Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.38 - Ottobre - dicembre 2013
FULMINI e SAETTE  



LA POSTA

Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.



La Torre di Giuda riconquistata !
(a cura della Redazione)

A Scalea (CS), in contrada Petrosa, l’antica Torre, detta di Giuda, rappresenta da sempre uno dei simboli più conosciuti della bella cittadina tirrenica, tanto che nei documenti pubblicitari vi si fa costante riferimento. Nella carto-guida edita dal Comune i ruderi della Torre, testimonianza di tanta storia passata, ricolma di fascino e di mistero, fanno bella mostra di sé. La Torre di Scalea è un tipo molto usato di torre di guardia del Castello, costruita probabilmente in età federiciana e concepita per la difesa della popolazione dalle incursioni saracene che minacciavano continuamente le coste calabre; essa, infatti, dominava la baia e in caso di attacco nemico poteva mettersi facilmente in comunicazione con il Castello e dare l’allarme. Di questa Torre la nostra Rivista si è ampiamente occupata per segnalazione di cittadini che ne hanno denunciato l’alienazione come bene pubblico e dunque quale Patrimonio culturale appartenente a tutti. La TORRE “RUBATA”, come si legge nella rubrica della Posta "Fulmini e Saette" (Archivio n° 30, ott/dic. 2011, ), è STATA ORA RESTITUITA finalmente alla comunità! A Scalea il rispetto della legalità comincia a dare i suoi buoni frutti! I cittadini e tutti i numerosi turisti che erano stati costretti a non poter più fruire da tempo dell'importante area archeologica della Torre di Giuda, ormai potranno recarsi direttamente a visitare lo storico e suggestivo sito, nonostante sia stato, in questi lunghi anni di coattivo abbandono, deturpato e danneggiato da persone irrispettose del luogo, e potranno anche ammirare lo splendido panorama che si affaccia sull'intero e grandioso Golfo di Policastro, da Palinuro a Maratea a Diamante!

Scalea: La Torre di Giuda
La demolizione del vergognoso cancello, che abusivamente ne impediva a chiunque l'accesso, ordinata già dal lontanissimo anno 2004 con provvedimento sindacale, non fu poi mai inspiegabilmente eseguita per assurde e pretestuose scuse strumentali, avanzate incredibilmente da quello stesso Ufficio Tecnico che avrebbe dovuto curare direttamente l'esecuzione dei lavori, gestito da un personaggio, poi arrestato nell'operazione Plinius! Soltanto ora, con la nuova Amministrazione guidata dal Commissario Straordinario e da tecnici rispettosi della legalità, come l'ing. D'alessandro e l'ing. Latella, si è voluto dar corso a quell'atto di grande civiltà ed enorme spessore culturale per il nostro Paese, con la restituzione a tutti indistintamente della Torre!
Riportiamo qui di seguito il parere dell’avv. Rocco Condoleo che da anni s’ interessa della questione, anche come nativo di Scalea e appassionato custode delle sue testimonianze architettoniche.
“Dalla parte di chi difende il Condominio che aveva "rubato" la Torre federiciana, é stata divulgata una paradossale e pretestuosa notizia, e cioè "che l'ordinanza sarebbe stata superata dal "Condono edilizio" e ci sarebbe un “presunto” danno ambientale da pagare"(?ndr). La risibile quanto preoccupante dichiarazione si commenta da sè! Come, infatti, può sostenersi che un "condono edilizio" potrebbe essere concesso su un manufatto abusivo costruito a ridosso di un Bene culturale e in un'area demaniale imprigionata di prepotenza all'interno di un'area privata, che ne ha impedito per anni e con danni incalcolabili il libero accesso ai visitatori? Gravissima poi è l'affermazione, sostenuta dallo stesso difensore del Condominio, "che ci sarebbe poi una sorta di sanatoria rilasciata dall'Ufficio tecnico del Comune", perche', se ciò fosse vero, sarebbe, tra l'altro, la prova provata di un "inciucio" intollerabile proprio di quello stesso Ufficio Tecnico che si astenne, fin dal 2004, senza alcun motivo legittimo, a curare la rimozione del vergognoso cancello! È inutile aggiungere che la suddetta inquietante notizia è destituita di ogni pur minima attendibilità e fondamento, specie in sede giudiziaria e amministrativa, e che personalmente, vista la sua gravità obiettiva, e l'arroganza con la quale è stata pronunciata, ho già provveduto a denunciarne il fatto alla competente Procura della Repubblica, per un migliore approfondimento circa le modalità sugli eventuali appoggi e interessati ritardi forniti alla mancata esecuzione della suddetta ordinanza di demolizione, cui non si è voluto dare, contrariamente alle normative vigenti, esecuzione in circa 10 anni! La questione non si chiude certamente senza conseguenze per chi ha sbagliato! ” (Rocco Condoleo).
La Redazione tutta della Rivista Arsetfuror.com, assieme al suo Direttore, esprime soddisfazione per la vittoria della legalità e del rispetto del Patrimonio archeologico della Regione, nonché per aver contribuito, nei limiti delle nostre possibilità, a portare a conoscenza dei lettori un problema importante e di pubblico interesse, risolto con successo.


La Torre di Giuda e il .... cancello



Spettacolo orribile!

Mi è capitato di vedere in un programma televisivo uno spettacolo orrendo: una villa medicea, Cascine di Tavola, tra Firenze e Prato, che versa in un abbandono mostruoso e che soltanto 8 anni fa era ancora un sito visitabile e tenuto in stato soddisfacente. Si tratta di un’antica fabbrica agricola, fatta costruire da Lorenzo il Magnifico, una costruzione avveniristica a scopo sperimentale per produrre miele, conserve e prodotti alimentari della zona, persino allevamento di pesci, circondata da un bosco meraviglioso, adibito alla caccia, e abitato da animali tipici, ma anche rari, come i pavoni. Una società privata, che intendeva trasformarlo in palazzine e residence, aveva acquistato l’immobile, che era stato in seguito sequestrato dalla Magistratura: perciò da allora versa in un degrado totale, poiché il tetto era stato già scoperchiato e tutti gli ambienti, dopo essere stati depredati, si sono trasformati in ruderi! La Soprintendenza, per mancanza di fondi, dice, non ha messo rimedio, mentre il Comune, fortunatamente, ha acquistato il parco, che nell’800 era stato anche rimaneggiato. Dunque: per 600 anni le istituzioni hanno mantenuto questo fulgido esempio di ottima utilizzazione del territorio, dovuto alla lungimiranza di una famiglia, i Medici, grandi mecenati amanti del Bello. Ora, in solo otto anni, si è mandato in rovina un patrimonio di cultura inestimabile. Le Cascine di Tavola, un complesso architettonico molto bello, attribuito a Giuliano da Sangallo, si trovano a metà strada tra la splendida villa medicea di Poggio a Caiano, luogo intellettuale per eccellenza, e Firenze, quasi un binomio culturale dalle due facce: la realtà filosofica e la realtà produttiva. Se andate su Google troverete le vecchie foto delle Cascine, ma adesso non è così: è tutto in rovina! Chi metterà mani all’ennesimo sconcio, all’abbandono del Patrimonio italiano di Beni che il mondo ci ha sempre invidiato e che i nostri politici considerano meno di niente?!!!

Vai a questo indirizzo per vedere le foto:
http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2013/10/05/news/sei-milioni-per-ricomprare-la-fattoria-1.7868002

Ludovico S. da Siena





Che sconcio quelle navi a Venezia….

Come si può tuttora accettare (dopo i noti disastri del mare) che navi gigantesche, vere metropoli viaggianti, siano fatte transitare a pochi METRI da VENEZIA? HO ALLEGATO UNA FOTO, da me scattata, CHE MOSTRA LA VICINANZA ALLARMANTE DELLE immense NAVI DA CROCIERA ALLE SOSTE DEI TRAGHETTI, proprio DAVANTI ALL’HOTEL DANIELI, OVVERO A POCHI PASSI dal PONTE DEI SOSPIRI! E’ inaudito e vergognoso, oltre che pericolosissimo per l’architettura, per gli abitanti e per l’inquinamento del Canal Grande! Non ci sono motivi validi per uno scempio di questo genere, che nasce dalla solita logica commerciale e opportunisticamente turistica: mettere a rischio una città unica al mondo per consentire ai vacanzieri di sbarcare il più vicino possibile alle zone d’interesse culturale, fregandosene dei pericoli , è veramente un atto delinquenziale. E non venitemi a dire che ne soffrirebbe l’aspetto commerciale: non si può, in nome del vile denaro, uccidere il Bello, che va tramandato ai nostri nipoti. I turisti, ne sono convinta, sarebbero disposti a scendere dalle navi in luoghi più lontani dai centri storici o di d’interesse, se messi di fronte alla realistica vulnerabilità del territorio e quindi al dovuto rispetto verso il patrimonio culturale che vanno così ad intaccare! Ribelliamoci ai riti osceni del nostro scellerato tempo, finchè siamo in tempo!

Visione meravigliosa dal Ponte di Rialto


Visione terrificante dal Ponte dei Sospiri!


Federica S. (Indignada), da Chioggia









Il Paese delle truffe!

A proposito di offerte culturali: come si può pensare di essere considerati un Paese normale se il nostro modo di vivere si regge su una diffusa illegalità? L’Italia, pur essendo un luogo straordinario al primo posto per offerta culturale, è solo al 27° posto per competitività e ciò è imputabile in gran parte alle truffe che si perpetrano ai danni soprattutto di quei turisti stranieri che vengono a visitarla. Taxi e guide turistiche abusive spennano i turisti in maniera indegna, i ristoranti fanno altrettanto e anche se esiste un codice etico delle diverse categorie, mancano assolutamente i controlli e le relative sanzioni da parte delle Forze dell’Ordine. Come sempre dobbiamo dire che non esiste lo Stato né la consapevolezza che il Bene comune vada tutelato innanzi tutto e soprattutto.

Mariangela L. da Lecce




Spreco di cultura e di risorse economiche!

L’Italia è divenuta un terreno di sprechi pazzeschi, se si pensa per esempio a Pompei, al suo stato di distruzione e di abbandono, all’impossibilità di visitarla senza incorrere nella deprecabile visione del degrado che nessun Governo fino ad oggi ha nemmeno tentato di fermare, e non solo per mancanza di fondi. A Pompei ben 37 domus non sono al momento visitabili, alcune perché in restauro, altre, molte in verità, perché mancano vigilanza e maestranze, soprattutto i mosaicisti, in organico, che dovrebbero invece essere perennemente disponibili per la manutenzione ordinaria. Un immenso spreco di cultura e di risorse economiche da parte dell’Italia, se pensiamo che la mostra su Pompei, tenutasi a Londra, è stato un successo clamoroso di pubblico da tutto il mondo (mezzo milione di persone) e di introiti (pari ad un anno di introiti nella stessa a Pompei)! Vergogna.

Giacomo p. da Lucca




Finalmente una buona notizia!

Cari amici, so che questo spazio è dedicato alle contestazioni e alle lamentele, sempre giuste peraltro; ma oggi voglio fare un’ eccezione e rivolgermi a INDIGNADA di Ghioggia per dirle di essere meno indignata, dal momento che, come abbiamo letto, il Governo ha deciso che da qui ad un anno nessuna grande nave passerà più vicino alle piazze veneziane e ai suoi monumenti, inquinando il mare, la terra e le bellezze della Città lagunare. Finalmente i cittadini, il buon senso e il rispetto del territorio hanno avuto la meglio su di un modo osceno di fare turismo di massa e di mettere a grave rischio il nostro incommensurabile patrimonio culturale e artistico.


Dante L. da Treviso




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