Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XX - n.82 - Gennaio - Marzo 2025
I GRANDI RESTAURI 


Roma. IL "PASSETTO" di Borgo: NUOVO ITINERARIO culturale per il Giubileo 2025
di Marina Turco



Nell’antico Rione Borgo che si estende tra Castel S. Angelo e la Basilica di S. Pietro vi è un lungo tratto serpentinato di mura, che partendo dai Palazzi Vaticani costeggia il colonnato berniniano, scivola accanto a chiese rinascimentali e campanili barocchi, scavalca con ampi fornici le strette vie di Borgo per congiungersi infine alla poderosa Mole Adriana. E’ il Passetto o “corridore” di Borgo, un elemento architettonico singolare, frutto di una stratificazione non omogenea, la cui origine risale all’età delle invasioni barbariche, quando nel 546 il re goto Totila eresse nell’ ager vaticanus, presso il sepolcro monumentale dell’imperatore  Adriano (II sec. d. C. ), un tratto di mura in opus quadratum a scopo difensivo. Dopo tre secoli di abbandono, Leone IV, in seguito all’assedio subito da parte dei Saraceni, riutilizzando le preesistenti mura fece costruire una cinta fortificata inaugurata nel 852 con una solenne cerimonia alla vigilia della festività dei santi Pietro e Paolo. Nasceva così “la città leonina”, una fortezza entro la Città, che avrebbe dovuto salvaguardare il Papa dalle insidie nemiche. A Nicolò III Orsini, tuttavia, si deve l’inizio della costruzione del corridoio coperto, interno alle mura, il Passetto appunto, che mette in comunicazione il Vaticano con Castel Sant' Angelo attraverso un camminamento interno di 800 metri voltato a botte.



L'entrata del Passetto di Borgo da Castel Sant'Angelo





Veduta esterna delle mura del Passetto con le feritoie del corridore interno, la passeggiata tra i merli, le arcate e gli stemmi papali.


Più volte interrotta, la costruzione del corridoio interno terminò in pieno Rinascimento e al suo restauro collaborarono architetti famosi, fra cui Antonio da Sangallo il Vecchio che nel 1493, al servizio di papa Alessandro VI, si adoperò come ingegnere al consolidamento dei 4 bastioni angolari ottagoni della Fortezza e dello stesso Passetto, completato nel 1497 per il Giubileo del 1500. L’utilità del Passetto come via di fuga si mostrò durante tutto il XVI secolo, dato che i Papi, in occasione di assalti stranieri o di guerre, grazie ad esso potevano in poco tempo raggiungere il sicuro asilo di Castel Sant’Angelo, grandioso mausoleo dell’imperatore Adriano ormai trasformato in invincibile roccaforte. Famosa l’avventura accorsa a Clemente VII Medici durante il Sacco di Roma (1527), che ebbe momenti drammatici e tragicomici insieme. All’annuncio che i Lanzichenecchi erano entrati in città, il Papa fuggì attraverso il corridore alla volta della Mole Adriana, ma un gruppo di soldati, al comando del Connestabile di Borbone, riuscì a penetrare da Porta S. Spirito nelle maglie del Borgo vaticano fin sotto alle mura del Passetto e a scorgere attraverso le strette feritoie le rosse vesti pontificie, su cui si fece fuoco. In quell’attimo un ardito cardinale, il futuro Giulio III, gettandosi sul Papa, gli salvò la vita, permettendogli di rifugiarsi sano e salvo nel Castello e un abile archibugiere, dall’alto dell’imboccatura del Passetto, fu subito pronto a vendicare il Pontefice, uccidendo il Borbone in persona.


Una passeggiata straordinaria di 800 metri da Castel Sant'Angelo alla Città del Vaticano





Il panorama dalle mura del Passetto




Quest'uomo era Benvenuto Cellini, al servizio di Clemente VII, eroe un po' ribaldo, ma già scultore e orafo di grande valore. Altre vicende, meno famose, sono legate alla storia del Passetto, come le visite di sovrani stranieri che vollero attraversare il corridore, come fece la regina Cristina di Svezia che, convertitasi al Cattolicesimo, visitò Roma nel 1654 lasciandovi una traccia indelebile e fu seppellita in Vaticano nel 1689.
Molti Papi continuarono a consolidare il monumento che andava perdendo con il tempo il suo originale scopo difensivo e a intervenire sull'aspetto esterno delle mura, aprendo fornici di collegamento con le vie adiacenti (che costituiscono la "Civitas Pia" ) e ancora conservano il ricordo di queste modifiche nei bellissimi stemmi che adornano gli archi. Tuttavia dopo il XVII° secolo, per ragioni storiche e politiche ci si servì sempre meno delle mura che caddero in uno stato di graduale abbandono. Fin dal 2004, grazie anche all'azione decisiva del Comitato Promotore di Borgo, si è inteso realmente ripristinare il monumento per ragioni di manutenzione e di conservazione, ma soprattutto per l'esigenza di salvaguardare un bene architettonico di indubbio valore architettonico e storico. Aver ripristinato all'interno e all'esterno l'antico camminamento ha significato ritrovare le tracce di millenni di storia del Papato e di Roma; consolidare il corridoio scoperto tra i merli, un tempo cammino di ronda, ha fatto sì che italiani e stranieri possano ritrovare una passeggiata aerea alternativa con inediti panorami sulla Capitale. Il Passetto, liberato dagli scempi urbanistici che lo hanno deturpato per secoli e riconsegnato integro alla comunità, è il nuovo itinerario artistico per tutti i pellegrini che vorranno ripercorrere un cammino antichissimo nell'anno del Giubileo della Speranza 2025.



Marina Turco, giornalista e scultrice



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