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Eugenio Riccòmini, A caccia di farfalle, Manuale semplice e breve per guardar quadri e sculture senza complessi di inferiorità.
Zanichelli, 2005, pp. 192, 26,00 euro.
Cos'è un' opera d'arte? Perché alcune mostre attirano una moltitudine di visitatori, mentre il museo di fianco è vuoto? Come spiegare la qualità che contraddistingue un dipinto da un altro? Eugenio Riccòmini, storico d'arte, non pretende di risolvere l'arcano, ma senza astrusi filosofismi, guida il lettore attraverso un viaggio fantastico, lungo un percorso in cui l'inventiva e i piccoli francobolli con le immagini a bordo testo, sono utilissimi mezzi di conforto. L'autore parte da quelli che chiama “scarabocchi”, ossia gli schizzi di Villard de Honnecourt, architetto francese attivo intorno al 1230, per spaziare nel fitto campo dell'arte, popolato da artisti rimasti anonimi, come l'autore ateniese dell'anfora del Dyplon (760-750 a. C.), per giungere in epoca più moderna a quella “godibile casualità” nell'impasto dei colori di Tiziano e Velàzquez. Il lessico di Riccòmini attinge al parlar quotidiano rendendo veloce la comprensione delle tecniche utilizzate dagli artisti.
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Vittorio Sgarbi, Andrea Palladio. La luce della ragione , con dvd allegato La luce della ragione di Elisabetta Sgarbi.
Rizzoli libri illustrati, 2004, pp. 167, 22 euro.
Se con un battello scendessimo lungo le rive del fiume Brenta, nella pianura padana, potremmo ammirare alcune delle pregevoli ville ideate dall'architetto Andrea Palladio nel Cinquecento.
Vittorio Sgarbi ci conduce nella storia dell'illustre artifex vicentino e nel particolare sistema abitativo sviluppatosi soprattutto nel XVI sec. Le ville divennero, infatti, luogo di rifugio dei ricchi funzionari della Repubblica di Venezia, che cercavano nella campagna la sede per il loro otium intellettuale e per la coltivazione dei campi. Dalle prime ville, come la Pojana, con un esplicito richiamo al Bramante di S. Maria delle Grazie a Milano, a quelle più note: la Barbaro, impreziosita dagli affreschi del Veronese; la Foscari detta La Malcontenta , La Rotonda, imperniata sullo spazio centrale sormontato da una cupola.
L'architettura di Palladio non è mai ripetitiva, ma continuamente ripensata sull'antico – come si legge nelle pagine del suo trattato “I quattro libri dell'architettura” (1570) -, che viene reinventato con moduli compositivi originali, visibili anche nelle ville Angarano, Zeno, Barbini, che versano in un precario stato conservativo. Infine, altre due dettagliate sezioni sono dedicate a villa Trissino - rimasta incompiuta -, e alla Valmarana, dalle caratteristiche figure grottesche poste sulla cinta muraria, ad opera di un seguace del Palladio.
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Dominique Fernandez, La corsa all'abisso , ed. Colonnese, 2005, pp. 474, 22 euro
“Moro, lasso, al mio duolo/e chi mi può dar morte/ahi, che non vuol darmi aita! O dolorosa sorte, chi dar morte mi può, ahi, mi dà vita!”: emblematico madrigale ascoltato da Michelangelo Merisi da Caravaggio in casa del principe Gesualdo da Venosa, in una notte immaginata da Dominique Fernandez, l'autore di questa biografia sul grande pittore lombardo, tinta di mistero. Caravaggio racconta in prima persona la sua vita, le sue pulsioni, gli incontri, la ricerca artistica iniziata presso la bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, proseguita tra Roma - nel circolo del cardinale del Monte prima, e di Scipione Borghese poi, per cui realizza diverse opere, tra cui il S. Girolamo scrivente , datato al 1606 -, e Napoli. Qui, tra le opere sopravvissute alla dispersione e agli incendi, dipinge la tela “Le Opere della Misericordia”, in cui l'artista raggiunge la sintesi perfetta tra ricerca luministica e costruzione spaziale. Infine il termine del suo viaggio nell'irrequieto zigzagare tra Malta e la Sicilia e la morte, ancora circonfusa di mistero, avvenuta sul litorale di Porto Ercole, il 18 luglio del 1610.
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Lea Vergine, L'altra metà dell'avanguardia 1910-1940. Pittrici, scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche.
Il Saggiatore, 2005, pp. 404, 49 euro
Le Avanguardie , sostantivo femminile plurale. Caratteristica spesso dimenticata dai testi che si occupano del periodo 1910 – ‘40, in cui sorsero diverse correnti artistiche, rivoluzionarie nei concetti e nella tecnica esecutiva delle opere d'arte, portatrici di un valore - la libertà d'espressione -, difeso in un momento storico complesso, attraversato da due guerre mondiali.
Lea Vergine, studiosa d'arte contemporanea, cura nel 1980 la mostra L'altra metà dell'avanguardia a Milano. Questa ristampa è ancora oggi il passaggio più aggiornato per conoscere le opere e i destini delle donne, spesso compagne di nomi divenuti più famosi, che giunsero a risultati qualitativamente alti, come Edita, moglie di Mario Broglio, direttore della rivista Valori Plastici , che per sminuire la propria professionalità nei confronti del marito, firma le proprie opere con lo pseudonimo di Rocco Canea. Marthe Tour–Donas, prima pittrice astratta del ‘900, e ancora Regina, classe 1894, autrice di leggere aereosculture futuriste in latta e plexiglas. Der Blaue Reiter, Cubismo, Verticismo , Dadaismo , Bauhaus , Nuova oggettività , Surrealismo : mentre queste avanguardie riscuotevano credibilità sociale, le loro protagoniste femminili venivano lentamente emarginate. Con questo appassionato lavoro della Vergine si rende finalmente giustizia alla verità!
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Alberta Campitelli, Verdi delizie. Le ville, i giardini e i parchi storici del Comune di Roma De Luca edizioni d'arte, 2005, pp. 240, 31 euro.
Alberta Campitelli, Villa Borghese. Storia e gestione , Skira, 2005, pp. 312, 35 euro.
Amici romani e visitatori dell'antica Città, quante volte vi siete affacciati dal Belvedere del Pincio , o avete fatto una passeggiata nei giardini di V illa Borghese ? Sono i luoghi più noti, ma non gli unici, di una Capitale che possiede un patrimonio verde vastissimo, uno dei maggiori d'Europa, diversificato tipologicamente e storicamente. Attraverso una “guida” particolare, “Verdi delizie”, curata da Alberta Campitelli, R esponsabile delle Ville e dei Parchi Storici della Sovraintendenza Comunale, scopriamo ben quarantuno complessi di proprietà comunale, tra dimore storiche, ricolme di capolavori, come Villa Pamphilj e Villa Torlonia , o ville nobiliari meno note, come la Mazzanti e il Giardino degli Aranci , ma ugualmente affascinanti . Ogni luogo di delizie è accompagnato da una scheda tecnica, arricchita da notizie inedite.
Ma un parco è anche un organismo vivo, da curare e preservare: a questo scopo è nato il secondo volume, “ Villa Borghese”, sempre a cura della Campitelli , che fa il punto della situazione sugli interventi di recupero effettuati dal 1993 al 2003, approfondendo due tematiche: la storia del cosiddetto “parco dei musei”, attraverso i suoi 80 ettari di giardini pregiati, boschetti, fontane, gallerie d'arte prestigiose, sculture e 18 piccole fabbriche, e la gestione della Villa, impareggiabile scrigno d'arte e natura, liberata dal degrado in cui versava. La Galleria Nazionale d'arte Moderna, la Galleria Borghese con i suoi capolavori universali, Villa Giulia ed il patrimonio archeologico etrusco sono, infatti, gioielli da custodire gelosamente.
Notizie doviziose, linguaggio chiaro e splendide immagini fanno di questi due volumi un supporto prezioso per guardare con occhi più consapevoli un bene artistico ed ambientale cui purtroppo sembriamo talvolta assuefatti.
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Salvatore Carrubba – Flavio Caroli, L'arte della libertà. Temeraria mappa liberale illustrata involontariamente da 50 artisti. Mondadori, 2004, pp. 275, 25 euro.
Ogni volta che compiamo una scelta, esprimiamo la nostra opinione, ascoltiamo una sentenza, meditiamo all'interno di una chiesa o davanti alle pagine di un testo di filosofia; e quando manifestiamo in strada il nostro dissenso da cittadini, magari sotto le bandiere di un sindacato, alcuni di noi inconsapevolmente – ma non tutti! – mettono in pratica i concetti cari al liberalismo. Questa dottrina filosofica, nata in Europa nel Settecento, si può facilmente comprendere nel volume scritto a quattro mani da un giornalista, Salvatore Carrubba e da Flavio Caroli, storico dell'arte, attraverso cinquanta schede concettuali e altrettanti capolavori dell'arte. I dipinti e le sculture scelti illustrano involontariamente , come è affermato dal titolo, temi nati con l'uomo durante il suo processo di crescita come “animale politico”, e che talvolta risultano più vicini a noi di quanto si pensi, come dimostra la scheda sull' ironia , sapientemente accostata al Ritratto d'uomo di Antonello da Messina o quella sull' ambiente , termine sostitutivo di natura , con il Viandante sul mare di nebbia di Caspar D. Friedrich.
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