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LA POSTA
Questo spazio, messo a disposizione dei nostri lettori, intende tuonare contro l'omologazione del cattivo gusto, l'inciviltà, l'abusivismo e la negligenza delle autorità preposte alla tutela dei Beni Culturali e ambientali.
Proponiamo le vostre lettere in tempo reale.
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A Roma l'ennesimo esempio di colpevole incuria dei Beni artistico-culturali!
Palazzo Nardini, nel cuore di Roma, lungo
la via del Governo Vecchio, a un passo da Piazza Navona! E’
incredibile, se non fosse vero, trovare nel completo e più
ignobile degrado un palazzo quattrocentesco, dimora cardinalizia,
ridotto così come le foto lo ritraggono! ancora peggiore
l’interno, o meglio quello che sono riuscito a fotografare
dalla fessura del bellissimo portale rinascimentale semidistrutto
e chiuso con una catena: un cortile ad arcate che versa nel
più impressionante degrado, mentre le finestre dei
due piani sulla strada sono senza vetri e senza imposte, alle
intemperie, decrepite e pericolose, dato che la stretta via
è sempre pienissima di gente che si reca passeggiando
verso il famoso Pasquino alla volta della piazza più
bella del mondo! Vergogna tutta romana: antica sede della
Pretura, fino ad alcuni decenni fa il palazzo è stato
anche luogo storico dei movimenti femministi; poi il lento
abbandono, da quando è passato alla Regione Lazio….Tutto
questo fra l’indifferenza delle autorità competenti,
malgrado le continue petizioni dei cittadini di Roma! Bellezza
stuprata da una classe dirigente insulsa e criminale.
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Palazzo Nardini |
Palazzo Nardini |
Palazzo Nardini (part.)
Carlo V. di Roma
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"Green new deal per l'Italia": un movimento al di sopra dei partiti e dei loro specifici interessi. Dobbiamo crederci?!
Oggi, 1 marzo, a Roma, al Teatro Quirinetta
lavori in corso per “Green Italia”, un movimento
politico ecologista, come chiariscono i promotori, per «mettere
l’ecologia nel cuore della politica, offrire agli elettori
italiani un’altra scelta da quelle oggi disponibili:
la scelta di un progetto politico fondato sull’idea
di un “green new deal” per l’Italia».
Il parlamentare Roberto della Seta, tra i fondatori del movimento,
ha detto che un’idea come questa non serve soltanto
a conservare l’ambiente e la salute, ma “serve
a creare lavoro, a combattere ingiustizie, a guarire l'Italia
dalla sua "depressione". Finalmente un’idea
utile, necessaria ed etica per tutelare l’interesse
comune e il bene pubblico, la salute dei cittadini, la bellezza
dell’ambiente e del territorio in cui viviamo: in una
parola la preservazione del nostro Paese per il futuro. Mi
auguro che il movimento mantenga le promesse!
Giuseppina T. da Fano
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L'ennesimo sconcio del Patrimonio culturale italiano!
Mi è capitato di vedere in un programma televisivo uno
spettacolo orrendo: una villa medicea, Cascine di Tavola, tra
Firenze e Prato, che versa in un abbandono mostruoso e che soltanto
otto anni fa era ancora un sito visitabile e tenuto in stato
soddisfacente. Si tratta di un’antica fabbrica agricola,
fatta costruire da Lorenzo il Magnifico, una costruzione avveniristica
a scopo sperimentale per produrre miele, conserve e prodotti
alimentari della zona, persino allevamento di pesci, circondata
da un bosco meraviglioso, adibito alla caccia, e abitato da
animali tipici, ma anche rari, come i pavoni. Una società
privata, che intendeva trasformarlo in palazzine e residence,
aveva acquistato l’immobile, che era stato in seguito
sequestrato dalla Magistratura: perciò da allora versa
in un degrado totale, poiché il tetto era stato già
scoperchiato e tutti gli ambienti, dopo essere stati depredati,
si sono trasformati in ruderi! La Soprintendenza, per mancanza
di fondi, dice, non ha messo rimedio, mentre il Comune, fortunatamente,
ha acquistato il parco, che nel 1800 era stato anche rimaneggiato.
Dunque: per 600 anni le istituzioni hanno mantenuto questo fulgido
esempio di ottima utilizzazione del territorio, dovuto alla
lungimiranza di una famiglia, i Medici, grandi mecenati amanti
del Bello. Ora, in solo otto anni, si è mandato in rovina
un patrimonio di cultura inestimabile! Le Cascine di Tavola,
un complesso architettonico molto bello, attribuito a Giuliano
da Sangallo, si trovano a metà strada tra la splendida
villa medicea di Poggio a Caiano, luogo intellettuale per eccellenza,
e Firenze: quasi un binomio culturale dalle due facce, la realtà
filosofica e la realtà produttiva. Se andate su Google
troverete le vecchie foto delle Cascine, ma adesso non è
così: ora è tutto in rovina! Chi metterà
mani all’ennesimo sconcio, all’abbandono del Nostro
Patrimonio che il mondo ci ha sempre invidiato e che i nostri
politici considerano invece meno di niente?!!!
Ludovico S. da Siena
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Anche la Chiesa mostra il lato più abbietto!
Il caso del Monsignor Scarano, a Salerno, ci lascia sconvolti!
Mentre il nostro grande Papa Francesco predica e perora
l’immagine di una Chiesa di povertà, siamo
allibiti nell’apprendere le notizie che la stampa
ci comunica: il tesoro immenso di opere d’arte e di
beni materiali posseduto dal monsignore non è in
linea con un’idea di Chiesa cristiana che dovrebbe
pensare ai poveri!! E’ un caso eclatante , forse isolato
(lo speriamo!), ma esecrabile, che non ha niente a che fare
con le centinaia di religiosi che s’impegnano ogni
giorno per il bene del prossimo più bisognoso. Ma
ciò non toglie che le nostre coscienze rimangano
fortemente turbate da uno scandalo così vergognoso.
E’ forse lo specchio della corruzione che dilaga nel
nostro tempo e che non risparmia nessuno?
Giosetta F. da Pozzuoli
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Perché inviare le nostre opere all'estero?
Dissento fortemente dalle decisioni di inviare opere d’arte
del nostro patrimonio culturale all’estero, con tutti
i pericoli che si determinano per le opere stesse e per le
eventualità negative che possono accadere . Dopo il
Satiro di Mazzara e Il David-Apollo di Michelangelo, ecco
che anche il Galata morente, conservato nei Musei Capitolini,
è andato a Washington a chiudere l’anno di cultura
italiana negli Stati Uniti. Una statua splendida, a grandezza
naturale, copia romana di un originale greco d’età
ellenistica, ritrovata all’inizio del ‘600 e ritenuta
giustamente un esemplare straordinario di scultura, aveva
lasciato l’Italia più di 200 anni fa, trafugata
da Napoleone assieme a moltissimi altri capolavori, com’è
noto. Ora da più di un mese si è inviata la
statua del Galata alla National Gallery of Art , con il rischio
di un incidente aereo, dello sfregio di un pazzo, o di un
qualsiasi altro evento negativo che potrebbe capitare e farci
perdere questo capolavoro. Esprimo tutta la mia contrarietà
per queste operazioni che, secondo me, non sono neanche necessarie
per alimentare la nostra fama di Paese dell’arte. Prendiamo
esempio dalla Francia che molto raramente (per La Gioconda
mai) permette ai suoi capolavori di oltrepassare le patrie
frontiere! Diventiamo custodi più severi del nostro
passato: Vengano da noi i turisti a vedere le nostre testimonianze
artistiche!!!
Mimma D. da Milano
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