Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.36 - Aprile - giugno 2013
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.





Leonardo, San Gerolamo (part.)




Salve per caso: decine di opere d'arte ad altissimo rischio!

 

Sono un indignado, per la facilità con cui vengono inviate nostre opere d'arte all'estero! A parte il pericolo nello spostare tele e sculture uniche, molto antiche e perciò deperibili, in luoghi con climi diversi; mi sbalordisce la leggerezza con cui capolavori d'arte irripetibili sono spediti in siti lontanissimi, da dove potrebbero anche non tornare. Un esempio?: una stupenda collezione di opere provenienti dal Vaticano tre mesi fa è partita da Roma alla volta di Seul, in Corea del Sud. Tutti abbiamo seguito e stiamo seguendo gli allarmanti eventi della Corea del Nord e dei suoi preparativi di guerra contro le basi americane della Corea del Sud. Pochi sanno che a Seul sono ancora esposte in questi giorni (siamo ai primi di aprile) decine di opere stupende di Raffaello, Botticelli, Beato Angelico, perfino l'unica opera di Leonardo presente alla Pinacoteca Vaticana: il meraviglioso S.Gerolamo! questa tavola, che mai nessuno ha disconosciuto al Genio vinciano per l'inequivocabile autenticità, è stata miracolosamente salvata da un destino crudele che l'ha vista tagliata in due e utilizzata come base per uno sgabello da calzolaio all'inizio dell'800! Il fato ce l'ha
restituita e ora rischiamo di perderla per la leggerezza umana e per l'ingordigia di molti….Era così importante fare una mostra in un paese dove, credo, difficilmente queste opere avranno successo di pubblico, ma soprattutto vale la pena mettere ad un rischio così alto il nostro patrimonio artistico, per un'esposizione in una nazione in questo momento pericolosa? Sono sconcertato, fortunatamente la mostra sta per concludersi e i capolavori stanno per ritornare, salvi per caso; questa volta, ma per il futuro?

Ernesto F. da Roma


 

Segesta: stato di conservazione deplorevole!

Uno spettacolo deplorevole quello che si presenta al turista che intende visitare il tempio di Segesta : abbandono e degrado su uno dei capolavori dell’arte magnogreca, un tempio dorico di grande bellezza lasciato all’incuria del tempo, senza che nessuno prenda il ben che minimo provvedimento. Vergognoso modo di abbandonare un passato illustre e di accelerarne la rovina.

Emilia G. da Trapani





Il tempio dorico di Segesta


Inciviltà e indisciplina civica

Viaggiando sulla litoranea tirrenica che costeggia la costa calabra, ci si imbatte in una antica cittadina, Scalea, arroccata su una collina che culmina con i ruderi del Castello Normanno. Il fascino delle strette scalinate fiorite (vedi prima foto) che si inerpicano fino alla sommità del paese contrasta con l'abitudine incivile di tappezzare con macchine le belle piazze di Scalea, da cui si gode una vista unica sul mare e sulla antica Torre Talao. Enormi difficoltà per i cittadini e per i turisti nel passeggiare tra palazzi medioevali e piante rigogliose, molta difficoltà per tutti a godere in silenzio del panorama magnifico, la cui visione è sempre impedita, come si vede nella fotografia, da automobili, motorini, disagi di mobilità, etc. Ma come può tollerarsi che un paese così singolare sia degradato in questo modo? Perché l'amministrazione non provvede con delibere a vietare il parcheggio delle auto, almeno durante i mesi estivi, nelle piazzette del centro storico, come avviene in altri paesi della Penisola? Perché vengono accettati simili abusi, contrari al decoro urbano, al quieto vivere, all'incentivazioni del turismo? Mistero…..o no??!!

Salvatore A. da Cosenza

Scalea (CS): via S. Giacomo



Scalea: Piazza De Palma, congestionata dalle auto in sosta!


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