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Roma. Quino - Altan: MAFALDA & LA PIMPA
a cura della redazione

 


mafalda_pimpa_manifesto_hires1©

A Roma, fino all’11 luglio 2026, presso la Sala Dalí di Piazza Navona, le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali di Laa Pimpa si incontrano per la prima volta in un’unica esposizione realizzata da ARF! Festival e Instituto Cervantes di Roma, in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. Agenzia letteraria, rinnovando l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto di Roma.
All' inaugurazione della mostra, curata da Stefano Piccolo (53Keno) e Daniele Bonomo (Gud), é stato presente il Maestro Altan.
“Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti” è il filo invisibile che attraversa l’esposizione, dove Mafalda e La Pimpa, due protagoniste amatissime che hanno attraversato generazioni, generi e mode, si fronteggiano come due modi diversi e complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.


Da un lato Mafalda, la bambina dai capelli corvini creata da Quino, osserva il quotidiano con lucidità disarmante. Le sue domande sono semplici solo in apparenza, perché mettono in crisi la grammatica stessa del mondo adulto: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Anche nei dettagli più ordinari – come il suo celebre e ostinato rifiuto della minestra – emerge la sua insofferenza verso tutto ciò che appare ingiusto, imposto, conformista. Mafalda non consola e non addolcisce: Mafalda illumina.






strip_Mafalda_spa © 2026 eredi di Joaquín S. Lavado (Quino) ©







strip_Mafalda_ita © 2026 eredi di Joaquín S. Lavado (Quino


Dall’altro lato La Pimpa, nata dalla mano di Altan, abita un universo in cui la scoperta è continua, ma mai minacciosa. Il suo mondo è fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile. Anche quando si avventura nell’ignoto, la Pimpa torna sempre a casa da Armando, figura adulta rassicurante: qui l’infanzia non è una domanda aperta sul dolore del mondo, ma una possibilità di relazione e meraviglia. 
Ne nasce un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie. Due modi diversi di usare la semplicità come forma di verità.
Nate in contesti lontani, La Pimpa e Mafalda arrivano insieme a Roma in una mostra che invita a rileggere l’infanzia come punto di osservazione privilegiato sulla realtà; un dialogo tra poetiche e generazioni che conferma la capacità del fumetto di parlare a bambine e bambini, genitori, nonni, lettori di ieri e di oggi.






Pimpa_31_colore © Altan/Quipos S.r.l.






Pimpa_Armando © Altan/Quipos S.r.l.


Joaquín Salvador Lavado Tejón, nasce nella regione andina di Mendoza (Argentina) il 17 luglio 1932; fin dalla nascita viene però chiamato Quino per distinguerlo da suo zio, apprezzato pittore e grafico pubblicitario. A tredici anni si iscrive alla scuola di Belle Arti, ma nel 1949 l’abbandona per trasferirsi a Buenos Aires alla ricerca di una casa editrice: «Il giorno in cui pubblicarono la mia prima pagina» – ha detto ricordando il suo esordio sul settimanale di Buenos Aires Esto es, avvenuto nel 1954 – «trascorsi il momento più felice della mia vita!» Nel ’63 esce il suo primo libro umoristico, "Mundo Quino", che raccoglie le sue vignette mute, surreali e graffianti con il prologo di Miguel Brascó. Mafalda debutta il 29 settembre 1964 sul settimanale Primera Plana di Buenos Aires; dal ’65, con il passaggio del fumetto sulle pagine del quotidiano "El Mundo", inizia l’inarrestabile successo del personaggio, che varca i confini nazionali per conquistare il Sud America e dilagare poi in Europa. L’esordio italiano di Mafalda è del 1969: il libro Mafalda la contestataria viene pubblicato da Bompiani con la presentazione di "Umberto Eco", direttore della collana. Nel 1973, nonostante la fama mondiale, Quino decide di smettere di disegnare le strisce di Mafalda, scegliendo di dedicarsi esclusivamente alle sue tavole umoristiche; il suo celebre personaggio continua comunque a vivere attraverso ristampe e campagne sociali, anche per organizzazioni come l’UNICEF, la Croce Rossa spagnola o il Ministero per gli Affari Esteri della Repubblica Argentina. In occasione del Festival del Cinema Latinoamericano dell’Avana (Cuba), nel 1984 conosce il regista "Juan Padrón" con cui realizza la serie animata Quinoscopios e in seguito, nel 1993, anche 104 episodi dei cartoni animati di Mafalda (da 1 minuto di durata cadauno) che in Italia verranno trasmessi da Rai 2. Il 30 settembre del 2020 Quino si è spento all’età di 88 anni.

Quino ©
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Francesco Tullio Altan, semplicemente conosciuto come Altan, nasce a Treviso nel 1942, compie i primi studi prima a Bologna e poi a Venezia, dove frequenta la Facoltà di Architettura. Alla fine degli Anni ’60 è a Roma, dove lavora come scenografo e collabora anche per il cinema e la televisione come sceneggiatore. Le sue prime vignette e illustrazioni vengono pubblicate dal mensile Playmen. Trasferitosi a Rio de Janeiro, nel 1970 lavora nel cinema brasiliano, incontra sua moglie Mara e un anno dopo nasce sua figlia Kika. Nel ’74 inizia la collaborazione regolare come cartoonist con giornali italiani e, tornato in patria nel 1975, si stabilisce prima a Milano e poi ad Aquileia, dove vive tuttora. È proprio in questo anno che (grazie al gioco del disegno con sua figlia Kika) nasce la Pimpa; presentata inizialmente sul Corriere dei Piccoli e poi dal 1987 su un mensile tutto suo, la Pimpa diverrà anche protagonista di alcune serie a cartoni animati  trasmesse dalla Rai e vincitrici del premio “Cartoons on the Bay”; Altan stesso dirigerà poi una terza serie trasmessa nel 2010 su Rai Yo Yo. Oltre alla Pimpa ha realizzato altri personaggi per bambini, come Kika e Kamillo Kromo. È comunque già dal ’74 che i suoi primi fumetti per adulti (come Trino e Ada) appaiono su Linus, rivista con cui collabora per tanti anni. Dal 1977 ha pubblicato numerosi libri e romanzi a fumetti; a partire dal 1992 ha illustrato tutta la serie dei romanzi e racconti di Gianni Rodari (Einaudi Ragazzi); nel 2001 vince il Premio È giornalismo, assegnatogli da Giorgio Bocca ed Enzo Biagi «perché le sue vignette, con una capacità di informazione e una sintesi straordinarie, assumono un’importanza non inferiore a un articolo di fondo.» Nel 2019 gli viene dedicato dal regista Stefano Consiglio il documentario "Mi chiamo Altan e faccio vignette, premiato al Torino film Festival 2019. Molti libri di Altan sono stati tradotti e pubblicati in Giappone, Francia, Spagna, Argentina e Portogallo.
Oltre alle storie a fumetti e ai cartoni animati, la Pimpa è stata anche protagonista di più spettacoli teatrali.
La mostra Mafalda & La Pimpa, realizzata da ARF! Festival e Instituto Cervantes di Roma, esposta presso la Sala Dalí di Piazza Navona, terminerà l’11 luglio 2026. (Cs)

Ufficiostampa: Paola Saba; paolasaba@paolasaba.it
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