Dall’11 settembre al 25 ottobre 2026 il Mattatoio di Roma presenta nel Padiglione 9a la mostra “Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare” a cura di Giuseppe Appella, direzione artistica di Carla Cerati Modica, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti.
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Giuseppe Modica, Apparizione San Giovanni in Laterano, 2007, olio su tela, cm 185x228. ©
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Giuseppe Modica, Sguardo verso l'entroterra - Sole, 2025, olio su tavola, cm 120x80. ©
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Giuseppe Modica è uno dei più significativi rappresentanti della Nuova Metafisica, così definita dal critico d’arte Maurizio Fagiolo dell’Arco, un artista con un’attività di ricerca di oltre cinquant’anni e con un percorso espositivo di grande rilievo in gallerie private, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero. La mostra romana espone 40 opere di grandi dimensioni, realizzate tra il 1997 e il 2026. La pittura di Giuseppe Modica è fascinazione e turbamento e i suoi ateliers sono il luogo della creatività dove si celano visioni e misteri. La sintesi espressiva che appare evidente nelle sue opere si realizza attraverso un gusto geometrico che dona rigore e precisione alle forme e all’insieme. Non c’è movimento nelle sue tele, eppure la scena sembra in attesa di qualcosa o di qualcuno mentre il tempo appare sospeso. Gli interni senza presenze umane stupiscono, le sue stanze generano inquietudine come le finestre chiuse su ampi orizzonti, la realtà diviene apparizione onirica in cui si fondono luce e ombra, albe e tramonti sul mare. La visionarietà vince sulla realtà e il senso di solitudine si diffonde ovunque.
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Giuseppe Modica, Melanconia-frammenti, 2011, trittico olio su tavola, cm 150x225 ©
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Il titolo della mostra Il fuoco nel mare evoca il racconto siciliano che Leonardo Sciascia pubblicò nel 1975 in un libretto per bambini (Emme Edizioni) con le illustrazioni di Simone Sautier, e che dà il titolo alla raccolta postuma Il fuoco nel mare. Racconti dispersi (1947-1975), edita da Adelphi nel 2010, volume per il quale Roberto Calasso, direttore editoriale della casa editrice, scelse come emblema di copertina l'opera Palatino (2007) di Giuseppe Modica.Tra le pagine rivive la leggenda di Colapesce che, sceso nella profondità degli abissi, scoprì che la Sicilia era sorretta da tre colonne, una delle quali, sotto L'Etna, era consumata dal fuoco del vulcano. Il paradosso che mette insieme fuoco e acqua è lo stesso che regola il rapporto tra elementi contrastanti nella pittura di Modica: la luce e il buio, la luce naturale e quella artificiale, l’alba e il tramonto, il dentro e il fuori, la superficie e la profondità si compenetrano e ognuno dà forza all'altro.
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Giuseppe Modica, Mar melanconia, 2013/14, olio su tela, cm 100x120. © |
Una pittura complessa questa di Modica, che raggiunge attraverso un rigore matematico un’assoluta semplificazione. La mostra riunisce una serie di opere concatenate tra loro da elementi comuni, senza seguire un ordine cronologico, ma assecondando un’affinità interna, e pone in evidenza il fil rouge che le lega: il rapporto tra luce e buio, interno ed esterno, pieno e vuoto, superficie e profondità.
Come sottolinea il curatore Giuseppe Appella: “L’unità espressiva della pittura di Modica è nella profondità della sorpresa che le sue apparizioni ci riservano non lasciando nulla di vago, non cedendo mai a un contorno impreciso che ci distolga dalla convinzione che quella piazza noi l’abbiamo attraversata più volte, che quegli interminabili pavimenti colorati sono stati calpestati dai nostri piedi diretti verso il mare aperto, nel regno di fuoco che non fa cenere, lì dove anche oggi il sangue lascia tracce indelebili. Infatti, alle nostre immagini quotidiane risponde un’immagine mitica, noi ci specchiamo in essa e inattesa e silenziosa questa scivola negli angoli inesplorati della nostra coscienza, sveglia memorie sepolte, sogni dimenticati, miti senza tempo, simboli ancestrali, l’infinito e la fatalità.”
La mostra è realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l’Archivio Giuseppe Modica e nasce da un’idea di Ivana Della Portella, vicepresidente Azienda Speciale Palaexpo con delega al Mattatoio di Roma.
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Giuseppe Modica, Mare alto, 2020, olio su tela, cm 180x140.©
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Biografia breve
Giuseppe Modica nasce a Mazara del Vallo, Trapani, nel 1953; frequenta la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti a Firenze; nel 1989 vince il concorso per la cattedra di Pittura nelle Accademie di Belle Arti. Ha insegnato a Firenze, Palermo, Macerata, Bologna e a Roma dove vive e lavora dal 1987.
Modica è stato inserito da Maurizio Fagiolo dell’Arco fra i principali esponenti della pittura metafisica del secondo Novecento nella rassegna milanese “De Metaphisica” con Carlo Guarienti, Gianfranco Ferroni, Giulio Paolini, Claudio Bonichi, Bernardino Luino e Carlo Maria Mariani. Si sono occupati del suo lavoro: Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, Maurizio Fagiolo dell’Arco, Salvatore Settis, Giuseppe Appella, Gerd Lindner, Elena Pontiggia, Gabriele Simongini, Marcello Fagiolo dell’Arco, Claudio Strinati, Vittorio Sgarbi, Marco Goldin, Marcello Venturoli, Dario Micacchi, Carlo Fabrizio Carli, Roberto Gramiccia, per nominarne soltanto alcuni. Fra innumerevoli personali e rassegne museali si segnalano: 2025 Secondo Novecento in Sicilia, Galleria d’Arte Moderna, Palermo; 2024 Roma, Giuseppe Modica. Rotte mediterranee - visione circolare, mostra quale vincitore del Premio PAC del Ministero della Cultura con acquisizione di due opere per il Museo Hendrik Christian Andersen; 2023 Rocco Scotellaro “e la mia patria è dove l’erba trema”, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma; 2022 Schema and Trascendence al Zhejiang Art Museum di Hang Zhou; 2021, Giuseppe Modica Atelier 1990-2021, Museo Hendrik Christian Andersen, Roma; 2018, Light of memory, Accademia Nazionale Cinese di Pittura, Pechino; 2017, Atelier di Luce e di Memoria, Istituto Italiano di Cultura, Sidney, Ambasciata Italiana, Canberra e Istituto Italiano di Cultura, Melbourne, 2016 La mélancolie onirique de Giuseppe Modica, Galleria Sifrein, Parigi; 2014, La luce di Roma, Galleria La Nuova Pesa, Roma e moltissime altre mostre e prestigiosi premi.
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Giuseppe Modica, Luci della notte (inseguire la pittura), 2000, olio su tela, cm 210x185 © |
Ufficiostampa: Paola Saba paolasaba@paolasaba.it
Marina Turco, giornalista e scultrice
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