Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno VIII - n.31 - Gennaio - marzo 2012
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.





Il Colosseo "conteso"

Cosa avete capito dell'intricata vicenda della sponsorizzazione del restauro del Colosseo? Io poco, dal momento che proprio quando i lavori di conservazione e restauro stanno per iniziare, nascono cavilli burocratici che sembrano fatti apposta per mettere bastoni fra le ruote. Io dico: a me interessa che il più importante e visitato edificio antico del mondo sia tutelato per il futuro, giacchè l'ultimo improprio restauro conta già più di 20 anni. Pertanto se l'industriale Diego della Valle vuole impiegare 25 milioni di euro per ripristinarlo, utilizzando per 15 anni il logo di sponsorizzazione, ben venga un moderno "mecenate" che ovviamente sfrutterà per la sua immagine l'operazione, ma nel frattempo compie qualcosa di grande e necessario per l'umanità futura. C'è forse un altro modo per restaurarlo? Se c'è, si prendano provvedimenti, se no: zitti e avanti tutta, e finiamola con le sterili polemiche all'italiana!

Aristide P. da Mantova

 

Chiudete quei Musei...

Ho sentito alla radio la notizia che stanno per chiudere, a causa di scarso profitto o addirittura per fallimento finanziario, alcuni musei italiani, non solo piccole realtà locali, ma anche grandi realizzazioni contemporanee, come il MADRE di Napoli, cui avete dedicato un bell'articolo sulla vostra rivista. Penso proprio che siamo in un momento allucinante, in cui la cultura sta sprofondando per mille ragioni, ma fra queste vorrei denunciare anche l'incompetenza delle gestioni museali, dal momento che spesso queste grandi concentrazioni di cultura artistica sono mal gestite: non si può infatti pensare che nel XXI° secolo una grande e complessa struttura come un museo possa ben funzionare senza una programmazione a lungo termine di tipo imprenditoriale. Perciò oltre ai critici d'arte, ci vogliono manager capaci di far fruttare i luoghi come fossero imprese alberghiere o società private tese a realizzare profitti, da reinvestire poi sulle strutture stesse. Non c'è niente di male, a mio avviso, in questa visione del museo, altrimenti si arriva, come si è arrivati, a chiudere strutture architettoniche superbe, come il MADRE, senza capirne la gravità e soprattutto le conseguenze.

Rosetta F. da Cagliari

 

Una discarica  a Villa Adriana: follia!

E l'imperatore Adriano si volta nella tomba! Ma è possibile che in Italia si pensi di creare una discarica nei pressi di Villa Adriana, a Tivoli, uno dei siti archeologici più affascinanti del mondo, dove si coniuga bellezza architettonica, forme grecaniche e mondo letterario? Se fosse una barzelletta, non farebbe ridere, se fosse uno scherzo, sarebbe di pessimo gusto, anche se non fossimo nel Paese artisticamente più bello del mondo, sarebbe ugualmente un'idea folle. Perciò invito tutti i benpensanti a contestare in ogni maniera questa proposta oscena, con sfilate, dimostrazioni, SOS su internet e qualsiasi altro civile strumento onde non accettare, nemmeno per discuterne, questo sinistro e demenziale progetto! Opponiamoci con tutti i mezzi!!!

Giacinto L. da Roma

 

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