Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XX - n.83 - Aprile - Giugno 2025
ARCHITETTURA CONTEMPORANEA


Roma. Architettura sacra del '900: LA BASILICA DI SAN GIOVANNI BOSCO
di Giorgio Folena



Roma. Basilica di San Giovanni Bosco, dell' architetto Gaetano Rapisardi, 1964, preceduta dall'ampio piazzale antistante



A Roma sulla via Tuscolana sorge un’ imponente basilica dedicata a San Giovanni Bosco, progettata  nei primi anni ’50 dall’architetto  Gaetano Rapisardi (Siracusa  1897), inaugurata nel 1959 e terminata nel 1964.
La Basilica si presenta fin dall’esterno come un corpo squadrato dominato da due cupole, di cui la maggiore, di circa 40 metri di diametro, è per dimensioni la terza più larga della Capitale, dopo quelle del Pantheon e di San Pietro in Vaticano!  Sulla facciata, che include un ampio portico, spicca un altorilievo opera dello scultore Arturo Dazzi, raffigurante l'Apoteosi di san Giovanni Bosco, qui sepolto e sulla cui tomba, trasportata da Torino a Roma, pregò Papa Giovanni XXIII dopo la consacrazione della basilica.  Cinque porte bronzee, di cui la centrale alta 10 metri, introducono all’interno che lascia sbalorditi per luminosità e grandiosità. La navata centrale è illuminata dalla grande cupola, mentre quelle laterali sono arricchite da 32 grandi lampadari in oro e vetro di Murano. Nei poderosi pilastri, che separano le navate, sono incastonate le formelle in bronzo della Via Crucis, realizzate dallo scultore Venanzo Crocetti. Non soltanto le due cupole sono decorate con mosaici di Murano, ma l’intera chiesa è arricchita da vetrate policrome, che creano un particolare effetto scenografico.



Uno scorcio dell'immensa cupola centrale della Basilica



Al centro in alto il bassorilievo con l'apoteosi di S. Giovanni Bosco di Arturo Dazzi


L'altare maggiore è un monolito di marmo di Carrara dal peso di 10 tonnellate, scolpito nella parte frontale con forme rocciose, chiara allusione al monte Calvario. Nella zona del presbiterio  spicca un toccante crocefisso, opera di Pericle Fazzini, mentre la parete di fondo è dominata da un mosaico di 100 metri quadrati che raffigura la Gloria di san Giovanni Bosco, fiancheggiato da otto altorilievi con alcuni episodi della vita del Santo piemontese. L’ampiezza dell’interno e la cura della vasta prospettiva mostrano la sapienza costruttiva dell’architetto Rapisardi, ampiamente dimostrata nelle sue opere siracusane, messinesi e romane, in cui pur non rinunciando ad alcuni riferimenti classicheggianti ha saputo operare con nuovi materiali e mezzi tecnici senza rinunciare alle enormi dimensioni. In questa chiesa ha ideato un gigantesco blocco di base che sorregge un alto tamburo traforato oltre il quale s’innalza la cupola con la sua lanterna. Una delle caratteristiche dello stile di Rapisardi è la scelta di una maggiore sintesi costruttiva, utilizzata precedentemente anche nell’ambito dell’edilizia cittadina, un indirizzo progettuale condiviso con  Marcello Piacentini, architetto e urbanista, suo mentore. ‘E per questo gusto di sinteticità e per l’ utilizzo di calcestruzzo armato  che egli tralascia le consuete e pesanti modanature e i lavori di cesello per una realizzazione architettonica più aderente ai bisogni e  influenzata dalle emergenti estetiche razionaliste.






Interno. Marcello Avenali,il grande dipinto "L'angelo custode"




La cupola centrale (40 metri di diametro) illuminata da vetrate policrome

Nel primo dopoguerra al servizio delle istituzioni ecclesiastiche l'architetto Rapisardi aveva ampliato il santuario della Madonna Paolina presso S. Giovenale, nel Reatino (1945), la chiesa della Gran Madre di Dio a Fano (1948) e la chiesa di S. Rocco a Castelforte (Latina), nel 1949. A metà degli anni Cinquanta fu incaricato dal Comune di Roma di studiare anche la sistemazione dell'area urbanistica antistante la basilica di Don Bosco; pertanto ideò una grandissima piazza che delimitò con una serie di edifici porticati, un impianto prospettico molto moderno che recuperava l'idea di Auguste Perret a Le Havre. Nel progetto di concorso per il santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa (1955) e la cattedrale di S. Sebastiano a Massa (1963-69) furono occasioni per sviluppare in forme nuove il linguaggio architettonico inaugurato nella grande chiesa dei Salesiani. Rallentata l'attività professionale, negli ultimi decenni Gaetano Rapisardi si dedicò a ripetuti viaggi lungo la Penisola; morì a Roma il 5 dicembre 1988. Se la basilica colpisce per la mole poderosa e per la grande cupola, forse si può anche dire che non sempre le enormi proporzioni siano indice di bellezza, tuttavia i cittadini del quartiere sono fieri di questa chiesa così spaziosa, ricca di opere pregevoli create dai maggiori artisti del tempo, come Emilio Greco e Venanzo Crocetti, e preceduta dall'immensa piazza che accoglie i fedelii con un metaforico abbraccio!




Una prospettiva sull'abside con le due cupole



La ricchezza policroma di una delle alte vetrate



Venanzo Crocetti, l'imponente crocifisso di bronzo



Emilio Greco, il fonte battesimale in marmo con due angeli in bronzo



Giorgio Folena, laureato in Scienze della comunicazione e scrittore

E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright