a detta dell'Artista è il "luogo dove il nostro cervello e l'universo s'incontrano", è capace di costruire forma e profondità e in ciò risiede la fondamentale conquista della sua avventura figurativa, radice indiscussa del pensiero estetico contemporaneo.






Berthe Morisot (Francese, 1841–1895), Madame Boursier e sua figlia, 1873 circa. Olio su tela, 74.5 x 56.8 cm. Brooklyn Museum, Museum Collection Fund, 29.30. (Photo: Sarah DeSantis, Brooklyn Museum)



Robert Delaunay (Francia, 1885–1941), Nel giardino, 1904. Olio su tela, 71.8 x 56.4 cm. Brooklyn Museum, dono di Iris e Gerald B. Cantor, 86.28. (Photo: Brooklyn Museum)


Termino questo breve excursus di alcune delle personalità presenti nella mostra padovana citando Giovanni Boldini, pittore raffinatissimo, uno degli "italiani di Paris", che incarna un genere di artista fin de siécle, dotato di virtuosistiche capacità esecutive. Nei suoi dipinti, soprattutto ritratti realizzati con forme allungate, con pennellate veloci e sfatte e caratterizzati da un cromatismo brillante, vi è il  riflesso di una società estetizzante che ama essere rappresentata in modi analoghi. Boldini ricerca ovunque la bellezza: nei volti, negli sguardi, nelle vesti fruscianti delle donne ritratte e finanche negli arredi eleganti che le circondano emerge quell’eccezionale gusto estetico su cui l’Artista delineò la sua originale cifra espressiva.
L’eccezionale evento padovano “Da Monet a Matisse. French Moderns 1850-1950” vede quali curatori due membri del talentuoso staff del Museo newyorkese: Lisa Small, Curator Senior di Arte Europea, e Richard Aste, ex Curatore di Arte Europea, Brooklyn Museum, che hanno selezionato i capolavori di pittura e scultura presenti in mostra dalla collezione europea del Museo.






Edgar Degas, Parigi, Francia, 1834–1917 Ballerina a riposo, mani dietro la schiena, gamba destra in avanti, modello 1882–95; fusione 1919–32 Bronzo, 45,4 ื 15,2 ื 24,1 cm Brooklyn Museum, dono di Mr e Mrs Richard Rodgers, 70.176.5



Giovanni Boldini (Italiano, 1842–1931), Ritratto di signora, 1912. Olio su tela, 231.1 x 121.3 cm. Brooklyn Museum, dono anonimo, 41.876. (Photo: Sarah DeSantis, Brooklyn Museum)

Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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