I più "amati" dagli Italiani
Ho letto su un settimanale che nell'ambito della campagna del FAI "I luoghi del cuore", i siti più votati dagli italiani, ben mezzo milione di persone, sono stati gli eremi. Questi luoghi scavati spesso nella roccia, mete di fede popolare da millenni, di cui ogni regione italiana è provvista, sono dunque riconosciuti dai cittadini come luoghi colmi di misticismo e di serenità, al di là del loro implicito valore artistico. Infatti sono le tradizioni popolari, i legami affettivi e storici con il territorio in cui gli eremi sorgono, i motivi di questa predilezione che indubbiamente fanno pensare e riflettere. Tuttavia dal momento che il patrimonio culturale e paesaggistico italiano, quello più famoso e conosciuto, versa in condizioni miserevoli, pensiamo un po' in che stato si trovi questo bene, dimenticato o ignorato, ma testimonianza della fede secolare di gente umile e genuina, amante dei valori eterni e sensibile alle esigenze dello spirito. Anche al degrado di questo patrimonio culturale dobbiamo rassegnarci?
Stefano C. da Foggia
Senza l'arte, saremo perduti!
Dal momento che in qualche modo, misero invero, si è provveduto a risanare la fame di denaro delle attività teatrali, siamo qui a gridare a gran voce che bisogna investire sulla cultura per poter rinascere a nuova vita. Non bastano le pubblicità che spingono a visitare l'Italia, a mettere una "pezza" all'inesistente politica per i Beni culturali. Incentiviamo il lavoro di chi si occupa del settore, diamo occupazione ai restauratori italiani, i migliori del mondo, rendiamo gratuiti molti più musei e ville storiche, devolviamo fondi per incentivare il turismo culturale, la conoscenza dell'arte nelle scuole e nei corsi universitari, finanziamo progetti veramente interessanti, non rivolti ad arricchire società e privati che detengono il potere in ambito di creazione di mostre ed eventi (a volte di nessuna importanza), sosteniamo Associazioni senza fine di lucro che prospettino iniziative valide nel campo, etc. etc...... Molto si potrebbe fare, se soltanto ci fosse la volantà e si comprendesse che è l'arte la carta vincente per l'Italia.
Giusy B. da Rovigo
Il Colosseo conteso
Ho sentito la polemica sulla sponsorizzazione del restauro del Colosseo da parte di Diego della Valle. come è noto l'industriale ha stanziato ben 25 milioni di euro per mettere a posto il monumento, ma in cambio sembra che abbia richiesto l'utilizzo esclusivo dell'immagine del monumento. Se è vero che lo Stato ha rinunciato ai suoi diritti per i prossimi 15 anni, mi chiedo che razza di bene comune è questo, se il pur meritevole Della Valle potrà organizzare visite, fare eventi e sponsorizzare a piacimento l'immagine del Colosseo, con il pericolo, per noi, di vedere sull'Anfiteatro più bello del mondo un manifesto gigante con una bella scarpa!
Luigina G. da Latina