Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XXI - n.89 - Ottobre - dicembre 2026
GALLERIE IN RETE 

Portogruaro. LUIGI RUSSOLO. Rumorcolori

a cura dela redazione


La mostra Luigi Russolo. Rumorcolori, ospitata presso il Palazzo Vescovile di Portogruaro (VE) dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, curata da Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso, attraverso 80 di opere tra oli, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, oltre a una fondamentale serie di documenti, ripercorre l'intero cammino artistico del futurista nato proprio a Portogruaro e morto 80 anni fa. L'esposizione, promossa, organizzata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, con delega anche agli Anniversari di Interesse Nazionale, dalla Città di Portogruaro – Assessorato alla Cultura, della "Città Metropolitana di Venezia e con il Patrocinio "Regione del Veneto", si inaugura sabato 17 ottobre 2026. Fra i prestiti di notevole importanza museale si segnalano Autoritratto con teschi del 1908 e Lampi del 1910. Così il curatore Gabriele Simongini chiarisce nel catalogo: "Ancora oggi il meno noto e il più ingiustamente sottovalutato fra i fondatori del Futurismo è Luigi Russolo, pittore, musicista, compositore, inventore degli Intonarumori e filosofo. Eppure, a guardare bene il suo multiforme percorso nell'ambito del movimento marinettiano, Russolo è forse il più sperimentatore in senso ampio, polifonico, avendo creato una sorta di personale intercodice che abbatte i confini fra discipline diverse e che nasce dall'osmosi fra pittura, musica, filosofia, invenzione tecnica".







Impressioni di bombardamento (Shrapnels e granate), 1926, olio su tela, 102x136 cm, Collezione del Comune di Portogruaro, Foto di Paolo Toffoli. ©


E continua Se una delle qualità più importanti del Futurismo fu quella di creare una osmosi fra i vari linguaggi artistici in modo tale da abbattere le barriere disciplinari, proprio Russolo è uno dei massimi protagonisti di questa compenetrazione non solo fra musica e pittura ma anche con la letteratura, visto che nel suo manifesto "L'arte dei rumori" (1913) stabilisce uno stretto legame fra il suo "suono-rumore"e le parole in libertà marinettiane (.. ). il futurista che meglio ha incarnato l'assunto marinettian osecondo cui il principio assoluto del Futurismo è il divenire continuo (G. Simongini). Russolo, nato da Domenico, orologiaio, organista, ancora giovanissimo lascia il borgo medievale della sua città per approdare a Milano, dove frequenta gli studi degli artisti di tendenza simbolista e divisionista. Si avvicina allora alla tecnica incisoria e, tra il 1908 e il 1913, realizza una serie di acqueforti influenzate prima da inquietudini simboliste, poi dalle tematiche futuriste testimoniate in mostra, ad esempio, dalla figura seducente e vampirica della Donna pipistrello (1907). L'artista si avvicina poi al Futurismo e nel 1910 firma, insieme agli altri protagonisti del movimento, il Manifesto dei pittori e il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nelle opere di Russolo, la luce, il colore e la forma diventano strumenti per esprimere l'energia e la vibrazione di una realtà in trasformazione dinamica.






La musica, 1911, olio su tela, 224x145 cm, Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra ©



Il titolo della mostra "Rumorcolori" richiama questa particolare dimensione della sua ricerca: il colore non è soltanto materia visiva, ma sembra acquistare una propria intensità sonora, mentre il rumore può essere percepito come una forma di colore, di movimento e di energia. Del 1911 è La musica , il "dipinto che contiene in sé la sua poetica visionaria ed esprime il concetto di arte sinestetica, coniugando assieme pittura, esoterismo, musica e movimento, alludendo all'esistenza di un suono visivo, come se si potesse vedere e disegnare la musica seguendo la traccia di una scomposizione dinamica di un'eterea chiave di violino avvolta in una nebulosa." (G. A. Pautasso). Il passaggio dalla pittura alla sperimentazione sonora rappresenta uno dei momenti più rivoluzionari del percorso di Russolo. Nel 1913, con la pubblicazione del manifesto L'arte dei rumori, l'artista elabora una nuova concezione della musica, fondata sull'idea che il mondo moderno abbia prodotto una ricchezza di suoni destinata a trasformare radicalmente l'esperienza estetica: "Nel diciannovesimo secolo, coll'invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini [...]. Il rumore è quindi famigliare al nostro orecchio e ha il potere di richiamarci immediatamente alla vita stessa.".





Insieme di Intonarumori, ricostruzione di Pietro Verardo. ©






L'artista però non si limita a registrare o imitare i suoni della realtà: propone di organizzarli, trasformarli e utilizzarli come elementi di una nuova composizione musicale. Per dare forma concreta alle proprie idee, progetta e costruisce gli Intonarumori, strumenti destinati a produrre differenti tipologie di rumore che non sono semplici strumenti per imitare la realtà, ma veri e propri dispositivi di ricerca per costruire un nuovo linguaggio musicale contemporaneo. Le sue sperimentazioni anticipano importanti sviluppi della musica del Novecento, dalla musica concreta alla musica elettronica, fino alle più recenti esperienze di sound art. Eccezionalmente in mostra ed esposta per la prima volta in Veneto nel suo insieme, la ricostruzione di Pietro Verardo del 1977 degli Intonarumori, andati distrutti nel 1943 sotto le bombe del conflitto. Russolo partecipa alla guerra, in tempo di pace espone a diverse Biennali veneziane e dopo essersi trasferito nel 1932 in Spagna, a Tarragona, torna in Italia e si stabilisce a Cerro sul lago Maggiore. Affascinato dalla bellezza della natura comincia a creare un ciclo di paesaggi, ben rappresentati in mostra come "I tre pini" .





I tre pini (controluce), 1944, olio su tela, 80x95 cm, Collezione del Comune di Portogruaro, Foto di Paolo Toffoli. ©





"I titoli parlano da soli e inquadrano l'occhio irregolare dell'artista che coglie il mistero della Natura e lo fissa sulla tela dando ai paesaggi una nuova luce: la luminosità ignota di un altro mondo." (G. A. Pautasso).
Una curiosità: in mostra viene ricostruita la camera da letto di Luigi Russolo con mobili che potrebbero essere stati disegnati dall'artista stesso, che muore a Cerro di Laveno, sessantaduenne, il 4 febbraio 1947. Il catalogo della mostra pubblicato da Moebius contiene i saggi dei curatori Gabriele Simongini e Guido Andrea Pautasso, e i testi di Christopher Adams, Roberta Cremoncini, Diego A. Collovini, Emanuela Ortis, PietroVerardo, Federico Zanoner, oltre alle riproduzioni delle opere esposte. Main sponsor della mostra è Generali con Valore Cultura 10.
La mostra si concluderà il 28 febbraio 2027.

Autoritratto, 1944, olio su tavola, 37,5x30 cm, Collezione del Comune di Portogruaro, Foto di Paolo Toffoli©



Info: "Luigi Russolo. Rumorcolori".
Sede: Portogruaro (VE), Palazzo Vescovile, Via Seminario, 19 (30026)
Periodo: 18 ottobre 2026 – 28 febbraio 2027
A cura di: Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso.
Catalogo: Moebius
Ufficio Stampa: Paola Saba, +39 338 4466199, paolasaba@paolasaba.it







E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright