Da qualche tempo ARS et FUROR ha deciso di interessarsi al mondo
dei giovani emergenti, a quanti s'impegnano valorizzando le proprie capacità
imprenditoriali e artistiche nel campo della moda.
A tale proposito
un’ iniziativa meritoria di essere pubblicizzata ci è
sembrata quella di un giovane stilista di Potenza, Armando Capitanio,
che ha tradotto in accessori di moda il suo desiderio di inventare
qualcosa di gradevole e di originale, che attraverso il riciclo
creativo si proponesse di salvare ciò che la società
ha rifiutato. Riciclando in maniera fantasiosa tessuti vintage
e materiali, i più diversi, come fa Armando Capitanio con
la progettazione di accessori maschili, si può ricollocare
la materia in un circuito ecologico di sopravvivenza morale e
di continua resurrezione dell'oggetto, esaltando le storie segrete insite in
ciò che l’uomo ha creato. Un materiale inedito, una
stoffa usata, un manufatto devitalizzato possono mutare forma
e uso e offrire una svolta imprevista al destino di abbandono
cui il consumismo spietato li ha relegati.
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Una nuova identità è quella che il brand ReDandy
(Recycled Dandy) aggiunge alla “cosa” ideata e realizzata che, grazie
a un’operazione di reinvenzione fisica e concettuale, acquista
destinazione, funzionalità, struttura rinnovate: l’associazionismo
creativo di elementi diversi (tessuti, fantasie, materiali) nasce
sempre dal rispetto della “cosa” da riciclare e dalla
sua implicita capacità di trasformarsi in “altro”.
Lo spirito che anima Armando Capitanio è un atteggiamento
rivoluzionario che fa tornare alla mente l’operazione condotta
cento anni fa dai Futurismi che, com’è noto, in nome di un’
estrema libertà fantastica da esprimere in tutti gli ambiti
artistici, si sono occupati anche di moda, utilizzando nell’abbigliamento
tessuti e materiali inediti, fino al loro tempo mai usati, come
la plastica o i metalli. Guardando le creazioni di Capitanio ho
rammentato le stupefacenti “anticravatte” proposte
nel ’33 nel “Manifesto della cravatta futurista”
dall’artista Renato Di Bosso, le loro policromie e i loro
fantasiosi disegni.
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Papillon double face, coordinati, fazzoletti da taschino,
papillon e “fiori all’occhiello”: gli accessori creati
da ReDandy esprimono un mondo di idee colorate, riutilizzando
cravatte dismesse, mix di tessuti vintage, bottoni, stoffe jeans,
nel segno di un’inventiva mai dimentica dell’esperienza
del “cucito a mano”. Eccentricità, ironia,
buon gusto negli accostamenti ed esperienza manifatturiera fanno
del nuovo Brand un esempio percorribile per quanti intendano
mettere a frutto le proprie inclinazioni artistiche in
un momento tanto difficile della nostra economia.
Reciclare non è un atto banale, ma un concetto di natura
filosofica, direi quasi mistico, che offre una seconda opportunità di vita e di fascino al mondo negletto dei rifiuti. Dal momento che rinnovarsi e rinnovare
è sempre un gesto di intelligenza, ci congratuliamo con
questo giovane creativo, augurando a lui e al suo Brand la fortuna
che merita!
sito web: www.redandy.it
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