Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Gen./feb. 2006, n. 1
ARTinFORMA 

NOTIZIE E CURIOSITA'

I libri scelti per voi
di Irene Tedesco















 




Marino Niola "Il presepe",    l'Ancora del Mediterraneo, 2005, pp. 112, 15 euro.

Arriva il Natale e via S. Gregorio Armeno, a Napoli, diviene impraticabile tanto che appare il cartello che indica il senso unico di percorrenza della suggestiva strada, posta nel cuore antico della città. Qui si trovano i presepi tutto l'anno, ma non tutti sanno che dietro i pastori, gli animali ed il trionfo barocco di provole, caciotte, cannolicchi e ancine , si nasconde un fenomeno storico – antropologico di antichissima origine. Con Il Presepe di Marino Niola, il “giocattolo rituale” scopre la sua simbologia: l'immagine, infatti, è portatrice di grandi trasformazioni sociali e culturali, in quanto presuppone la moderna divisione del lavoro, la parcellizzazione di funzioni e di unità produttive. Nello sfondo, l'emergere della borghesia legata al culto del ricco presepe. Splendide fotografie dei pastori dei fratelli Scuotto, fornitori ufficiali della Casa Reale di Madrid a commentare questa “scenografia di un sogno”.














 

Stefano Causa "Il sale nella ferita. Antico e moderno nell'officina di Longhi", Arte tipografica, 2001, 15,45 euro.

Un saggio che ripercorre la vita di Roberto Longhi, esimio storico dell'arte, su un sottofondo di musica jazz , che tanto piace al suo autore, lo storico Stefano Causa. Un atto d'amore per il maestro che per primo ha riportato alla luce figure di artisti scivolati via dal serbatoio della memoria storico-critica e per dimostrare attraverso stralci di articoli, riflessioni e disegni come l'interesse per l'arte del suo tempo fosse vivo in Longhi, nonostante egli sentisse “rimproverare a ‘Paragone' una certa noncuranza o, quasi, insofferenza per l'arte moderna e contemporanea…”.

Ne Il sale nella ferita. Antico e moderno nell'officina di Longhi , Causa dispiega come in un romanzo, la figura dello storico conoscitore, lo scrittore prolifico dal tratto arguto, ma anche la difficoltà per alcuni della sua cerchia più stretta - come Francesco Arcangeli -, ad avvicinarsi a quanto di esplosivo stava accadendo nel panorama italiano negli anni '50 - '60, con artisti come Burri, Fontana e Capogrossi, nel passaggio dal figurativo all'Informale (Arte tipografica, 15,45 euro).













 

"Lavorare nei musei" , Alessandra Mottola Molfino, Cristiana Morigi Govi.
Ed. Umberto Allemandi & C., 2004, pp. 143, euro 17,50.

Grandi tele appese alle pareti, installazioni che pendono dal soffitto, sequenze di video che scorrono sulle pareti. Quando visitiamo un museo o una mostra questi aspetti catturano il nostro interesse, spesso senza tener conto di tutto il lavoro e il criterio organizzativo che ha portato ad una soluzione piuttosto che ad un'altra. Con Lavorare nei musei di Alessandra Mottola Molfino e Cristiana Morigi Govi, il campo dell'arte è battuto dalla parte di chi si occupa di museografia , la scienza della dimensione progettuale di uno spazio espositivo. Si va dall' illustrazione delle tecniche per organizzare una sezione museale, ai modi di inventariare, fotografare, restaurare, fino ai 17 suggerimenti per allestire una mostra. Il libro, inoltre, presenta un'interessante sezione sui temi della valorizzazione, della tutela del Patrimonio artistico, delle divisioni di competenze tra Stato e Regioni.














 

Antonio Forcellino "Michelangelo, una vita inquieta",
Laterza, 2005, pp. 472, 20 euro.

Il volto squadrato di Charlton Heston, con la fronte macchiata dalle gocce di colore, cadute dal soffitto della Cappella Sistina, l'espressione “non finito” usata fino alla saturazione, i sonetti volti dal maschile al femminile dal nipote dell'artista, per mascherare l' identità sessuale del più famoso zio… Sulla figura di Michelangelo Buonarroti la tradizione fiorentina e la storiografia romantica hanno costruito un'aura mitica, trasformando l'uomo in genio isolato dalla realtà sociale e dalla vita quotidiana. La scrittura di Antonio Forcellino, storico dell'arte e restauratore, che non cessa mai di essere agile, nonostante il libro sia piuttosto corposo, mostra invece l'aspetto umano dell'artista di Caprese, con le sue fragilità, i suoi difetti, le sue ansie, la sua religiosità. I documenti, le illustrazioni, i diagrammi delle giornate di lavoro ad affresco, le tavole di confronto ripercorrono la sua lunga vita da esule, mentre l'esperienza di restauro attuata da Forcellino sul Mosè di San Pietro in Vincoli propone ai più un sistema di lettura inedito del genio toscano.
















M. Paladino: acquerello















M. Paladino: acquerello

 




"Quijote: una mostra, un film, un libro." a cura di N. Spinosa e A. Tecce,
Electa, 2005 pp. 173, 50 euro.

Don Chisciotte, Dulcinea, Sancio Panza sono i protagonisti del celebre romanzo di Miguel de Cervantes y Saavedra che campeggiano nei cartoncini degli acquerelli e nelle incisioni realizzate da Mimmo Paladino, in occasione del 400° anniversario della pubblicazione del Quijote . Il progetto comprende un Libro d'Artista in 120 esemplari, intitolato Don Chisciotte con più di 60 incisioni tra acqueforti, acquetinte e collage che dialogano con i versi del poeta ligure Giuseppe Conte, ed inoltre una nuova edizione del romanzo di Cervantes, presentata da Editalia, nella traduzione di Alfredo Giannini, accompagnata da 150 riproduzioni di acquerelli.
I tratti delicati degli acquerelli che illustrano il libro di Paladino, tutti imperniati sui colori dell'azzurro, del marrone e del verde, mostrano disinteresse nel mantenere i riferimenti narrativi del romanzo seicentesco; piuttosto l'artista di Paduli ha tradotto il testo di Cervantes in un lessico pittorico dai segni sintetici, ma di grandi potenzialità evocative, cui ci ha abituati a partire dai suoi dipinti dei primi anni '80, quando nell'originale passaggio dalla pittura concettuale alla figurazione della Transavanguardia , ha reso le figure esili e allungate, protagoniste di un mondo attuale che affonda però le radici nell'arte sannita del proprio territorio d'origine.
Celebrando l'eroe spagnolo, paladino di un sogno utopico, il discorso si è esteso anche ad un film, recitato da artisti famosi (come Cucchi, Dalla e Mimmo Cuticchio, puparo palermitano) nel Teatro di Castel Sant'Elmo , nonchè ad una mostra, visibile nelle nuove sale del Museo di Capodimonte, a Napoli, fino al 5 febbraio prossimo.

Per informazioni: tel/fax 06-4825370 e-mail: maria.bonmassar@tiscali.it