Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mar./apr. 2006, n. 2
ARTinFORMA 

EVENTI

Le mostre di Artemisia



in Italia












"La Ciociara" foto Secchiaroli






Sophia Loren in conferenza




Una mostra per Sophia Loren


Una bellezza da far resuscitare i morti, quella di Sophia “Lazzaro”, a detta di un regista al tempo in cui la grande star, nata Scicolone, era già famosa per i suoi fotoromanzi negli anni '50: a questa grande interprete di mezzo secolo di cinema, ad un'icona del fascino italiano nel mondo, è dedicata una mostra al Vittoriano, in Roma. Attraverso una variegata serie di immagini, alcune di famosi fotografi, come Avedon e Secchiaroli, di oggetti personali come lettere e libri, riconoscimenti prestigiosi, locandine e copertine di riviste, costumi di stilisti, brani di film indimenticabili, la mostra “Scicolone, Lazzaro, Loren” descrive la vita e la carriera prodigiosa di una donna e di un' artista dal forte temperamento, che ha accettato di aprire i suoi archivi di documenti privati e pubblici per raccontarci in maniera originale la sua esistenza. Nel 1966 il Museum of Modern Art di New York le dedicò una mostra fotografica, ma l'esposizione romana vuole offrire un ritratto più personale ed inedito dell'attrice, attraverso oggetti, cose, ricordi e testimonianze particolarmente significanti per la sua vita, da quando, semplice e povera ragazza di Pozzuoli, ha cercato con coraggio, caparbia e sacrificio la celebrità, fino a raggiungere i vertici di una carriera straordinaria. Recitando assieme a Chaplin ed a De Sica, a Marcello Mastroianni ed a Marlon Brando, a Gary Grant ed Alberto Sordi, la diva ha espresso tutta la sua professionalità. I suoi film sono divenuti tappe inalienabili della storia del cinema ed alcune sue interpretazioni, come ne “La ciociara “ o in “ Una giornata particolare”, sono considerate a buon diritto esempi di una straordinaria sensibilità artistica.
Curata da Vincenzo Mollica, con la collaborazione della stessa Sophia Loren, e promossa dalla Provincia di Roma, la mostra “Scicolone, Lazzaro, Loren” è un omaggio ad una carriera inimitabile ed un'occasione rara per ripercorrere le tappe ed il successo di un'esistenza che sembra quasi un romanzo. L'ingesso è gratuito.

Scicolone, Lazzaro, Loren”,
Complesso del Vittoriano.
Roma - fino al 7 maggio 2006 e-mail comorg@tiscali.it
 









Copertina Cine Illustrato 52



Manifesto del film:
"Una giornata particolare"

















V. Venturi, Pinocchio - bronzo 1980 Arezzo



Impronte di materia


A Pisa, una mostra dedicata a Venturino Venturi, nel Museo Nazionale di San Matteo, vuole rendere omaggio alla sensibilità artistica dello scultore e pittore valdarnese, considerato da Carlo Ludovico Raggianti artista capace di spaziare con identica e genuina capacità fantastica da esperienze figurative a raffinate soluzioni astratte. L'evento, che proseguirà a S. Giovanni Valdarno, fino al luglio prossimo, espone opere prodotte dall'immediato dopoguerra alla metà degli anni ‘80, in cui emerge la variegata produzione di Venturino, dalle sculture ai monotipi, rivelatrice di una ricerca mai paga sui materiali, sulle tecniche grafiche e sulle forme. Figure biomorfe e geometriche, motivi ripresi dal neoplasticismo di Mondrian ed immagini astratte, desunte dal vocabolario stilistico delle avanguardie storiche, si affiancano ad opere di gusto figurativo, con particolare attenzione alla figura di Pinocchio, per il cui monumento a Collodi l'artista si era impegnato a lungo negli anni ‘50. Benché la sua generosa attività si sia esplicata attorno a temi diversi (ritratti, maternità), come testimonia il Museo che gli ha dedicato Loro Ciuffenna, paese natale per cui lo scultore ha realizzato nel '79 il Monumento alla Resistenza, la mostra pone l'accento sulla cultura grafica di Venturino, in cui trova ampio respiro l'assenza di figuratività, sempre sostenuta da una sofferta umanità, oltre che da eleganza formale.

“Impronte di materia”. Venturino Venturi: matrici, monotipi, disegni e sculture dal 1948 al 1986.
Pisa, Museo Nazionale di San Matteo fino al 30 aprile 2006
danielaruzze@tiscali.it
 










Matrice lignea, recto - 1948



Matrice lignea, verso - 1948

















Caravaggio: S.Francesco in meditazione (1606 c.)




"La gioielleria di Dio"

A Roma, un patrimonio di arte sacra di elevatissimo pregio, proveniente dagli innumerevoli edifici di culto di cui è proprietario il FEC, è esposto in una mostra itinerante, dal titolo “La gioielleria di Dio”, che dalla Capitale si sposterà a Bari per proseguire, con altre tappe, nel resto d'Italia. Santi in preghiera, crocifissioni e Madonne in gloria, reliquiari e sculture, creati da grandi artisti, come Il Bernini, Caravaggio, Paolo Veneziano, Guido Reni, che rivelano, oltre la genialità che le ha prodotte, il sentimento di fede che le ha ispirate, a volte anche il dubbio, ma sempre foriero del desiderio di spiritualità. La mostra, che si tiene nell'antica sagrestia della Chiesa di S. Croce in Gerusalemme, curata dalla Direzione Centrale del FEC, in collaborazione con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico-Artistico del Lazio, espone capolavori, alcuni recentemente restaurati, come Il Crocefisso dipinto da A. Van Dyck, della chiesa di S.Marcello al Corso o la scultura marmorea del Salvator mundi di Bernini, della Basilica di S. Sebastiano fuori le mura, ambedue a Roma. In mostra anche “S. Francesco in meditazione”, della chiesa di S. Pietro Apostolo di Carpineto Romano, un olio emozionante la cui paternità a Caravaggio è stata ormai accertata dopo il restauro. Tante occasioni, dunque, per apprezzare opere di straordinario valore estetico e religioso e nel contempo per visitare beni architettonici, sparsi ovunque, a volte poco conosciuti, ma unici ed inestimabili.

La gioielleria di Dio”. Chiesa di S. Croce in Gerusalemme. Roma, fino al 19 marzo 2006
Palazzo del Governo. Bari, dal 25 marzo al 2 aprile 2006.
Info: 02/45473068

 










P.Veneziano: Polittico, XIV s. (part.)





"Caleidoscopio Missoni"

A Gorizia, nel settecentesco palazzo Attems- Petzenstein, si è inaugurata la mostra Caleidoscopio Missoni”, che propone l'intero percorso artistico e creativo dello stilista Ottavio Missoni, dalmata d'origine e triestino d'adozione. Iniziatore di una visione estetica “multicolore” che ha influenzato vari settori dello stile di vita contemporanea dagli arazzi ai tessuti per l'arredamento, Missoni ha ottenuto perciò importanti riconoscimenti in ambiti artistici internazionali ed in prestigiose sedi museali. Nel 1978 una sua retrospettiva fu presentata a New York, nel '94 al Guggenheim Museum la mostra “The italian Metamorphosis 1943/68”, curata da Germano Celant, infine nel 2003 il Victoria & Albert Museum di Londra gli ha dedicato una importante esposizione.
Sperimentatore nel campo del tessuto, degli accostamenti cromatici, dei disegni particolarissimi, geometrici o a zig- zag, l'esperienza di Missoni oltrepassa l'ambito della moda per collegarsi trasversalmente al linguaggio più universale delle arti visive . La mostra goriziana propone un ampio percorso multisensoriale tra abiti, tessuti ed oggetti creati dallo stilista, lungo quasi 50 anni di attività.

“Caleidoscopio Missoni”. Musei provinciali di Gorizia.
Palazzo Attems-Petzenstein. Gorizia, fino al 4 giugno 2006

Info: vetuzii@tin.it
 









Creazioni di Ottavio Missoni




"A casa del Mantegna"

Mantova, a cinquecento anni dalla morte di Andrea Mantegna, dedica al grande pittore padovano vissuto quasi 50 anni nella città lombarda, una mostra dal titolo “A casa di A. Mantegna”. L'evento, che rientra in un ampio programma celebrativo dedicato ad uno dei più affascinanti protagonisti del ‘400 italiano, coinvolge l'intera città attraverso percorsi artistici, opportunamente rinnovati, tesi ad approfondire la conoscenza dell'arte rinascimentale nell'età dei Gonzaga. La produzione del Mantenga, pittore di corte accanto ad intellettuali, musicisti ed architetti geniali, come L. B. Alberti, è frutto di uno spirito innovativo, attento alla realtà, indagatore dell'animo umano, esperto in prospettiva, interessato a tramandare nel tempo il ruolo della famiglia principesca che ne promosse l'arte. Nella casa mantovana dell'Artista, grazie ad un sofisticato laboratorio virtuale, si possono vedere edifici della città, famosi cicli pittorici del Mantegna, come la “Camera degli Sposi” di Palazzo Ducale, o “I trionfi di Cesare”, oggi a Londra. Oltre a dipinti originali, sculture mantegnesche e libri, concessi da musei italiani e stranieri, si può anche ammirare la ricostruzione della bottega del Maestro , con tutti gli oggetti d'uso quotidiano.

“A Casa di Andrea Mantenga. Cultura artistica a Mantova nel ‘400”.
Mantova- casa del Mantenga, fino al 4 giugno 2006

info: 0376.432432   www.turismo.mantova.it


 






A.Mantegna: Redentore, XV s





"Il Polittico dell'Intercessione"

Firenze espone in anteprima per il grande pubblico un'opera recuperata al degrado: è questa un'iniziativa, promossa dalla Provincia che prende l'avvio con la mostra del capolavoro di Gentile da Fabriano “Il Polittico dell'Intercessione”, ma continuerà in futuro con l'esposizione di altre opere restaurate. Il luogo prescelto è il Palazzo Medici Riccardi, progettato nel ‘400 dall'architetto Michelozzo, sede della Provincia, che ospiterà il Polittico, egregiamente restaurato presso l'Opificio delle Pietre Dure, malgrado per anni sia stato considerato “perduto”.
Circondata dal mistero sia per la committenza, tuttora ignota, sia per l'originaria collocazione, sia per l'iconografia molto rara, l'opera è stata dipinta nel 1425 c. da uno dei più affascinanti pittori del tardo-gotico, Gentile da Fabriano, autore della celebre Pala de “L'adorazione dei Magi “, conservata agli Uffizi. Nei dipinti dell'artista, pieni di decorazioni dorate e di elementi fantasiosi, si evidenzia un mondo cortese, espressione di una società cavalleresca, che egli ama raccontare con gusto fiabesco, lontano da ogni realismo prospettico. Conteso tra le più prestigiose corti italiane, Gentile ha dipinto il "Polittico dell'Intercessione” con la stessa raffinatezza tecnica che contraddistingue il suo stile: dunque un capolavoro ritrovato!.

Un capolavoro di Gentile da Fabriano. “Il Polittico dell'Intercessione”.
Palazzo Medici Riccardi. Firenze, fino al 17 aprile 2006-
Info 055-2760340


Gentile da Fabriano: Polittico dell'Intercessione, tavola - 1420/25 - dopo il restauro


 










Gentile da Fabriano:part. del Padre Eterno, 1425 c.






all'estero


"L'Homme paré"

A Parigi , il Museo della Moda e del Tessile ha scelto di festeggiare un secolo dalla sua apertura con un'esposizione interamente dedicata all'abbigliamento maschile, dal ‘600 ai nostri giorni.
La mostra “L'homme paré” espone 300 costumi ed accessori, di inestimabile valore storico-antropologico ed artigianale, provenienti dal Museo parigino e da prestatori privati, francesi e non, costumi che mettono in luce la fluttuazione della moda dal regno di Re Sole, Luigi XIV, ad oggi, ripercorrendo l'evoluzione dell'abito “alla francese”, composto da un justaucorps (giubba), da una veste (panciotto) e da culottes ( pantaloni corti). Questo completo maschile, pur modificatosi nel corso dei due secoli fino all'inizio dell'800, ha avuto sempre una costante: la fastosità dell'ornamento, molto più dell'abito femminile. Per capire il motivo di questa maggiore attenzione dell'abbigliamento dell'uomo alla ricchezza decorativa, basti pensare alle specie animali, a dimorfismo sessuale marcato, dove è "il maschio” a possedere gli attributi naturali atti ad impressionare i rivali ed a sedurre la femmina!
Benchè negli ultimi 15 anni alcuni stilisti francesi (J. P. Gaultier, T. Mugler) abbiano ridato importanza all'ornamento nell'abito maschile, dopo due secoli di sobrietà, tuttavia l'uomo occidentale moderno può sempre scegliere tra le due tendenze parallele: il formalismo e la fantasia, senza pregiudizio alcuno.

La mostra, curata da Jean Paul Léclercq, conservatore del Museo ed allestita dallo scenografo J. Francois Dingjian, è ospitata presso la sezione “Les Arts Decoratifs”.

L'homme paré- Musée de la Mode e du Textile -107 rue de Rivoli-75001 Paris.
Fino al 30 aprile 2006
Tel : 33 1 44555878 – fax 33 1 44555793
e-mail: presse@lesartsdecoratifs.fr   sito: www.lesartsdecoratifs.fr

 
















Manifesto della mostra. Parigi

















Camille Claudel:
A.Rodin, 1892



"Camille Claudel e Rodin"

A Martigny , in Svizzera, la mostra “Camille Claudel e Rodin”, è dedicata all'opera dello scultore francese Auguste Rodin e della sua giovane collaboratrice Camille, legati da una tumultuosa relazione affettiva e di lavoro che durò oltre 10 anni (dal 1882), come recita iI sottotitolo della mostra: “L'incontro di due destini”. Genio scultoreo del ‘800 per capacità tecniche ed inventiva, Rodin fu anche osteggiato durante la sua carriera: tuttavia opere come Balzac, Le Porte dell'Inferno, Il Pensatore, il Bacio, sono alcuni dei capolavori di un artista che ha immagazzinato una cultura che spazia da Dante a Beaudelaire, da Donatello a Michelangelo, creando con il marmo e con il bronzo figure titaniche, ricche di pathos e di dinamismo, a volte giudicate scandalose per l'inedita espressività. La Claudel, anch'ella scultrice di genio, musa ispiratrice dell' artista, si espresse con similare forza e capacità introspettiva; pur influenzata dalla personalità del Maestro, le opere di Melle Say, pseudonimo fonetico di Camille, si differenziano da quelle di Rodin per una più morbida flessuosità del modellato e per un'attenzione maggiore ai valori spirituali. Malgrado lo stesso senso del reale abbia legato i due artisti, essi rimangono talenti distinti che hanno saputo arricchirsi vicendevolmente dalla comunione di vita e d'affetti. Mentre Camille, gravemente ammalata ed internata in un ricovero psichiatrico, terminerà la sua carriera artistica, Rodin continuerà nella sua notorietà, dedicando opere bellissime alla sua indimenticabile “feroce amica”.

“Camille Claudel e Rodin. L'incontro di due destini”.
Fondation Gianadda. Martigny,(CH) dal 3 marzo a 11 giugno 2006.

info: tel 0041/277223978 - In Italia: 031/269393
 










August Rodin:
Camille au bonnet, 1884






"Rembrandt-Caravaggio"

Amsterdam, in occasione dei 500 anni dalla nascita del grande pittore olandese, ospita nel Van Gogh Museum la mostra “Rembrandt-Caravaggio”, dedicata ai due giganti dell'arte di tutti i tempi. Attraverso l'accostamento di 40 capolavori, il pubblico potrà confrontare gli stili, le tecniche, le peculiarità dei due maestri, protagonisti del ‘600 figurativo europeo. Rembrandt van Rijn, creatore di atmosfere suggestive, incentrate sul tema della “luce”, che circonfonde i soggetti di un'intensa ed inquieta spiritualità; Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, rivoluzionario assertore di una pittura realistica, densa di drammaticità e di forti contrasti chiaroscurali, ma anch'essa interessata alla funzione della luce, che nelle sue tele trasfigura i soggetti. I due artisti non si conobbero (Rembrandt nacque nel 1606, 4 anni prima della morte di Caravaggio), tuttavia l'attenzione di entrambi fu rivolta alla creazione di un linguaggio innovativo, teso ad esplorare, nel  pittore olandese, le più intime e misteriose zone della psiche, attraverso un luminismo diffuso e morbido. La poetica di Caravaggio, invece, è rivolta ad un'adesione antiaccademica alla realtà umana dei più derelitti, raccontata con la risorsa di una luce rivelatrice del trascendente, che fissa gli eventi per l'eternità.

“Rembrandt-Caravaggio”. Van Gogh Museum. Amsterdam (NL), fino al 18 giugno 2006
info:0031.205705200    www.rembrandt-caravaggio.nl


 








Rembrandt van Rijn: La sposa ebrea, 1668



La riproduzione in capo alla pagina č l'autoritratto di Artemisia Gentileschi, disegnato dalla restauratrice Francesca Secchi