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LA POSTA
Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.
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Leonardo, San Gerolamo (part.)
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Salve per caso: decine di opere d'arte ad altissimo rischio!
Sono un indignado, per la facilità
con cui vengono inviate nostre opere d'arte all'estero! A parte
il pericolo nello spostare tele e sculture uniche, molto antiche
e perciò deperibili, in luoghi con climi diversi; mi sbalordisce
la leggerezza con cui capolavori d'arte irripetibili sono spediti
in siti lontanissimi, da dove potrebbero anche non tornare.
Un esempio?: una stupenda collezione di opere provenienti dal
Vaticano tre mesi fa è partita da Roma alla volta di Seul, in
Corea del Sud. Tutti abbiamo seguito e stiamo seguendo gli allarmanti
eventi della Corea del Nord e dei suoi preparativi di guerra
contro le basi americane della Corea del Sud. Pochi sanno che
a Seul sono ancora esposte in questi giorni (siamo ai primi
di aprile) decine di opere stupende di Raffaello, Botticelli,
Beato Angelico, perfino l'unica opera di Leonardo presente alla
Pinacoteca Vaticana: il meraviglioso S.Gerolamo! questa tavola,
che mai nessuno ha disconosciuto al Genio vinciano per l'inequivocabile
autenticità, è stata miracolosamente salvata da un destino crudele
che l'ha vista tagliata in due e utilizzata come base per uno
sgabello da calzolaio all'inizio dell'800! Il fato ce l'ha |
restituita e ora rischiamo di perderla
per la leggerezza umana e per l'ingordigia di molti….Era così
importante fare una mostra in un paese dove, credo, difficilmente
queste opere avranno successo di pubblico, ma soprattutto vale
la pena mettere ad un rischio così alto il nostro patrimonio
artistico, per un'esposizione in una nazione in questo momento
pericolosa? Sono sconcertato, fortunatamente la mostra sta per
concludersi e i capolavori stanno per ritornare, salvi per caso;
questa volta, ma per il futuro?
Ernesto F. da Roma
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Segesta: stato di conservazione deplorevole!
Uno
spettacolo deplorevole quello che si presenta al turista che
intende visitare il tempio di Segesta : abbandono e degrado
su uno dei capolavori dell’arte magnogreca, un tempio
dorico di grande bellezza lasciato all’incuria del tempo,
senza che nessuno prenda il ben che minimo provvedimento. Vergognoso
modo di abbandonare un passato illustre e di accelerarne la
rovina.
Emilia G. da Trapani
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Il tempio dorico di Segesta
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Inciviltà e indisciplina civica
Viaggiando sulla litoranea tirrenica che costeggia la
costa calabra, ci si imbatte in una antica cittadina,
Scalea, arroccata su una collina che culmina con i ruderi
del Castello Normanno. Il fascino delle strette scalinate
fiorite (vedi prima foto) che si inerpicano fino alla
sommità del paese contrasta con l'abitudine incivile di
tappezzare con macchine le belle piazze di Scalea, da
cui si gode una vista unica sul mare e sulla antica Torre
Talao. Enormi difficoltà per i cittadini e per i turisti
nel passeggiare tra palazzi medioevali e piante rigogliose,
molta difficoltà per tutti a godere in silenzio del panorama
magnifico, la cui visione è sempre impedita, come si vede
nella fotografia, da automobili, motorini, disagi di mobilità,
etc. Ma come può tollerarsi che un paese così singolare
sia degradato in questo modo? Perché l'amministrazione
non provvede con delibere a vietare il parcheggio delle
auto, almeno durante i mesi estivi, nelle piazzette del
centro storico, come avviene in altri paesi della Penisola?
Perché vengono accettati simili abusi, contrari al decoro
urbano, al quieto vivere, all'incentivazioni del turismo?
Mistero…..o no??!!
Salvatore A. da Cosenza |
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Scalea (CS): via
S. Giacomo
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Scalea: Piazza De
Palma, congestionata dalle auto in sosta!
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