Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XX - n.83 - Aprile - Giugno 2025
IL COSTUME NEI SECOLI  

L'ARTE DELLA MODA

Bolzano. Il CASTELLO di RONCOLO , "il maniero illustrato". Viaggio nel Medioevo

di Bruna Condoleo


Il Castello di Roncolo è stata una roccaforte duecentesca poi trasformata nel 1385 in residenza dai fratelli Vintier, ricchi mercanti di Bolzano, che lo restaurarono e lo fecero decorare con affreschi che rappresentano ancora oggi una vera rarità, dal momento che sono l'unico ciclo europeo di affreschi cavalleresco-cortesi pervenuto fino a noi. Nel 1413 divenne proprietà dell'imperatore Massimiano e nel 1500 dei conti Liechtenstein, ma cadde in rovina nel XVII secolo e soltanto alla fine del 1800 fu consolidato quando, divenuto proprietà dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe I, venne interamente restaurato e nel 1893 da lui ceduto alla città di Bolzano. La poderosa struttura architettonica è imponente, ma la bellezza del Castello risiede soprattutto nelle sale interne del Palazzo Occidentale, ove si possono ammirare gli affreschi dedicati al tema dell'amor cortese, mentre la Casa d'estate, decorata agli inizi del '400, è dipinta con scene tratte dalla storia e dai racconti leggendari del Medioevo. Grazie alle sue decorazioni il visitatore potrà conoscere più profondamente l'abbigliamento e le consuetudini di vita trecentesca, caratterizzata da tornei e cacce, da danze e giochi, popolata da personaggi ed eroine, insomma quel mondo cavalleresco che è stato foriero di civiltà, come di poesia e di epiche imprese. Nell'età comunale, tra il XIII e il XIV secolo, epoca di grande rinnovamento sociale e politico, anche l'abbigliamento risente del generale progresso civile e del benessere economico raggiunto soprattutto dalle classi più abbienti. Le fiorenti botteghe dell'arte della lana o dei calzolai che sorgono nelle città e nelle corti trecentesche sono l'espressione del grande fermento culturale che caratterizza questo periodo storico. Nell'epoca in cui sorgono le svettanti cattedrali gotiche anche il costume diviene "slanciato" per esaltare la verticalità della figura, per adornare oltre che rivestire, per esprimere chiaramente l'appartenenza dell'individuo a una precisa classe sociale.






Detail der Arkaden 1 (foto Luca Zaniboni) ©



Detail der Arkaden 6 (foto Luca Zaniboni) ©


Detail der Arkaden 7 (foto Luca Zaniboni) ©



Sia il costume maschile che quello femminile subiscono un rinnovamento totale rispetto alla semplicità e all'austerità dell'Alto Medioevo e in questo antico castello si possono ammirare abbigliamenti e modi di vita di un'età affascinante. L'uomo del '300 si veste con farsetti (giacche corte) colorati e attillati, che hanno maniche lunghe e fastose, completati da calzebrache in tinte contrastanti, aderenti e con punte delle suole appuntite. I cappelli possono essere di varia foggia: baschi morbidi, cappelli cilindrici più sostenuti e rigidi, oppure copricapo che avvolgono la testa come un turbante e perciò vengono chiamati chaperon-turban: il gusto delle frastagliature delle stoffe, di colore vivo, rende questi accessori fondamentali molto estrosi, per lo più abbinati ai preziosi velluti dei farsetti o dei mantelli. L'abbigliamento femminile è ancora più curato: la veste o cotte, è una tunica a maniche lunghe, sormontata da una sopravveste o surcot, senza maniche, più ampia che lascia intravedere la cotte. L'abito è di linea slanciata, con vita segnata alta sotto il seno, scollatura spesso a punta e strascico. Le dame più ricche usano adornare i loro abiti con pellicce, cinture e catenelle d'oro e d'argento, mentre grande fantasia si esprime nelle acconciature e nei copricapo, spesso molto alti e ben costruiti, come l'hennin, a forma di cono, in velluto o in seta, rivestito da veli leggeri, oppure i tipici copricapo a sella, eccentriche acconciature venute d'Oltralpe e diffusesi soprattutto tra i castellani del Nord Italia. Mantelli diversi completano le vesti femminili: dalla pellanda (o oppelande), capo di lusso molto ampio, usato anche dagli uomini, alla cappa foderata di seta per le stagioni più miti, ma la parte più curata dell'abito sono le maniche, staccabili, unite con lacci o asole, tanto da costituire spesso un capo di vestiario a sé. Anche le calzature femminili seguono la stessa linea affusolata della veste: in seta ricamata o in pelle, quelle delle principesse sono ornate di fibbie preziose, perfino ricoperte di gioielli!

©Bolzano, il Castello i Roncolo (foto Luca Zaniboni).



Castello di Roncolo, cortile (foto ff)




La maggiore ricercatezza nei dettagli di questi affreschi mostra che la moda nel XIV secolo è divenuta un elemento essenziale dell’evoluzione sociale e culturale della società: l’età di Dante, Petrarca e Boccaccio, della poesia del Dolce Stil Novo e della rivoluzione pittorica di Giotto, non poteva non assumere un diverso atteggiamento anche nei confronti del costume, esaltando la bellezza del corpo, l’armonia delle forme e il gusto per l'aspetto decorativo. Le dame francesi, ad esempio, usavano  sopravvesti con bordi inferiori decorati a disegni colorati che riproducevano l’emblema del loro casato, mentre le giovinette vestivano con colori particolarmente vivaci e contrastanti e preferivano lasciare i capelli sciolti o trattenuti da veli, reticelle leggere e ghirlande floreali, acconciature queste ultime osteggiate dalle Bolle pontificie, che ravvisavano eccessiva sensualità in una moda che lasciasse scoperto il capo e mostrasse la bellezza ammaliatrice delle chiome! Attraversando le sale affrescate del Castello di Roncolo, che svetta sulle alture che sovrastano la città di Bolzano, il visitatore rimarrà colpito nel constatare l’eleganza e la fantasia dei costumi trecenteschi e potrà fare un ideale viaggio in un’epoca passata, ricca di storia oltre che di eleganza! Dal 2000 il maniero è visitabile e dopo 25 anni in cui si è affermato a livello internazionale, si è inaugurata un'interessante mostra che ha lo scopo di far conoscere più profondamente la vita cortese e che permetterà al visitatore di meglio comprendere il significato degli affreschi, palese per i committenti ma spesso non chiaro per noi contemporanei.



Copricapo. Foto concessa dalla mostra contemporanea. Castello di Roncolo ©




NB. Si ringrazia il castello di Roncolo della città di Bolzano per la concessione delle immagini fotografiche di Luca Zaniboni e di Peter Daldos. Tutti i diritti riservati © Copyright by Città di Bolzano
Le immagini ricevute per l'articolo rimangono comunque di proprietà della Città di Bolzano.



Bruna Condoleo, storica dell'arte e del costume, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright