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Carlo D'Orta,
Serie "composizioni": Valencia. Città delle arti e delle Scienze ©
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Carlo D'Orta, serie "Vibrazioni" Buenos Aires, cm.120x80. Courtesy F. Primerano collection ©
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A Roma presso lo Studio d’Arte Carlo D’Orta si sta svolgendo la mostra dal titolo “Contrasti”, dove le opere della scultrice Matilde Mancini dialogano con le fotografie di Carlo d’Orta. Due mondi apparentemente diversi si raffrontano svelando al pubblico insospettate analogie: l’astrazione formale e un’esperienza estetica che si esprime attraverso il gusto della visionarietà. Carlo D’Orta, fiorentino, fotografo d’arte amante della pittura, affascinato dalle estetiche delle Avanguardie del ‘900, autore di testi di architettura, ha esposto in Italia e in Europa immagini che ripropongono edifici sfaldati e tremuli come trasparissero dall’acqua, palazzi ritratti da prospettive inusuali le cui facciate somigliano a mosaici dinamici e fluttuanti. Il metodo di lavoro è originalissimo: egli fotografa le immagini di architetture e paesaggi urbani riflesse da lastre d’acciaio deformate, da lui stesso approntate. Gli edifici così destrutturati divengono elementi surreali, ricchi di colori e contrassegnati da una dinamica instabilità. Non c’è durata nelle sue immagini, si coglie l’attimo del divenire, l’istante mutevole simile al fenomeno ottico chiamato “fata morgana” che, com'è noto, crea visioni distorte di oggetti lontani. Spesso il Fotografo si sofferma su un particolare della veduta che lo ha attratto e nel riproporlo alterato e amplifcato nascono eden fantasiosi vibranti di luce, astrazioni pervase di poesia. Diverse le serie delle sue fotografie, fra cui s'impongono le Composizioni di gusto geommetrico che raccontano luoghi famosi nel mondo, come la Città delle Arti e delle Scienze a Valencia; con la serie di foto d'arte Vibrazioni nel mese di dicembre 2025 Carlo D'Orta ha ricevuto MENZIONE D'ONORE nel prestigioso Architechture Master Prize!
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Matilde Mancini. Contrasti, bronzo 2024 - cm. H47xL20xP12 - Kg. 4,2© |
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Matilde Mancini. Elegia bronzo 2025 - cm. H80xL35xP28 - Kg. 10,6 © |
Nell' Artstudio/ Gallery, dove Carlo D'orta ospita spesso le opere di un altro artista per esaltare il confronto di linguaggi, sempre fruttuoso, rimangono in esposizione fino al 7 gennaio 2026 le sculture di Matilde Mancini, artista romana affermata, che da 20 anni lavora in modo appassionato utilizzando con abilità manuale il legno di ulivo e il bronzo, i materiali da lei preferiti, spesso abbinati nella stessa opera. La sua arte non è definibile con una formula estetica che esaurisca appieno il suo potenziale espressivo: astratte, materiche, surrealiste, le sue sculture rivelano una complessità che merita una lettura meditata, progressiva, lenta, per prendere contatto con memorie e folgorazioni, con metafore e simboli di cui si sostanzia il suo originale linguaggio. I bronzi di Matilde Mancini sono immagini metamorfiche che riflettono un’ autonomia espressiva, nutrita d’antico, ma attualissima nei contenuti; dalle sue creazioni ella elimina ogni dato superfluo, sintetizza e trasfigura le forme reali accentuando i contrasti e accendendo di luminismi intensi un tessuto tonale fortemente materico. |

Matilde Mancini. Piccola sirena, bronzo 2024 - H87xL42xP28 - 216 KB - Peso 22 KG e mezzo© |
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Matilde Mancini. Piccola sirena, bronzo 2024 - H87xL42xP28 - 216 KB - Peso 22 KG e mezzo © |
L’Artista esplora gli abissi dell’animo ove si annidano le forze distruttive della violenza e dell’intolleranza: acume visionario e un tratto sismico sono i caratteri costitutivi del suo originale stilema. I pensieri di Matilde Mancini si materializzano in figure “non finite”, lacerate nel corpo e nello spirito dal dinamico avvitarsi dei piani; alternando convessità e concavità la scultrice modella le forme applicando il principio dei “ vuoti attivi”, che forano le contorte superfici annullando la sensazione di peso. Come fossero consumate dal tempo le sue opere affascinano, pongono quesiti, alludono all’inferno ma anelano anche al cielo, perché la vita è lotta, rinuncia e mistero profondo: ecco allora che alcune sculture si trasformano in voli leggeri conquistando lo spazio con andamenti verticali in cui sembra stemperarsi la tensione emotiva. Esaltate dai vibranti giochi di luce del bronzo, le sculture riflettono le ansie esistenziali e la precarietà del vivere, ma traducono anche il desiderio di pace e di verità. La deformazione dell’immagine naturale è utilizzata in senso espressionista: ogni lavoro, infatti, evoca un elemento di realtà, come la violenza di un’esplosione bellica, l'immagine di un eroe visionario o lo slancio dinamico di una figura nello spazio.
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Matilde Mancini. Ostiità, bronzo 2024 - cm. H469xL16xP10 - Kg. 2,3© |
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Matilde Mancini. Don Chisciotte, bronzo 2024 - H50xL15xP10 - Peso 2,9 KG -232 KB © |
Nelle sue opere il mito, grazie alla sua polivalenza semantica, si trasfigura in aggraziate modulazioni di piani (Piccola sirena), né mancano allusioni al mondo letterario (Don Chisciotte), anche se prevalgono i richiami alle contrapposizioni umane, espresse attraverso deformazioni, metafore di ogni sfida (Contrasti, Ostilità, Elegia di guerra). La profonda umanità della sua poetica, coniugata alla forza immaginativa, le permette di oltrepassare culture e ideologie, poichè nasce dalla convinzione che l'umanità patisca tormenti, avverta bisogni e nutra speranze comuni e possa dunque prendere consapevolezza dei mali che rischiano di distruggerla, ovunque si trovi a vivere.
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| La mostra "Contrasti" si concludrà il 31 gennaio 2026.
CARLODORTA ARTSTUDIO/Gallery - Piazza Crati 14, 00199 Roma
+39 3280416111
carlo.dorta@fastwebnet.it -
www.carlodortaarte.it
MATILDE MANCINI: www.matildemancini.com - matildemancini_sculture
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Bruna Condoleo, storica dell'arte e del costume, saggista e curatrice di mostre e cataloghi d'arte
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