Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Gen./feb. 2006, n. 1
ARTinFORMA 

N
OTIZIE e CURIOSITA'


Le mostre
di Artemisia e di Serena Pagano




in Italia












V. Venturi, Pinocchio - bronzo 1980 Arezzo


Le mostre di Artemisia:


Impronte di materia


A Roma, una mostra dedicata a Venturino Venturi, nella suggestiva cornice dell'ex carcere del complesso di S. Michele a Ripa, vuole rendere omaggio alla sensibilità artistica dello scultore e pittore valdarnese, considerato da Carlo Ludovico Raggianti artista capace di spaziare con identica e genuina capacità fantastica da esperienze figurative a raffinate soluzioni astratte. L'evento romano, che proseguirà a Pisa ed a S. Giovanni Valdarno, fino al luglio prossimo, espone opere prodotte dall'immediato dopoguerra alla metà degli anni ‘80, in cui emerge la variegata produzione di Venturino, dalle sculture ai monotipi, rivelatrice di una ricerca mai paga sui materiali, sulle tecniche grafiche e sulle forme. Figure biomorfe e geometriche, motivi ripresi dal neoplasticismo di Mondrian ed immagini astratte, desunte dal vocabolario stilistico delle avanguardie storiche, si affiancano ad opere di gusto figurativo, con particolare attenzione alla figura di Pinocchio, per il cui monumento a Collodi l'artista si era impegnato a lungo negli anni ‘50. Benché la sua generosa attività si sia esplicata attorno a temi diversi (ritratti, maternità), come testimonia il Museo che gli ha dedicato Loro Ciuffenna, paese natale per cui lo scultore ha realizzato nel '79 il Monumento alla Resistenza, la mostra pone l'accento sulla cultura grafica di Venturino, in cui trova ampio respiro l'assenza di figuratività, sempre sostenuta da una sofferta umanità, oltre che da eleganza formale.

“Impronte di materia”. Venturino Venturi: matrici, monotipi, disegni e sculture dal 1948 al 1986.
Roma, Complesso di S. Michele a Ripa, fino al 26 febbraio 2006
danielaruzze@tiscali.it
 










Matrice lignea, recto - 1948



Matrice lignea, verso - 1948










H.Britton: stagno 2002 (spilla: plastica, argento, pittura). Australia




Gioie di artiste

A Padova , nel cinquecentesco Oratorio di S. Rocco, per la seconda edizione di “ Pensieri Preziosi 2 ” sono esposti gioielli creati da 8 giovani artiste italiane, europee, australiane e giapponesi. Non consueti gioielli d'oro e pietre preziose, ma “oggetti” scaturiti da un'inventiva che si propone come alternativa moderna alla tradizione consolidata dell'oreficeria classica. Pur non rifiutando i suggerimenti del passato illustre, le giovani orafe creano forme anticonformiste, a partire dai materiali innovativi ed antitecnologici, per produrre gioie, piccole sculture, “cose” artistiche assolutamente autonome, originali ed uniche.
I materiali usati spaziano dal legno bruciato, all'acciaio, al ferro, esprimendo nelle forme inedite sapienza tecnica, professionalità e fantasia immaginativa. La rassegna, infine, vuole proporsi, al di là delle specifiche caratteristiche individuali, legate alla cultura delle diverse nazioni da cui le artiste provengono, come linguaggio universale capace di unificare tradizioni tanto diverse, ma pur sempre finalizzate a comunicare idee ed emozioni. La mostra è curata da Mirella Cisotto ed è stata presentata dal celebre artista orafo torinese, Bruno Martinazzi.


"Pensieri Preziosi 2" - Gioielli senza confini - Oratorio di S. Rocco, Via S. Lucia, Padova. Fino al 26 febbraio 2006
Per informazioni: 049/8204539
e-mail: serviziomostre@comune.padova.it ;
moretti@comune.padova.it
 








A. Semeraro: 2 cubi, anello legno bruciato. Italia




Genialità e sregolatezza

A Crotone, nella sede del Museo Archeologico di Capo Colonna, aperto con questo evento, si è inaugurata ”Mario Schifano- Deserts”, tappa italiana di una mostra itinerante che proseguirà in primavera in Egitto, a Doha e a Dubai. Sono esposte 10 tele monumentali dell'artista nato in Libia, ad Holms nel '34 e vissuto a Roma, dipinte nel '84 per il Royal Center di Amman del Re Hussein di Giordania, tutte imperniate sulla tematica del deserto, luogo delle origini del pittore, e realizzate con smalti, sabbie e terre. L'opera di Schifano, di cui si sono occupati fin dagli anni '60 critici famosi, come M. Calvesi, M. Fagiolo e C. B . Oliva, partita da inizi informali, affascinata dalla Pop Art e poi sviluppatasi sulle originali suggestioni provenienti dal mondo dei mass-media e della televisione, rivela in questa esposizione la fascinazione che il deserto ha prodotto nella geniale immaginazione del tormentato artista, morto nel 1998. Deserto come distesa viva ed in divenire, non arido mare del nulla, che fiorisce nelle oasi e si vivifica di colori smaglianti e di sogni misteriosi e millenari. Non solo, quindi, territorio di memorie infantili, ma metafora profonda ed enigmatica di vita e di morte, tradotta da una passionalità artistica tra le più singolari e contraddittorie dell'arte contemporanea. Il catalogo della mostra, curata da Monica Bei Schifano, moglie dell'artista, è presentato da Achille Bonito Oliva

Mario Schifano - Deserts - Museo Archeologico di Crotone, Capo Colonna (Cz). Fino al 31 gennaio 2006
Per informazioni: 06/4825370 e-mail: maria.bonmassar@tiscali.it
ufficiostampa@novellamirri.191.it




 


M. Schifano:
"Notte e deserto", 1984



M. Schifano:"Miraggio", 1984

Capolavori di Arte Cicladica

A prima vista parrebbero opere d'arte contemporanea, se non fosse per quel fascino inafferrabile che soltanto le creazioni primitive posseggono: sono i capolavori dell'arte cicladica, giunti per la prima volta in Italia, a Roma, dai Musei ateniesi, a mostrare l'eccezionale fioritura artistica dei popoli dell'Egeo nell'età neolitica (3200/200 a. C.). Si tratta di 40 sculture in marmo cristallino di Paro e di Nasso, figure femminili e maschili, scolpite con essenzialità e rigore geometrico, che offrono immagini di enigmatica bellezza. L'astrazione delle forme, la levigatezza del materiale, la ieraticità degli idoli, ritratti con gli attributi della fecondità, ci riconducono all'aspetto propiziatorio e religioso che è alla base di queste primordiali espressioni figurative. Più importante della verosimiglianza della figura umana, è l'Idea, assoluta e perfetta da cui tutto promana, modello ideale attraverso il quale l'artista preistorico cerca un rapporto con il soprannaturale, che, secondo la concezione primitiva, domina la realtà. Questi piccoli idoli, ritrovati sia nelle sepolture, sia nei luoghi rituali, sono stati classificati in due categorie, a seconda della loro forma: a “violino”, per le fattezze fortemente schematiche e “canonical”, per un gusto naturalistico più spiccato.

L'evento straordinario, promosso dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dalla Sovraintendenza, in collaborazione con il Ministero della Cultura Ellenica, è stato curato da Nicholas Chr. Stampolidis, Direttore del Museo d'Arte Cicladica e testimonia la ricchezza iconografica del mondo antico, che anticipa di millenni soluzioni formali e concettuali di artisti del ‘900, come Brancusi, Ray, Arp, Moore, Picasso..

Cicladi: Capolavori di una Civiltà Egea. Roma, Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, Sala degli Orazi e Curiazi. Fino al 26 febbraio 2006. www.museicapitolini.org .



 



Idoletto a forma di violino
Periodo Cicladico Antico I
Atene - Museo Arte Cicladica


Idoletto femminile in marmo
Periodo Cicladico Antico II
Atene - Museo Arte Cicladica

all'estero


La moda al maschile

A Parigi , il Museo della Moda e del Tessile ha scelto di festeggiare un secolo dalla sua apertura con un'esposizione interamente dedicata all'abbigliamento maschile, dal ‘600 ai nostri giorni.
La mostra “L'homme paré” espone 300 costumi ed accessori, di inestimabile valore storico-antropologico ed artigianale, provenienti dal Museo parigino e da prestatori privati, francesi e non, che mettono in luce la fluttuazione della moda dal regno di Re Sole, Luigi XIV, ad oggi, ripercorrendo l'evoluzione dell'abito “alla francese”, composto da un justaucorps (giubba), da una veste (panciotto) e da culottes ( pantaloni corti). Questo completo maschile, pur modificatosi nel corso dei secoli fino all'inizio dell'800, ha avuto sempre una costante: la fastosità dell'ornamento, molto più dell'abito femminile. Per capire il motivo di questa maggiore attenzione dell'abbigliamento dell'uomo alla ricchezza decorativa, basti pensare alle specie animali, a dimorfismo sessuale marcato, dove “è il maschio” a possedere gli attributi naturali (bargigli, penne, colori etc) atti ad impressionare i rivali ed a sedurre la femmina! Benchè negli ultimi 15 anni alcuni stilisti francesi (J. P. Gaultier, T. Mugler) abbiano ridato importanza all'ornamento nell'abito maschile, dopo due secoli di sobrietà, tuttavia l'uomo occidentale moderno può scegliere tra le due tendenze parallele: il formalismo e la fantasia, senza pregiudizio alcuno.

La mostra, curata da Jean Paul Léclercq, conservatore del Museo ed allestita dallo scenografo J. Francois Dingjian, è ospitata presso la sezione “Les Arts Decoratifs”.

L'homme paré- Musée de la Mode e du Textile - 107 rue de Rivoli-75001 Paris. Fino al 30 aprile 2006
Tel : 33 1 44555878 – fax 33 1 44555793
e-mail: presse@lesartsdecoratifs.fr   sito: www.lesartsdecoratifs.fr

 









Manifesto della mostra. Parigi

















Lorenzo Viani: La guerra, 1917-18, olio su cartone


Le mostre di Serena Pagano:


La Grande Guerra degli artisti


La Grande Guerra degli artisti è il titolo della mostra ospitata nel Museo Marino Marini di Firenze, in occasione del novantesimo anniversario dell'intervento italiano nella Prima Guerra Mondiale. Un'opportunità per rivivere, attraverso le 150 opere esposte, i sentimenti contrastanti degli artisti che, direttamente o indirettamente, ne furono coinvolti. All'interventismo, vigorosamente sostenuto dai futuristi Filippo Tommaso Marinetti e Giacomo Balla, replicano immagini antieroiche, tra cui quelle di Lorenzo Viani, pittore toscano influenzato dall'espressionismo tedesco, e del sardo Mario Sironi, il più originale artista di “Novecento”, acute riflessioni nate nella precarietà della vita al fronte. Un divario enorme separa le opere degli artisti dalla propaganda di manifesti e giornali, fra cui, unica voce dissonante, si solleva la satira graffiante di Scalarini.
Completa la mostra, curata da un comitato scientifico di grande prestigio, una sezione dedicata al “mito” della guerra, dei suoi martiri ed eroi, per comprendere che non siamo, forse, così diversi da allora...

" La Grande Guerra degli artisti. Propaganda e iconografia bellica in Italia negli anni della Prima Guerra Mondiale "
Museo Marino Marini, piazza San Pancrazio, Firenze.
Fino al 25 marzo 2006
Per informazioni: tel. 055/ 219432 fax 055/289510
cristina.pariset@libero.it
 










Giuseppe Scalarini: Quante bocche intorno alla bocca del cannone, 1915



La riproduzione in capo alla pagina è l'autoritratto di Artemisia Gentileschi, disegnato dalla restauratrice Francesca Secchi